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Migranti sulla Flaminia, lettera aperta a Torquati

lettera aperta

Riceviamo e pubblichiamo dai condomini del “Papillo Faminia”, il grande insediamento al chilometro 8,5 della via Flaminia, una lettera aperta inviata al presidente del XV Municipio, Daniele Torquati, e per conoscenza ad Alfonso Sabella, assessore capitolino alla legalità, alla Polizia Locale di Roma, all’Ama e all’Acea.

L’oggetto non poteva non essere la presenza dei cinquanta rifugiati alloggiati da alcuni giorni al Roma Point Hotel, il piccolo albergo al civico 988 di via Flaminia, dove sono giunti ad insaputa di tutti nei primi giorni della scorsa settimana. Una presenza che desta preoccupazione anche se, a onor del vero, pur qui da una settimana non hanno dato adito ad alcunché.

La lettera

“Gentile Presidente – scrivono i condomini – come sa, nell’area in oggetto, lottizzata nel 1999 per l’allora Giubileo dell’Anno Santo 2000, dopo varie peripezie amministrative e societarie del costruttore, doveva sorgere un’area residenziale, comunemente denominata “Papillo Flaminia” che, oltre a soddisfare le esigenze abitative di molti romani e non, doveva anche servire a riqualificare un’area urbana, ai margini dell’allora XX (oggi XV Municipio), a ridosso dell’ansa del Tevere e della Stazione Ferroviaria di Due Ponti, che una volta destinata per lo più ad insediamenti industriali e commerciali che col tempo si sono andati chiudendo.

Orbene le promesse di riqualificazione della zona, fatteci dal costruttore e dai vari Amministratori capitolini che per decenni gli hanno dato concessioni e permessi, non si sono purtroppo avverate.

In primo luogo la logistica. Ad oggi non esistono le aree verdi, la nuova sede del Municipio, la ristrutturazione della Sede della P.M., l’asilo e il cavalcavia per raggiungere la stazione ferroviaria che il costruttore si era impegnato a realizzare in cambio delle lottizzazioni.
Inoltre l’illuminazione comunale è spesso assente, sembra per furti di rame dei cavi o disguidi tecnici. A ciò si aggiunge una pulizia della strada e del verde del greto del Tevere spesso insufficiente.

Ma è la sicurezza l’aspetto che ci preoccupa maggiormente. Essendo a ridosso di un’importante arteria di ingresso nella Città (la Via Flaminia Nuova) non sono stati debellati i mali “storici” che la ammorbavano: la prostituzione e il transito dei ROM/Sinti che da Saxa Rubra si spostano verso il centro.

Questa situazione si è recentemente aggravata con l’arrivo dei profughi nell’Hotel Point accanto alla Pizzeria Baffone. Sono noti a tutti i disagi subiti e arrecati da queste persone e non occorre indulgere sul punto. Basti ricordare che nel “Papillo” abitano persone vulnerabili (minori, donne single, famiglie il cui appartamento è al piano terra o senza mezzo proprio, solo per citare alcuni esempi) che meriterebbero una protezione rafforzata e un segnale di maggiore attenzione per la loro sicurezza, tanto più che Lei certamente ricorderà che nei pressi della Stazione di Tor di Quinto non molti anni fa avvenne un fatto di cronaca particolarmente grave.

Confidando nella Sua sensibilità, siamo qui a richiedere gli interventi che riterrà più opportuni, anche in coordinamento con la Prefettura di Roma, per migliorare la qualità e la sicurezza della vita di oltre 400 nuclei familiari a ridosso del Centro della Città.”

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2 COMMENTI

  1. Appoggiamo e condividiamo sia la protesta che la preoccupazione dei residenti del Papillo Flaminia.
    Come era la lezione sulla riqualificazione in atto del territorio.
    Dove te butti le chiacchiere restano sempre le stesse…
    Noi continueremo ad osservare, odorare e segnalare !!!
    CdQ. “Fleming-Tor di Quinto”

  2. Come volevasi dimostrare il buonismo impera sulle spalle dei cittadini. Per la classe politica ed amministrativa non vi sono problemi: auto a disposizione, scorte, sorveglianza dei propri domicili, ecc. il tutto a spese dei cittadini.
    Alle prossime elezioni non andrò a votare: è inutile. Noi non siamo in democrazia ma sotto la dittatura dei partiti e della classe amministrativa.

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