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Campidoglio citato per morosità, a rischio 2 milioni di euro

consorzio240.jpgA rischio, per le casse del Campidoglio, 2 milioni di euro a seguito di un decreto ingiuntivo per morosità promosso dal Consorzio Cortina d’Ampezzo al quale, dal 2012, il Comune non versa più il contributo obbligatorio dovuto per legge. Una nuova grana è dunque in arrivo da Roma Nord per il sindaco Marino.

Da Dario de Marchi, giornalista professionista residente in via Cortina d’Ampezzo, riceviamo una notizia che comporta un serio problema di bilancio e che apre un fronte non da poco, da Roma Nord, sul versante delle finanze capitoline.

“Le già scarne casse comunali di Roma Capitale – ci dice De Marchi – rischiano infatti di veder prosciugata una delle principali fonti di entrata, le contravvenzioni stradali, per l’avvio di un’azione legale volta a ottenere un’ingiunzione di pagamento per morosità del Comune. In ballo ci sono circa 2 milioni di euro dei 3,37 milioni che il Campidoglio per legge deve, ormai da anni, al Consorzio Stradale Viale Cortina d’Ampezzo e Diramazioni”.

Si tenga presente che questo Consorzio è il più grande di Roma con circa 5 mila consorziati, dove vivono oltre 22 mila persone e sono presenti pure diverse ambasciate e relative residenze e che il ricorso per decreto ingiuntivo, a quanto pare, è già stato iscritto a ruolo e si è in attesa del pronunciamento del Tribunale-

“Dal 2012 – ci spiega De Marchi – il Comune di Roma ha smesso di erogare, ma solo per inadempienza, il contributo obbligatorio che la legge prevede debba versare al Consorzio per l’attività che esso svolge nel comprensorio e che sostituisce, di fatto, quella comunale. La richiesta di un provvedimento di ingiunzione, dopo che tutte le vie bonarie sono state invano perseguite anche attraverso ben 31 differenti contatti nell’organizzazione capitolina, è emersa dalla relazione di Carlo Di Paola, presidente riconfermato del Consorzio, all’assemblea dello stesso ente pubblico, presente pure un imbarazzato rappresentante dell’amministrazione capitolina morosa.”

Stando a De Marchi, che il ricorso abbia possibilità di accoglimento lo confermano non solo le precise disposizioni di legge violate dal Comune, ma anche il riconoscimento che lo stesso Consorzio ha avuto dal TAR Lazio che ha già annullato tre consecutive delibere capitoline con cui il Campidoglio si auto-riduceva la quota di versamento di sua spettanza, con condanna dell’Amministrazione al pagamento delle spese processuali.

Le probabilità di buon esito del ricorso sarebbero inoltre date anche, per come emerso sempre nel corso dell’assemblea generale del Consorzio, dall’esplicito riconoscimento almeno di una quota parte del debito da parte dello stesso Municipio di riferimento di Roma Capitale.

“Nel corso dell’assemblea, Carlo Di Paola, presidente del Consorzio, ha detto che “a nulla sono valsi gli innumerevoli incontri a tutti i livelli tecnici, amministrativi, dipartimentali e anche politici e i chiarimenti forniti in merito alla obbligatorietà della contribuzione e sulle norme che regolano i Consorzi stradali” lamentando che per questa inadempienza “il consiglio d’amministrazione non è stato in grado di mantenere gli standard qualitativi massimi offerti negli anni scorsi. Ma anzi – ha aggiunto – si è trovato in serie difficoltà economiche e funzionali'” facendo così venire meno “un chiaro beneficio non solo per i residenti ma per tutto il Municipio e per la città di Roma stessa che, come è evidente a tutti, versa in una condizione del tutto inaccettabile”.

Secondo De Marchi, concludendo, sono così rimasti al palo per carenza di risorse diversi progetti già deliberati di manutenzione, come il rifacimento dei marciapiedi e del manto stradale, spesso peggiorato dalla radici degli alberi, l’adeguamento dell’illuminazione delle 27 strade che compongono il vasto comprensorio, con effetti anche sulla sicurezza delle persone. Ma nonostante le difficoltà, ha chiosato Di Paola, “il Consorzio di Viale Cortina d’Ampezzo continua a rappresentare un chiaro esempio di qualità che mettere ancor più in evidenza il pessimo stato manutentivo, conservativo e migliorativo nella quale versa la città”.

Claudio Cafasso

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2 COMMENTI

  1. Classica vicenda “kafkiana” del Comune di Roma, non paga i contributi – dovuti per l’utilizzo pubblico di strade private e obbligatori per legge – al Consorzio “Cortina” ; cerca di auto-ridursi il contributo ma il Tribunale gli da torto e, adesso, si “becca” un decreto ingiuntivo per morosità.
    Il Consorzio, invece di essere riconosciuto e apprezzato come un “modello” di decoro e buone pratiche da replicare (è l’unico quartiere dove ci sono distributori di buste per le deiezioni canine in tutte le strade, il primo ad aver istallato segnaletica stradale luminosa, strisce pedonali luccicanti, cestini della carta regolarmente svuotati, dossi in prossimità della scuola, strade regolarmente spazzate e ben manutenute), viene ostacolato per la solita sciatteria e incapacità gestionale del Comune.

  2. Ma per quale motivo il Comune di Roma deve spendere per le strade del Consorzio Cortina la stessa cifra che spende per TUTTE le altre strade del Municipio XV?

    Se si prendesse in carico anche le strade del Consorzio potrebbe avere più risorse per migliorare la manutenzione in tutto il Municipio ed i consorziati risparmierebbero.

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