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Olgiata, cinghiali che passeggiano nel campo da golf

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“Cinghiali? Un giorno c’era una bella famigliola. Sei, sette, mamma e papà con i cuccioli striati alla buca uno”. E’ quanto confermano all’Adnkronos dal campo da Golf dell’Olgiata. “Paura? Qualche giocatore sì – spiegano -, perché normalmente non attaccano, ma se sono tanti possono diventare pericolosi per difendere i piccoli. Noi abbiamo avvertito le autorità competenti, ma ancora non è successo nulla”.

La zona, spiegano, è ricca di “boschi di quercia” e quindi “quando cadono le ghiande loro banchettano”.

Sarà forse per la vicinanza del Parco di Veio, ma se ne vedono sempre di più a Roma Nord. Molti i casi segnalati sulla Cassia. Ma anche nella zona della Giustiniana e dell’Olgiata.  “E’ un problema che ha origini lontane, al ripopolamento venatorio di cinghiali appunto, effettuato negli anni Sessanta e Settanta – spiega all’Adnkronos Carlo Costantini, comandante provinciale della Guardia Forestale -, vennero introdotti esemplari dell’Est, provenienti soprattutto dall’Ungheria, molto prolifici. Per questo sono diventati sempre di più. E poi, manca il loro predatore per eccellenza: il lupo”.

Quindi i cinghiali diventano sempre più numerosi. “Pericolosi? Più che altro per gli incidenti che possono provocare sulle strade” spiega Costantini.

Più che gli uomini a rischiare in caso di un ‘incontro ravvicinato’ sono i cani. Circa un anno fa, infatti, proprio nella zona dell’Olgiata è stato aggredito un Jack Russel che si è salvato, riportando solo qualche ferita.
“Sono i cani a rischiare di più – precisa all’Adnkronos l’etologo Danilo Mainardi – raramente i cinghiali attaccano gli uomini, capita quando ci sono le mamme con i loro cuccioli, lo fanno per difesa, per difendere i loro piccoli. Ormai si avvicinano sempre più alle città perché vanno in cerca di cibo e lo trovano molto spesso nei cassonetti della spazzatura”. (Adnkronos)

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1 commento

  1. Confermo in pieno: qualche mese fa, mentre stavamo giocando a golf nei pressi della buca 15, tre grossi cinghiali femmine – che erano accompagnati da oltre una ventina di piccoli – si sono pericolosamente avvicinati ringhiando a me ed a mia moglie. Siamo stati costretti a barricarci dietro un albero finche’ non sono arrivati i responsabili del campo per disperderli.

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