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Jazz a Monte Mario, una tre giorni dedicata a Massimo Urbani

massimo-urbani240.jpgJohn Coltrane diceva che il jazz è come una “scoreggia”: piace solo a chi lo fa. E se a dirlo è stato uno dei più grandi jazzisti della storia c’è da credergli. Ma non tutti la pensano così. Sicuramente non il XIV Municipio e la scuola di musica L’esacordo organizzatori della rassegna “Il jazz a Monte Mario” in piazza di Nostra Signora di Guadalupe da venerdì 27 a domenica 29 marzo.

Una tre giorni da non perdere, anche perchè l’iniziativa è dedicata alla memoria di Massimo Urbani, leggendario sassofonista jazz morto nel 1993, all’età di 36 anni, e che proprio a Monte Mario era legatissimo essendovi nato e cresciuto.

Alla rassegna parteciperanno numerosi musicisti tra cui Rosario Giuliani, Antonello Salis, Maurizio Urbani, Ivano Nardi, Giovanni Amato, Mauro Verrone e Donatella Luttazzi. All’interno della manifestazione, anche una mostra fotografica su Massimo Urbani e la lettura di alcuni brani del libro a lui dedicato, “L’avanguardia è nei sentimenti”, scritto da Carola De Scipio, già autrice di una biografia di Urbani edita nel 1999.

La rassegna, domenica sera, terminerà con una jam session a cura del trio Sabatini/Pirozzi/Iodice. L’ingresso alla manifestazione (per il programma clicca qui) è gratuito e si svolgerà anche in caso di maltempo grazie a una apposita tensostruttura protettiva.

A Monte Mario batte un cuore jazz

Musica-Monte Mario è un binomio inscindibile. In ogni angolo del quartiere, infatti, batte un cuore jazz, pulsa la ritmica, riecheggiano i ricordi. Perchè qui il jazz non è solo un genere musicale ma un percorso ricco di storie e aneddoti che ha toccato indelebilmente la vita di tutti i cittadini.

“Sono stati proprio questa passione, queste testimonianze, questi racconti, a farmi comprendere l’importanza di realizzare un tributo a Massimo Urbani – dichiara a VignaClaraBlog.it Marco Della Porta, giovane e attivissimo assessore alla cultura del XIV Municipio – questa rassegna in suo ricordo è un dovere morale per restituire memoria e storia ai legittimi proprietari: i musicisti e i cittadini di Monte Mario.”

Ecco perchè un festival del jazz a Monte Mario non è un appuntamento qualsiasi, perchè il quartiere ha un’anima jazz ed è un chiaro esempio di come un territorio ha saputo vivere e vive tuttora grazie all’energia dei tanti musicisti che riempiono da sempre queste strade di suoni e, soprattutto, sogni.

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Massimo Urbani ha aperto una strada

Massimo Urbani è stato solo la punta dell’iceberg di un movimento. Lui, sassofonista tra i maggiori interpreti del jazz italiano, ha contribuito ad aprire una strada, essendo stato tra i protagonisti di un genere che negli anni settanta iniziò ad essere apprezzato anche dal grande pubblico e studiato nei conservatori da una generazione di ragazzi che in esso vedeva un canale di sfogo più erudito del rock per manifestare la propria protesta giovanile.

L’immenso talento di Urbani fu riconosciuto ed apprezzato dai più grandi maestri italiani ed internazionali.
In Italia suonò nei più importanti festival jazz e collaborò con molti artisti, tra i quali gli Area di Demetrio Stratos. Inoltre, la sua interpretazione di Everything Happens To Me, dall’album The Blessing, è considerata la migliore mai realizzata.

Fin da giovane, però, iniziarono a manifestarsi in lui i primi sintomi di quel disagio esistenziale che lo avrebbe condotto lentamente all’autodistruzione. Consumato da alcool e droghe, Urbani morì il 23 giugno 1993 a causa di un collasso cardiocircolatorio. In suo onore fu istituito nel 1996 il Premio internazionale Massimo Urbani.

Valerio Di Marco

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