Home AMBIENTE Monti Simbruini, un parco da visitare ma soprattutto da vivere

Monti Simbruini, un parco da visitare ma soprattutto da vivere

SIMBRUINI

Il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini è il più grande parco naturale del Lazio ma forse anche il meno conosciuto pur essendo la meta ideale per chi ama la montagna, lo sport, la tranquillità e la buona cucina. Scopriamolo insieme, e dopo aver letto questo articolo vi verrà la voglia di andarci.

Nato nel gennaio del 1983 con la finalità di salvaguardare e valorizzare il patrimonio montano, forestale e quello legato alle risorse idriche si estende per 30.000 ettari tra le provincie di Roma e Frosinone e comprende al suo interno ben sette comuni: Subiaco, Cervara, Jenne, Vallepietra, Trevi nel Lazio, Filettino, Camerata Nuova.

I Monti Simbruini (dal latino: “sub imbribus”, sotto le piogge) sono una catena montuosa dell’Appenino Centrale compresa tra i Monti Affilani e gli Ernici con quote che oltrepassano i 2000 metri (Monte Cotento 2015 m); a causa della natura carbonatica del massiccio il fenomeno carsico risulta molto sviluppato e si manifesta con avvallamenti, piani e cavità importanti.

La natura selvaggia del territorio e la presenza dei fiumi Aniene e del Simbrivio fanno del Parco un territorio particolarmente ricco dal punto di vista della biodiversità; oltre 22.000 ettari sono ricoperti di bosco (in prevalenza faggio) con la conseguenza che la fauna selvatica è rappresentata da specie diverse e numerose.

simbu5.jpg

Sebbene ci troviamo a poco più di un ora di macchina da Roma in questo territorio vivono indisturbati lupi, cervi, caprioli, cinghiali, martore e gatti selvatici. Un vero e proprio paradiso naturalistico a poca distanza dalla Capitale.

Raggiungere il Parco dei Monti Simbruini è facile e può essere fatto attraverso l’Autostrada Roma-l’Aquila o con la Tiburtina; 70-80 chilometri per essere in poco più di un’ora sulle piste di sci di Livata-Campo dell’Osso o nel paese più alto della provincia di Roma (Cervara) o nella faggeta più estesa d’Europa (Fondi di Jenne) o infine nel centro del “monachesimo benedettino” (Subiaco).

simbu1.jpg

Chi vive a Roma conosce molto bene i parchi del territorio urbano (come il Parco di Veio) e i grandi parchi nazionali ma poi ignora che alle porte della città c’è un territorio caratterizzato da ambienti diversi (da quello altomontano a quello submontano, dall’ambiente fluviale all’ambiente sotterraneo) in grado di offrire incredibili opportunità; non solo quindi un parco di montagna ma anche un parco dove praticare l’escursionismo, la canoa, il rafting, il ciclismo o l’equitazione.

simbu6.jpg

Le ragioni per cui i Monti Simbruini sono poco noti sono da ricercare in quello che è stato il cambiamento che ha interessato questo tratto appenninico negli ultimi cinquanta anni; alla fine degli anni ’60 località come Livata o la “Piccola Svizzera” erano molto note e ambite.
In queste località si costruì furiosamente ma poi cominciò a nevicare a quote sempre più alte e la “montagna di Roma” cadde nell’oblio.

Altra ragione è da ricercare nello spopolamento dei paesi di montagna; l’abbandono dei pochi terreni coltivabili ma soprattutto della pastorizia ha favorito l’esodo delle popolazioni verso le città (Roma, Frosinone ma anche Colleferro e Anzio).

Oggi, con la sola eccezione di Subiaco, nei paesi del parco sopravvivono poche centinaia di persone; solo nella stagione estiva e nel mese di Agosto c’è un vero e proprio “ritorno” ai luoghi di origine.

simbu7.jpg

Nel passato, alla fine dell’inverno, da queste montagne numerose greggi attraverso antichi sentieri raggiungevano i pascoli nei pressi del litorale laziale; la transumanza oggi è solo un ricordo che rivive in una lunga cavalcata che si celebra in piena estate.
L’abbandono dei paesi e del territorio ha provocato anche la morte di antichi mestieri e di belle tradizioni che oggi, con fatica, si cerca di riportare in vita: il Parco è nato anche per questo.

La riapertura alla fine del 2013 degli impianti sciistici di “Monna dell’Orso” a Campo dell’Osso è però un segnale di come Livata e tutta l’area dei Monti Simbruini si sta mettendo in moto per soddisfare le aspettative di un turismo alla portata di tutti.

simbu9.jpg

Tante anzi tantissime le opportunità; chi ama gli sport invernali potrà cimentarsi con gli sci da fondo o con le ciaspole in uno degli ambienti innevati più belli d’Italia; chi ama l’arte troverà nei sette comuni del parco piccoli e grandi gioielli architettonici; i fedeli troveranno nei monasteri di San Benedetto e di Santa Scolastica o nel Santuario della SS. Trinità pace e tranquillità; chi ama le viscere della terra potrà scendere in grotte come quella dell’Inferniglio o in profonde cavità come quella del Pozzo della Creta Rossa.

Infine chi ama gli sport acquatici potrà viaggiare sulla rapida corrente dell’Aniene con un kayak o su di un gommone da rafting. C’è solo l’imbarazzo della scelta.

simbu2.jpg

La montagna e i boschi del Parco sono poi l’ambiente ideale per chi ama l’escursionismo; una fitta rete di sentieri indicata con tabelle e segnavia bianco-rossi permetterà anche al trekker meno esperto di muovere in tranquillità nell’ambiente selvaggio dei Simbruini.

I più allenati potranno raggiungere le tante vette della catena montuosa (Monte Viglio, Tarino e Tarinello, Monte Autore) mentre chi ama passeggiare potrà farlo comodamente lungo il fiume Aniene o nell’altopiano carsico di Fondi.

simbu3.jpg

I Monti Simbruini sono il “regno dell’acqua” e quindi paradiso per i pescatori; nelle acque gelide di Aniene e Simbrivio vive la bellissima Trota fario. Qui si pesca soprattutto “a mosca”, un modo antico ed elegante di esercitare questo sport. Tanti i pescatori che usano ami privi di ardiglione cosi da non provocare danno alle trote e rigettare in acqua il pescato.

simbu8.jpg

I Simbruini sono anche la meta ideale per chi pratica l’arrampicata sportiva dal momento che sono tantissime le falesie già attrezzate; i free-climbers potranno arrampicare su belle pareti di roccia lungo il fiume o su tratti strapiombanti nei pressi dei monasteri.

Il Parco Naturale dei Monti Simbruini rappresenta quindi la meta ideale per chi ama la montagna, lo sport, la tranquillità e la buona cucina; un turismo da un punto di vista economico anche più abbordabile sia per la vicinanza con la capitale che per i costi e tariffe più contenute.

Lo spopolamento dei centri abitati, anche se da un punto di vista squisitamente demografico ha ridotto di molto la popolazione, permette oggi di poter avere accesso, a costi contenuti, di abitazioni per le vacanze estive o per l’intero anno.

simbu4.jpg

Case antiche con il camino dove ritrovare il gusto della compagnia e della vita semplice. Uno scenario che vi indurrà a pensare, come lo pensiamo noi, che il Parco dei Monti Simbruini è un parco sì da visitare, ma soprattutto è da vivere.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome