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Migranti sulla Flaminia, Torquati risponde alla lettera aperta

Daniele Torquati 2

Avevano inviato pochi giorni fa una lettera aperta, pacata ma preoccupata. La presenza improvvisa di cinquanta rifugiati provenienti dal Gambia, dal Mali e dalla Nigeria, tutti uomini, nel Point Roma Hotel a due passi dalle loro abitazioni li aveva messi comprensibilmente in allarme. E così, i condomini del “Papillo Flaminia” avevano scritto a Daniele Torquati chiedendo maggiore sicurezza per le loro famiglie.

A distanza di pochi giorni giunge la risposta. Così scrive loro il presidente del XV Municipio.

“Gentili cittadini e care cittadine, poche righe per chiarire, ancora una volta e semmai ce ne fosse bisogno, il tema dei richiedenti asilo che sono ospitati in strutture del nostro territorio. Nello specifico, sottolineo che si tratta di 50 persone e che la loro allocazione dipende da un bando della Prefettura essendo il tema dell’accoglienza gestito direttamente dal Ministero degli Interni.

A Roma, così come nelle altre città italiane. Il nostro Municipio è coinvolto, così come gli altri 14 Municipi e come la città tutta. Il coinvolgimento è un atto di responsabilità derivante da obblighi e trattati internazionali a cui nessuna Istituzione può sottrarsi. Detto questo e in perfetta sintonia con il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, proprio oggi ci sarà il secondo incontro del Prefetto con il Municipio al quale ho chiesto di partecipare ad alcuni cittadini che ho incontrato i giorni scorsi.

In ogni caso la vicenda da voi sottoposta sarà oggetto di dibattito anche al tavolo per l’ordine e la sicurezza del Municipio. Il tavolo è un luogo dove il Municipio, come già dimostrato più volte, svolge la sua funzione di sostegno alle azioni delle Prefettura, non solo alleviando i disagi che possono derivare dalla presenza di strutture dedicate all’accoglienza, ma anche segnalando tutte quelle problematiche che rendono difficile la convivenza sul territorio. Penso al fenomeno della prostituzione o a quello dei furti in abitazioni private.

Il ruolo di un Municipio è questo: creare le condizioni perché una comunità stringa un patto tra Istituzioni superiori, quali in questo caso il Comune e la Prefettura, e i cittadini.

Per tornare al tema dei richiedenti asilo, l’esperienza positiva del Tiber, che si è da poco conclusa, dimostra quanto questo metodo sia efficace: un’esperienza ben pensata, che ha dato modo alla cittadinanza di capire quanto sia utile lavorare per coniugare il diritto alla sicurezza con il dovere all’accoglienza. Piccoli nuclei, seguiti e forniti di servizi dedicati.

A chi polemizza sul ruolo e la funzione dei Municipi, ricordo che queste Istituzioni locali non godono di autonomia legislativa e normativa e che dipendono in tutto dall’ente locale Roma Capitale, anch’esso parte di un accordo in tema di accoglienza che si stabilisce nell’ambito della Conferenza Stato-Regione. E’ in quella sede che vengono stabilite le quote per Regione e le modalità di accoglienza, ma come da due anni a questa parte a prescindere dalle strette competenze ci sentiamo in obbligo rappresentando un territorio di farci carico di tutto ciò che avviene nel Municipio.

I tempi che viviamo non sono facili e il tema delle migrazioni è la sfida più imponente che gli Stati europei si trovano ad affrontare: il Trattato di Dublino, che non porta la firma di forze di centrosinistra (se vogliamo polemizzare), obbliga lo Stato su cui il rifugiato poggia il primo piede ad accoglierlo.
Un peso, per un paese come il nostro composto per il 90% da coste e poggiato come un biscotto nel Mar mediterraneo, ad uno sforzo enorme.
Economico, sociale e cultuale. I nostri referenti di Governo stanno lavorando in Europa per una modifica del Trattato, ma immaginate da soli quanto ostracismo ci sia da parte degli Stati dell’Europa del Nord che ad oggi non hanno idea del fenomeno che invece Grecia, Spagna, Portogallo e Italia stanno gestendo in completa solitudine.

In attesa di un riequilibrio di responsabilità che noi tutti auspichiamo, le norme ci richiamano alla responsabilità e al rispetto della legge. Faremo dunque la nostra parte come Municipio XV, dialogando con la Prefettura perché il modello sia quello già ben sperimentato del Tiber, ma non accetteremo alcuna forma di bieco razzismo. Chi ha il dovere di governare, deve farlo. Anche questo significa assumersi grandi responsabilità.

In termini pratici, invece, come ho detto ai cittadini che ho avuto il piacere di incontrare pochi giorni fa ci siamo attivati per il ripristino dell’illuminazione e una attenzione alla pulizia della strada da parte di AMA, ben prima della decisione della Prefettura.

Rimango a Vostra completa disposizione, sperando di trovare in tutti voi quello spirito di collaborazione e sostegno che come Municipio non faremo mancare alla Prefettura di Roma.”

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3 COMMENTI

  1. Presidente e’tutto chiaro sai qual’e’il discorso che gli onesti danno fastidio a molte persone , perche’l’onesta’non la hanno mai messa in pratica……Buon Lavoro e Viva TORQUATI

  2. Veramente strana la posizione dei residenti e del Municipio: da anni dozzine di rom e senzatetto (molti di più di questi 50 rifugiati) vivono lungo la Flaminia, sotto i ponti e cavalcavia, tra i cespugli, in mezzo al verde che fiancheggia la strada e NESSUNO se ne è mai preoccupato. Nessuno si è agitato per la sicurezza, i furti, la sporcizia ma soprattutto per le feci che centinaia di individui lasciano sul terreno….Nessuno ha mai pensato di dialogare con la Prefettura o i residenti, nessuno ha creato “tavoli” per dialogare, nessuno si è mai preoccupato delle condizioni di vita di questa gente, nessuno ha mai pensato al danno ambientale e di immagine. Come mai? Si tratta di poveracci di 2° categoria oppure dal momento che i rom e senza tetto non fanno cassa la cosa non interessa? Lasciare quelle persone in simili condizioni non è “bieco razzismo”?

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