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Jackson Browne in arrivo all’Auditorium

jack1.jpgDomenica 24 maggio, con inizio alle ore 21, la Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica ospiterà l’attesissimo concerto di Jackson Browne e della sua band. Il cantautore americano, oltre ai classici del suo repertorio che abbraccia più di quattro decadi, proporrà i brani dell’ultimo album “Standing in the Breach”.

Amore e dolore nelle pieghe asimmetriche del tempo

Il tempo non scorre sempre in avanti o nel medesimo modo. Ci sono momenti che durano un’eternità e anni che volano via in un soffio, mentre il passato allunga la sua ombra su un presente che è già investito delle possibilità o dall’ineluttabilità del futuro. Tutto questo, Jackson Browne, 67 primavere da compiere il prossimo 9 ottobre, l’ha prima intuito e poi ben compreso nel corso di tutta la sua carriera e della sua vita.

Cantautore sensibile e sopraffino, abile pianista e brillante chitarrista, noto anche per il suo costante impegno civile ed ambientalista, l’artista californiano – che, come altri della sua generazione, è nato a Heidelberg, la perla del Baden-Württemberg che dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale era parte della zona d’occupazione americana – fin dal suo primo album, pubblicato nel 1972, ha inseguito, riconosciuto e narrato tutta la vita che scorre nelle pieghe asimmetriche del tempo, e che lo contrae e lo dilata a dispetto di qualsiasi legge fisica.

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Incline ad una dolorosa introspezione come ad una gioiosa voglia di rinascita, con un’esistenza segnata dal suicidio della moglie – un evento tragico che elaborò nel 1976 nel magnifico “The Pretender” – e da una visione politica ben definita, quest’uomo colto e gentile esamina e racconta con voce carezzevole e dolente tutto ciò che determina il nostro destino individuale e collettivo, avendo ben chiaro in mente che il “nostro lavoro in questo mondo, il modo in cui riconquistiamo il nostro carattere divino, la nostra sacralità, è quello di ricostruire l’amore creandolo dai pezzi rotti che ci sono stati donati”, per usare le parole con le quali Bruce Springsteen (sempre sia lodato!) lo introdusse nel 2004 nella Rock & Roll Hall of Fame.

Il concerto

Così, ancora una volta, le parole e la musica ci spalancheranno le porte dell’anima, ci riveleranno visi che affrontano il proprio dolore, sguardi che si agganciano per poi allontanarsi, teste che si rialzano e gambe che si mettono in movimento per un nuovo viaggio.

Da “Looking into You” a “Standing in the Breach” ci arriveranno le coordinate per decifrare il passato e l’epoca che stiamo vivendo, da “For a Dancer” e “Late for the Sky” le indicazioni per ritrovare la speranza fatta a pezzi, da “Running on Empty” e “I’m Alive” ci deriverà di nuovo la consapevolezza di essere tutti membri del consorzio umano perché – tutto sommato e tutto sottratto – continuiamo ad aver fede in questi tempi desolati.

Ci sono momenti che fermano il tempo e ci regalano un nuovo abbraccio. Uno di questi è un concerto di Jackson Browne.

Giovanni Berti

Ndr: i biglietti per lo spettacolo si possono acquistare cliccando qui

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1 commento

  1. Ognuno ha diritto ai suoi gusti, alle sue passioni…
    Mi viene da notare – statistica – che le ultime segnalazioni, oggi Browne, Knopfler recentemente, siano leggermente “datate”… ricordo di averli entrambi visti dal vivo a poca distanza uno dall’altro, ma sono passati 34 anni!

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