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Gli Of Monsters And Men all’Auditorium

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mostri.jpgDi mostri e di uomini. Ne parlano gli Of Monsters And Men, da Rejkiavik, Islanda. Che dalle fredde lande dell’isola del ghiaccio e del fuoco scenderanno in Italia mercoledì 8 luglio per esibirsi di fronte al pubblico della Cavea in occasione della data romana del tour a supporto di Benath The Skin, il nuovo album in uscita il 9 giugno.

Ricami folk-pop alla Mumford & Sons, cavalcate epiche alla Arcade Fire, scenari sognanti alla Sigur Ros e linee vocali malinconiche alla Cranberries e sensuali alla Florence And The Machine. Sono questi gli ingredienti principali di una delle band più reclamizzate degli ultimi anni. Al punto da aver già raggiunto quota 2 milioni di dischi venduti ed aver piazzato un brano nella colonna sonora del secondo capitolo della saga “Hunger Games” ed un altro nel video di lancio dell’Iphone 5.

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Il singolo Little Talks, tratto dall’esordio My Head Is An Animal, del 2011, aveva scalato le classifiche di mezzo mondo. Niente di che, a dire il vero. Ma si sa, che lo si voglia o meno, ancora oggi sono le major e le TV a decidere i gusti del pubblico.

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Chrystal, però, il nuovo brano che circola in radio da qualche settimana, sembra aprire una nuova strada al quintetto guidato da “Nanna” e “Raggi”. Una strada migliore, grazie ad una qualità compositiva di molto superiore rispetto a quanto fatto in passato, e ad un’epicità finora sconosciuta a questa band che sembra decisa a proporsi come la prossima “next big thing” del panorama mondiale.

E non ci sarebbe da stupirsene, poichè il binomio rock-Islanda, da Bjork in poi, è sempre stato foriero di grande musica. Basta non approfittarsene. Perché vanno bene gli archi, i fiati, le orchestrazioni, la coralità; vanno bene le tinte sfumate e i richiami fiabeschi; va bene definirsi “indie” e “alternative”, ma poi alla fine è sempre la sostanza (leggi le canzoni) quella che conta. E per sapere se in loro ce n’è, basterà attendere solo qualche giorno.

Valerio Di Marco

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