Home ATTUALITÀ Addio cartellopoli? Parrebbe di sì

Addio cartellopoli? Parrebbe di sì

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Una dura battaglia, quella per arrivare al nuovo Piano Regolatore per gli Impianti Pubblicitari, tra assemblee, annullamenti di sanatorie e ricorsi, il più recente dei quali a inizio mese, a cui il TAR del Lazio ha dato parere negativo di fatto sancendo la bontà di uno strumento come il PRIP. Ormai è fatta: la mappa dei municipi è pronta.

Questa volta però, per il prossimo passo, non si potranno aspettare vent’anni, perché la sfida è dietro l’angolo: indire le gare di assegnazione degli spazi a cavallo dell’estate.

Il problema della Cartellopoli romana affligge la città da molti anni, costituendo un grave danno d’immagine: basti pensare che allo stato attuale il XV Municipio presenta il doppio degli spazi occupati da affissioni di quanto sarebbe normalmente consentito, e così molti altri municipi. Alla vigilia quindi delle assegnazioni, vi spieghiamo punto per punto la nuova legislazione e che cosa cambierà.

Numero e dimensioni

Drastica riduzione dei cartelloni pubblicitari, dai 28mila di oggi a poco più di 14mila.
Inoltre saranno del tutto aboliti i giganti da quattro metri per tre, a favore della nuova misura massima: tre metri per due. Non si misureranno più in spazi concessi, ma in metri quadrati, passando dagli attuali 224mila a 138 mila.

Il problema infatti sta tutto nei numeri, nella quantità di affissioni che non rispettano la normativa vigente in materia, soprattutto per quanto riguarda le distanze minime prescritte dal Codice della Strada e dal suo Regolamento di attuazione.

I luoghi delle affissioni

Possiamo dimenticare – per fortuna – quei tremendi cartelloni pubblicitari vicino o davanti edifici di pregio o comunque con caratteristiche architettoniche particolari: la nuova normativa li esclude automaticamente, a prescindere dalla zona in cui si trovino, periferica o centrale.

La novità tuttavia consiste in una serie di mappe – una per ogni Municipio – affidate questo gennaio alla società Aequa Roma: ad oggi, le bozze di questi 15 piani regolatori sono state consegnati all’amministrazione capitolina e subito “presi in carico” dall’assessore alle attività produttive del Campidoglio, Marta Leonori, che ai microfoni di Radio città futura li ha così definiti: “..Documenti che mappano tutte le strade della città in cui dovranno esser messi gli impianti pubblicitari. Ci sarà una conferenza dei servizi per far acquisire questi piani dalle soprintendenze, un passaggio in giunta e poi altri passaggi di partecipazione.”

Insomma, ancora c’è qualche passaggio prima di arrivare a completo regime. I quindici piani regolatori riguardano 110.400 mq. dei 138.000 complessivamente previsti dal PRIP, in quanto ricadono nella categoria di suolo pubblico.

I concessionari degli spazi

Sempre Leonori ha dichiarato: “Le società che lavorano su Roma sono qualche centinaio, tantissime” ma tra queste alcune gestiscono effettivamente poche briciole di quella torta ideale che è la nostra città, e i suoi spazi di affissione. L’idea avanzata è di convincere le più grosse società, una cinquantina, a lavorare in team.

Una delle principali novità della nuova legislazione consiste non solo nelle nuove modalità di assegnazione, ma anche in una serie di obblighi che dovrà soddisfare il concessionario dello spazio pubblicitario.

Infatti, secondo quanto dichiarato dall’assessore, non dovrà solo curare la propria affissione, ma anche una serie di servizi oppure il decoro di una piazza o di altra area. E se a qualcuno questa idea ricorda qualcosa – come i Punti Verde Qualità – certo la speranza è che questa volta i controlli siano ancora più stringenti.

E i controlli?

Grazie alla tecnologia. Ulteriori novità infatti prevedono l’utilizzo di device e applicazioni per monitorare la situazione: la più interessante è sicuramente l’idea di una app grazie alla quale sarà possibile per i cittadini controllare direttamente la situazione.

Una possibilità non banale, ricordiamo che attualmente nel Municipio XV sono presenti ben il doppio delle affissioni che sarebbero normalmente consentite. Grazie alla app sarebbe possibile fornire localizzazioni molto puntuali delle affissioni.

