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Auditorium, “Corde 2015”: doppio appuntamento con Mannarino

mannarino240a.jpgVenerdì 17 e sabato 18 luglio, con inizio alle ore 21, la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica ospiterà due concerti di Alessandro Mannarino. Il cantautore romano, insieme alla sua band, reinterpreterà i brani del suo repertorio “col suono delle corde delle chitarre e dei violini, col rimbombare delle pelli di tamburo, a voce forte”.

Il menestrello di San Basilio

Nato a Roma il 23 agosto 1979, tifo giallorosso, maturità classica e laurea in antropologia “per non dover sorbire i rimproveri di mia nonna”, Alessandro Mannarino inizia la sua attività artistica nel 2001, quando fra il rione Monti e la stazione Termini si produce in bizzarre permormances che si collocano a metà strada fra una session da dj e un’esibizione acustica.

Dopo una lunga gavetta non retribuita, nel 2009 il cantautore pubblica il suo primo album: cantato in italiano e in dialetto romanesco, “Bar della Rabbia” – che è fra i finalisti del Premio Gaber e del Premio Tenco – è un disco di tante influenze musicali (folk, rock, blues, taranta) e letterarie (Pasolini, Trilussa) e ottiene un buon successo di pubblico.

Mannarino inizia a farsi conoscere anche attraverso la radio e il piccolo schermo: oltre a comporre la sigla della trasmissione di Radio2 “Vasco de Gama”, è uno degli ospiti fissi del programma televisivo “Parla con me”, presentato da Serena Dandini su Rai3.

Le esibizioni live cominciano a infittirsi, la sua popolarità va in crescendo e l’artista finalmente “smette di fare la fame e si concede una vacanza a Salina”.
Nel 2011 esce “Supersantos”, il suo secondo disco che, confermando la qualità della proposta musicale e poetica di Mannarino, gli regala per un biennio una valanga di sold-out nei teatri di tutta Italia.

Dopo una significativa parentesi unplugged – discorso che il cantautore romano sta per riprendere con “Corde 2015” -, nel 2013 il menestrello di San Basilio torna in sala d’incisione per lavorare al suo terzo album.

“Al Monte”, che esce l’anno successivo, è un disco incisivo, radicale e “cinematografico” che, presentando personaggi paradigmatici e universali, sottolinea con veemenza le ingiustizie alle quali sono sottoposti quelli che crescono “in provincia di lamiera”, gli ultimi del mondo, quelli che le gerarchie dominanti vogliono ridurre al silenzio, all’impotenza e all’ignoranza.

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“Corde 2015”, il doppio concerto all’Auditorium

Repertorio spogliato e rivestito, canzoni rivisitate “col suono delle corde delle chitarre e dei violini, col rimbombare delle pelli di tamburo” e cantate “a voce forte”: Alessandro Mannarino, insieme alla sua band, sta per riprendere la strada delle esibizioni live con un lungo tour che partirà il 4 luglio da Frosinone e che approderà all’Auditorium per due date, il 17 e il 18 luglio.

Sul palco della Cavea, ad accompagnare Mannarino in questa nuova avventura musicale ci saranno Tony Canto (chitarra), Alessandro Chimienti (chitarra), Nicolò Pagani (contrabbasso), Francesco Arcuri (violoncello, percussioni, parte elettronica), Lavinia Mancusi (violino, tamburo e voce) e Daniele Leucci (percussioni).

Così Mannarino inviterà ancora una volta gli spettatori romani nel suo mondo brulicante di anti-eroi e sognatori, popolato da visionari, ubriaconi e straccioni: un microcosmo in cui si fanno quotidianamente i conti con il cinismo e le ingiustizie, con i soprusi delle classi dominanti e con la durezza della vita; un universo che, impregnato di allegria e vitalità, intriso di poesia e crudeltà, somiglia fortemente a quello che John Steinbeck descrive nel folgorante incipit di “Vicolo Cannery”: “il vicolo Cannery a Monterey in California è un poema, un fetore, un rumore irritante, una qualità della luce, un tono, un’abitudine, una nostalgia un sogno.

Raccolti e sparpagliati nel vicolo Cannery stanno scatole di latta e ferro e legno scheggiato, marciapiedi in disordine e terreni invasi da erbacce e mucchi di rifiuti…I suoi abitanti sono, come disse uno una volta, ‘bagasce, ruffiani, giocatori e figli di mala femmina’, e intendeva dire: tutti quanti. Se costui avesse guardato attraverso un altro spiraglio avrebbe potuto dire: ‘santi e angeli e martiri e uomini di Dio’, e il significato sarebbe stato lo stesso”.

Giovanni Berti

NdR: I biglietti per i concerti, che costano fra i 25 e i 44 euro, possono essere acquistati cliccando qui e qui. Sono inoltre previsti biglietti a 10 euro per i disoccupati (con documentazione di stato occupazionale certificata dall’INPS) e per i bambini fino a 10 anni. Queste tipologie di tagliando non sono acquistabili on line, ma solo recandosi presso il botteghino dell’Auditorium Parco della Musica aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20.

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