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Auditorium, con i Toto luglio suona bene

toto240.jpgDomenica 5 luglio, con inizio alle ore 21, la Cavea dell’Auditorium Parco della Musica ospiterà il concerto dei Toto. Lo storico gruppo rock, formatosi a Los Angeles nel 1976, proporrà, oltre alle canzoni dell’ultimo lavoro in studio “Toto XIV”, molti dei classici che hanno segnato in maniera così incisiva soprattutto gli anni ottanta.

Quattordici album al netto dei live e delle raccolte, più di trenta milioni di dischi venduti in tutto il mondo, successi clamorosi e cadute repentine, abuso di alcol e di droghe, morti premature, scene abbandonate e poi ritrovate.

La storia dei Toto, che dura ormai da quasi tre decadi, non si può certo definire noiosa o scontata, se consideriamo anche le diverse sfumature che il sound della band ha assunto nel corso degli anni e il considerevole numero di cantanti e musicisti che hanno partecipato alle sessions di registrazione e ai diversi tour.

Nonostante i decessi di Jeff (1992) e Mike Porcaro (2015) e l’abbandono di Bobby Kimball, avvenuto nel 1984, il gruppo si presenterà alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica con una formazione che ricalca fortemente quella degli esordi. Alla voce e alle chitarre ritroveremo Steve Lukather, alle tastiere David Paich e Steve Porcaro, e al basso David Hungate.

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Al microfono ci sarà di nuovo anche Joseph Williams, il cantante che nel 1986 sostituì Fergie Frederiksen, mentre dietro alla batteria spunterà la new entry Keith Carlock e alle percussioni rivedremo Lenny Castro, che alla fine degli anni settanta già bazzicava la band.

Il concerto, inserito nel calendario della XIII edizione della rassegna “Luglio suona bene”, offrirà al pubblico romano non solo l’opportunità di ascoltare dal vivo i brani inclusi nel nuovo album “Toto XIV”, uscito lo scorso marzo a distanza di nove anni dal precedente “Falling in Between”, ma regalerà anche la possibilità di riassaporare vecchi classici come “Rosanna”, “Africa” (da “Toto IV”), “Stranger in Town” e “Holyanna” (da “Isolation”), quarantacinque giri (una volta si chiamavano così) e album che furono giustamente premiati da un clamoroso successo commerciale e che ben rappresentano la cifra stilistica del gruppo: un soft rock dalle sfumature progressive e pop, che non ha disdegnato le influenze della disco music e dell’heavy metal, e che si è ritagliato mirabilmente il suo spazio nel panorama musicale mondiale.

Giovanni Berti

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