Home ATTUALITÀ Auditorium, “sviolinando” Lindsey Stirling a ragion veduta

Auditorium, “sviolinando” Lindsey Stirling a ragion veduta

lind240.jpgLe avevano detto che non avrebbe mai riempito i teatri, ma da quattro anni, ovunque va, registra solo applausi e consensi, come in questo 2 luglio, alla cavea dell’Auditorium. Qui nella Capitale si conclude il mini-tour italiano di Lindsey Stirling, virtuosa e poliedrica musicista che mescola le note del suo violino a passi di danza e voce sottile, regalando ai suoi fan un’esibizione live potente e suggestiva.

Qualcuno potrà dire che non vale la pena raccontare un concerto una volta concluso, ma con Lindsey Stirling il discorso è diverso, perché le sue performance sono un’ottima miscela di suono, immagine e concetti positivi, ben resi attraverso un uso semplice, ma interessante di voci fuori campo, filmati proiettati su teli, giochi di luce sul palco (e sulla sua gonna a led!) e dietro le quinte divertenti, tra lei, i musicisti e le ballerine.

Decisamente corposa la scaletta del concerto e molto varia: si passa da un suo masterpiece come Master of Tides, famosa grazie a una sua esibizione spontanea in collaborazione con l’UE Boom team, (che merita tutta la vostra attenzione senza spoiler di sorta cliccando qui)  a brani originali storici come Crystallize e Shadow, per poi passare a brani più recenti come Firefly.

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Presenti anche delle cover, da Party Rock Anthem a We Found Love di Rihanna, ma senza dimenticare altri pezzi originali ben conosciuti come Round Table Rival (Una battaglia tra strumenti musicali anche nel video), Elements, con una potente coreografia di ballo tra piogge di fuoco e scenari elementali, e Shatter me, introdotta dalla fiaba della “Ballerina”.

Tra un brano e l’altro, Lindsey parla, scherza con il suo pubblico e alla fine invita tutti i fan ad avvicinarsi al palco, offrendo un bis encore con Beyond the Veil e Phantom at the Opera Medley. Il tutto, ricordiamolo, sempre ballando: il suono diventa cinesico e le movenze divengono funzionali al suono stesso, in un’amalgama di suggestioni classiche, elettro-pop, synth e ispirazioni dubstep.

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Una contaminazione di forme, generi ed espressioni artistiche che rendono lo stile di Lindsey particolare e l’esperienza del live molto piacevole. Nata sotto il segno dei Got Talent a stelle e strisce, negli anni ha saputo radunare intorno alla sua musica un seguito corposo e variegato, sinceramente interessato ai suoi video su Youtube tanto quanto alle soluzioni che sfodera durante le sue esibizioni.

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Per capirci, nel repertorio di Lindsey Stirling non c’è nessun tentativo di riarrangiare il Trillo del Diavolo di Giuseppe Tartini, ma si strizza l’occhio a prodotti culturali pop, interessi in comune con i suoi fan, come nei video dedicati ai videogiochi (Dragon Age, Assassin’s Creed o Skyrim) o alle trasposizioni cinematografiche (Il Signore degli Anelli, il Fantasma dell’Opera).
La sua impronta musicale però rimane riconoscibile e il collage chiamato “Nerd Medley”, in cui la danza di Lindsey è andata a fondersi con le immagini dei video, non ha affatto stonato nel concerto.

Finito tutto, c’è spazio per lanciare dal palco una bacchetta della batteria e la scaletta del concerto: i due fortunati sapranno tenersele strette. All’uscita qualcuno si apposta, ma già si parla della prossima volta, come se non bastasse mai.

Flavia Sciolette

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