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Prove it all night! Tributo a Bruce Springsteen al Crossroads

chitarra-bruce.jpgGiovedì 5 marzo, con inizio alle 21.30, il Crossroads live club di Osteria Nuova – via Braccianense 771 – ospiterà “Prove it All Night”, l’atteso concerto degli E Street Tramps. La band romana capitanata da Marco Melis, che ha scambiato quattro chiacchiere con noi di VCB, svarierà nel magnifico repertorio di Bruce Springsteen.

Bruce Springsteen, all’avanguardia nella tradizione

L’energia e il talento, il potere e la gloria, la storia e la leggenda. Il folk di Woody Guthrie e di Pete Seeger, i testi di Dylan, la vitalità dei Beatles, l’afflato soul degli Stones, la sensualità di Elvis, la malinconia e le armonie di Roy Orbison. E, ancora, i Creedence, i Clash, un pizzico di Motown e – perché no? – qualche incursione nello scintillante mondo del pop.

Bruce Springsteen (sempre sia lodato) ha preso in mano l’eredità della musica popolare anglofona e le ha regalato un presente e un futuro. All’avanguardia nella tradizione, si potrebbe dire.

Sì, perché il rocker del New Jersey non si è limitato a conservare e tramandare un patrimonio inestimabile, ma lo ha fatto fruttare con interessi da capogiro. Ha utilizzato sapientemente ed appassionatamente linguaggi conosciuti per cercare e trovare il proprio, per esprimere il suo punto di vista unico ed inimitabile, per indagare inquietudini e speranze, sogni e disillusioni, per esorcizzare la sensazione della sconfitta e l’oscurità ai margini della città.

Ha fatto tutto questo nei dischi e, soprattutto nei suoi concerti dal vivo, in quelle maratone sfiancanti e rigeneranti dove il confine fra il palco e il pubblico viene cancellato e i cuori di tutti vanno all’unisono in un crescendo di felicità, sudore e emozioni assortite.

Il concerto al Crossroads

L’energia e il talento. Su questi due aspetti – oltre che su una fedele riproposizione del sound della E Street Band e delle tonalità originali delle canzoni – si sono focalizzati Marco Melis e Andrea Nebbiai, che nel 2011 hanno dato vita al progetto E Street Tramps, un tributo a Bruce Springsteen la cui missione è quella di riproporre sul palco le suggestioni e le atmosfere che caratterizzano la musica dell’ultimo re del rock.

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VignaClaraBlog.it ha scambiato quattro chiacchiere proprio con Marco Melis, voce e chitarra della formazione capitolina che la sera di giovedì 5 marzo si esibirà al Crossroads di Osteria Nuova.

Marco, cosa c’è di così speciale nei testi e nella musica di Springsteen da arrivare alla mente e al cuore di milioni di persone? Bruce è stato a mio avviso troppo spesso identificato e frainteso come “il paroliere d’America”! L’erede di Bob Dylan, Steinbeck ecc. Ma questo è limitativo, il suo è un lavoro universale! In realtà credo che la sua forza sia quella di raccontare con semplicità tutti gli stati d’animo della persona umana.

Nelle prime opere raccontava la ribellione e l’incoscienza della giovinezza, poi si è evoluto e ha cantato le paure e le insicurezze della vita di tutti i giorni, seguite poi dalle problematiche matrimoniali fino ad arrivare alle tematiche sociali contemporanee.
È per questo motivo che ai suoi concerti abbiamo assistito ad un ricambio generazionale unito allo zoccolo duro dei “senatori”. C’è sempre una canzone di Springsteen che descrive il momento che stai vivendo.

Quali sono i tre album del boss da portare su un’isola deserta e perché? Ahi! Tre sono davvero pochi! Di certo “Born To Run”, perché è il mio preferito. A dirla tutta credo che sia il più grande album della storia del rock. Non un suono, una parola, un particolare fuori posto. Semplicemente perfetto.
Secondo “Wild & Innocent”, perché è uno scrigno composto di sole gemme! Contiene sette di quelle che vengono definite dai suoi fans chicche.
E in ultimo, beh ci vuole sicuramente un live, la dimensione dove Bruce e la band si esprimono al meglio. Direi “Live 1975-85”, che contiene una bella selezione della discografia del Nostro con versioni assolutamente eccezionali, tipo “Thunder Road” piano e voce o la potentissima “Born In The USA”.

Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro concerto al Crossroads? La musica di Bruce Springsteen sul palco più grande di Roma sparata a 20.000 watt da una delle band migliori in circolazione! Nella scaletta di certo non mancheranno quelle che io chiamo “le 3 B”, cioè “Born To Run”, “Badlands” e “Born In The USA”. Ci sarà, poi, qualche regalo per i più esigenti e un finale scoppiettante. Non aggiungo altro…

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Vuoi presentarci gli altri componenti del gruppo? Volentieri! Al basso il cofondatore e mio personale compagno di scorribande Andrea Nebbiai. Lui è un veterano e vigila sulla sezione ritmica. Inoltre suona in modo particolarmente fisico offrendo un vero spettacolo nello spettacolo.

Al sax Michelangelo Marinelli, springsteeniano doc. È l’altra spalla su cui mi appoggio vocalmente e musicalmente, una certezza. Al piano e tastiere il grandissimo Roberto Rocchetti. Non ho mai sentito suonare nessuno le parti di Roy Bittan come lui! Probabilmente perché suonarle bene è dannatamente difficile e serve grande tecnica.

On the drums Antonio Oliva. Roccioso e solido batterista. Grande esperto di musica, preciso e sicuro, una certezza dal vivo. Molto spesso non ci si rende conto quanto sia difficile suonare alla maniera della E Street Band. Serve tecnica, talento, conoscenza ed energia. I miei ragazzi ce l’hanno e ogni volta ripropongono uno spettacolo unico.

Provare per credere: giovedì 5 marzo le porte del Crossroads apriranno alle 20:15, il concerto (che sarà preceduto dall’esibizione della band Malaffare) comincerà alle 21:30 (per info www.crossroadsliveclub.it/index.do)

Giovanni Berti

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