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Via Due Ponti, passeggiando nei terreni del CRA

cra240.jpgI terreni del Centro per la Ricerca e sperimentazione in Agricoltura (CRA) affacciano proprio su Via dei Due Ponti subito dopo l’incrocio con Via della Crescenza; sono il luogo ideale per una bella e lunga passeggiata pomeridiana quando i raggi del sole perdono il loro ardore e si alza il ponentino.

In questi terreni, che visti da Google-maps sembrano le ali di un aeroplano, si entra in prossimità di una sbarra dove il CRA ha posizionato un cartello con su scritto “Azienda Inviolatella”.

Dal cancello si può proseguire in direzione di un piccolo fabbricato costruito vicino ad un minuscolo laghetto dove spesso sostano i Germani reali; si tratta di un sentiero pianeggiante lungo circa un chilometro e 200 metri che come la pista di uno stadio di atletica costeggia i campi coltivati a fave.

Percorso l’anello si può passare sull’ala di sinistra scavalcando, grazie ad un ponticello, un piccolo fosso; anche qui il sentiero corre accanto ai campi coltivati e raggiunge l’estremità opposta dove costeggia per un breve tratto Via di Grottarossa.

Questa parte è sicuramente più bella; i campi, coltivati ad erba medica, sono verdissimi e sullo sfondo si staglia la parete tufacea con le antichissime grotte. Lungo il sentiero sono cresciuti maestosi pioppi e alcune centenarie querce; si tratta di alberi dal fusto massiccio la cui chioma offre un riparo freschissimo.
Dai campi ogni tanto si alza il verso rauco del fagiano maschio che secondo il suo costume si nasconde tra le coltivazioni.

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Camminando lungo questi sentieri (in totale circa 2,5 km) ci si può sbizzarrire ad osservare e fotografare la grandissima varietà di piante; non solo quelle coltivate (fave, trifoglio, grano) ma anche le tantissime specie spontanee.

C’è un po’ di tutto: dal cardo rosso alla canna palustre, dalla typha, la tipica pianta di palude, all’ortica. Negli incolti cresce l’artemisia comune e la borragine mentre centinaia di papaveri rossi fanno capolino tra il verde brillante dei campi.

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Ma sono le fave ad attirare la nostra attenzione per quel piccolo e delicato fiore che assomiglia ad una orchidea: chi lo avrebbe mai detto che una pianta così comune ci avrebbe regalato una simile gioia?

Se non fosse per quel piccolo fosso ricolmo di schiuma e sporcizia che dalle abitazioni di Via dei Due Ponti raggiunge il fosso della Crescenza, tutto sarebbe perfetto.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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2 COMMENTI

  1. Bella passeggiata ma il fiume non è un po’ sporco? Dalla foto vedo molta schiuma, non proprio un segno di “chiare, fresche et dolci acque…”.

  2. mi sono sempre chiesto che tipo di “sperimentazione” faccia il CRA!?! Provano nuove sementi o tecniche di coltivazione o cosa?

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