Daniela Aga Rossi, presidente dell’Aipe, l’Associazione Imprese Pubblicitarie Esterne ha infatti dichiarato: “Il tema delle affissioni pubblicitarie è sempre molto spinoso specie nelle grandi città dove la concorrenza tra operatori è spietata, e spesso sleale. Sosteniamo fortemente l’idea dell’assessore di affidarsi alla tecnologia anche nella fase dei controlli e, in questo senso, come Aipe abbiamo già presentato all’amministrazione capitolina un progetto innovativo focalizzato sullo sviluppo di nuovi impianti tecnologici intelligenti a supporto delle necessità della società, dei cittadini, delle imprese del territorio e a tutela del decoro urbano.”

Tempi stretti

I mezzi per vincere questa battaglia per il decoro urbano sembrano esserci; tuttavia la parte più delicata consiste certamente nel rispetto di queste rigide tempistiche, appena in tempo per il Giubileo, un evento che sa di sfida: offrire a quanti arriveranno nella Capitale la possibilità di visitare una città pulita e decorosa…e contemporaneamente valutare l’offerta degli operatori economici sul territorio.

Flavia Sciolette

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6 COMMENTI

  1. ma la normativa riguardera’ anche il contenuto + o – esplicito dei cartelloni?
    alcuni sono proprio censurabbili!!!!!

  2. A proposito di nuove installazioni di cartelloni: ma il materiale di risulta insaccato e lasciato ai piedi dei nuovi impianti installati su via cassia (tratto da via Vibio Mariano a Via Oriolo Romano), quando pensano di toglierli?

  3. La Giunta Capitolina ha dettato i criteri di redazione dei 15 Piani di Localizzazione degli impianti pubblicitari, secondo i quali 8.000 mq. dei complessivi 110.400 mq. vanno riservati agli impianti speciali che il Comune di Roma concederà come corrispettivo di un servizio per lui totalmente gratuito di Bike Sharing di 350 stazioni, finalizzato anche e soprattutto per recarsi al lavoro in bicicletta dalle principali stazioni di metro, bus, tram, nonché dai grandi parcheggi di scambio.
    Altri 5.000 mq. verranno riservati sempre agli impianti speciali come corrispettivo di ulteriori servizi di pubblica utilità anch’essi totalmente gratuiti per il Comune (quali ad esempio servizi igienici pubblici, elementi di arredo urbano, ecc.).
    24.000 mq. ca. saranno riservati agli impianti di proprietà comunale (cosiddetti SPQR) da concedere in locazione prioritariamente alle ditte pubblicitarie che hanno partecipasto alla procedura del “riordino”, selezionate in base a criteri che la Giunta Capitolina sta per definire.
    Un lotto a sé stante costituito da impianti SPQR di mt. 2 x 2 dovrà essere dedicato al circuito “Cultura e Spettacolo”.
    La rimanente superficie espositiva pubblicitaria sarà infine riservata agli impianti privati su suolo pubblico, che verranno assegnati con due o più bandi di gara a chi avrà fatto l’offerta maggiore.

  4. @giacomo – L’art. 12 Bis del nuovo Regolamento di Pubblicità approvato il 30 luglio 2014 è dedicato al “Contenuto del messaggio pubblicitario” e dispone testualmente: “1. E’ vietata l’esposizione pubblicitaria il cui contenuto contenga stereotipi e disparità di genere, veicoli messaggi sessisti, violenti o rappresenti la mercificazione del corpo femminile.
    2. E’ altresì vietata l’esposizione pubblicitaria il cui contenuto sia lesivo del rispetto delel libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso, dell’appartenenza etnica, dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere, delle abilità fisiche e psichiche.
    3. E’ altresì vietata l’esposizione pubblicitaria il cui contenuto promuova il gioco d’azzardo.”

  5. Non conosco nessuna città all’Italia o all’estero, inquinata dai cartelloni pubblicitari come Roma.
    Mi auguro che, dopo tanti insuccessi, questa volta si veda qualche risultato,
    Non da trascurare la rimozione degli impianti abusivi. Si prevede qualcosa?

  6. L’Assessore Marta Leonori e la Giunta Capitolina vorrebbero entrare a regime entro la fine di quest’anno, per presentare una città in ordine a tutti i cittadini che verranno a Roma per l’occasione del Giubileo.
    Qualora non ci si riuscisse per una serie di difficoltà al momento impreviste, per dare anche da subito un freno al fenomeno tristemente noto come “cartellopoli”, sarebbe sufficiente oscurare quanto meno tutti gli impianti pubblicitari abusivi, registrati come “senza scheda” nella Nuova Banca Dati del Comune: ogni Municipio e quindi anche il XV potrebbe fin d’ora finanziare con una modica spesa la stampa dei manifesti con cui oscurare tutti gli impianti pubblicitari abusivi ricedenti nel suo territorio.

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