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Tomba di Nerone, è ora di dire basta

basta240.jpgLa pazienza dei residenti è al limite mentre il risentimento dei genitori che frequentano con i loro bambini i giardini di Tomba di Nerone non è più contenibile. E’ ora di dire basta al degrado e agli sbandati che bivaccano nel giardino pubblico da anni trasformato in un albergo a zero stelle sotto le stelle.

Significativo l’episodio avvenuto lo scorso 24 maggio in occasione della celebrazione dei cento anni dall’inizio della Prima Guerra Mondiale. Proprio nel corso della cerimonia a cui presenziava Daniele Torquati, presidente del XV Municipio, una residente piuttosto adirata lo ha apostrofato facendo presente la grave situazione e invocando provvedimenti urgenti a tutela dei minori.

Da tempo un gruppo di senza tetto vive nel giardino di Via Cassia 737 utilizzandolo come una discarica o un gabinetto e questo otto gli occhi di quanti frequentano il parco, l’area giochi e l’area cani.

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E’ frequente vedere queste persone fare i propri bisogni dietro un albero o un cespuglio oppure nei pressi di scivoli e altalene; anche il Monumento ai Caduti viene di norma utilizzato per gli stessi scopi. Una situazione intollerabile dal quale è necessario uscire non solo per motivi di igiene ma anche per tutela dei minori.

Chi vive giorno e notte nei giardini, utilizzando le panchine come brande, è un gruppo di persone che anche se non disturba o ha comportamenti violenti utilizza questa area in maniera del tutto impropria provocando degrado e di conseguenza malcontento. Il loro trasferimento altrove – una struttura di accoglienza? – permetterebbe di risolvere il problema: maggiore assistenza per loro e un parco degno di questo nome per i residenti.

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D’altra parte non è ammissibile consentire a questi disperati di bivaccare la notte nel parco, di usare il prato come un gabinetto, di cospargere l’area di rifiuti e bottiglie vuote e dormire, avendo come materasso del cartone, sulle panchine che durante il giorno utilizzeranno poi adulti e bambini.

Il risentimento dei residenti, scevro di qualsiasi forma di discriminazione, è del tutto lecito come è lecito chiedersi come sia possibile trasformare un parco pubblico in un albergo a zero stelle sotto le stelle.

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Perfino la Little Free Library messa un paio di anni fa e che forniva libri gratis ai residenti viene regolarmente saccheggiata; recentemente è stato anche fracassato il vetro dello sportello.

Una situazione insostenibile che è a conoscenza da anni del Comune, del XV Municipio, dell’ assistenza sociale e della Municipale; tutti sanno ma nessuno fa niente preferendo ignorare un fatto grave le cui ricadute sono interamente sulle spalle dei residenti ai quali va riconosciuta una notevole pazienza dal momento che da anni aspettano una ristrutturazione del parco sempre annunciata e mai realizzata.

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E’ arrivato il momento di mettere fine a questa condizione; queste persone vanno tolte dalla strada (anzi dai giardini) e ospitate in un centro di accoglienza mentre il giardino di Tomba di Nerone va restituito ai cittadini: senza panchine dormitorio ed escrementi nell’erba.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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2 COMMENTI

  1. E’ così tutta Roma. Quando Marino capirà che il decoro, la pulizia e il rispetto delle regole sono parte integrante della vita di una città sarà sempre colpevolmente troppo tardi.

  2. Ha ragione Simone, tutta la città è un defecatoio e urinatoio h 24.
    Il marziano e le tre scimmiette di via Flaminia hanno le loro responsabilità, ma anche quelli che governavano prima e prima ancora, sia a livello locale che nazionale, ve li raccomando.
    Sarebbe opportuno che risentimento e indignazione dei residenti, di questa e altre zone degradate, prendano forma organizzata e continuativa.
    Molto sommessamente noi del Comitato per via Gradoli abbiamo invano proposto un coordinamento di comitati e associazioni per fare “sistema” e avere così una rappresentatività e forza di pressione sempre maggiori.
    Se vogliamo provarci, io sono a disposizione.

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