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Il bed and breakfast di Tomba di Nerone

tbn240.jpgLa qualità dell’alloggio non è delle migliori ma vuoi mettere dormire all’ombra del sepolcro di Publio Vibio Mariano, procuratore della Sardegna, e di sua moglie Regina Maxima? E’ un’esperienza da provare, ma non è da tutti. Infatti a dormirci è solo quel gruppo di senza tetto che da anni sostano giorno e notte nei giardini di Via Cassia 737.

Si scrive “giardini” ma si legge “discarica” perché quel minuscolo triangolo di verde da tempo immemorabile è ridotto ad una vera e propria pattumiera.

A nulla sono servite le richieste e proteste dei residenti che si sono rivolti a Comune e Municipio trovando sempre una porta sbarrata. I giardini di Tomba di Nerone, intitolati ai Caduti di Russia, sono una vergogna che solo in un giorno dell’anno ritrovano dignità; ovvero quando i politici locali presenziano alla cerimonia in ricordo dei caduti e dispersi nella Campagna di Russia.

Solo in quella occasione il giardinetto viene spazzato e si piantano un paio di striminziti ciclamini; passata la festa tutto torna come prima.

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Da anni il gruppo di senza tetto usa il piccolo parco (peraltro l’unico presente in zona) per dormire, mangiare e andare al gabinetto; insomma un bed and breakfast del tutto personale che non risparmia nemmeno l’area che comprende il sarcofago di Vibio Mariano: nonostante le telecamere di sorveglianza, anche lì si dorme e si mangia.
Si realizza un materasso con dei cartoni e si trascorre la fredda notte sotto montagne di coperte in attesa dell’alba e dell’apertura dei bar della zona. Durante il giorno poi ci si trascina da una panchina all’altra utilizzando le sgangherate panche come il salotto di casa.

La situazione di Tomba di Nerone è ben nota: l’unico provvedimento adottato nel tempo è stato quello di chiudere il sottopasso sulla Cassia (utilizzato anche quello come dormitorio) ma non i due accessi. Il risultato? Due discariche abusive ripiene di rifiuti, bottiglie e foglie di platano.

Neanche il Monumento ai Caduti di tutte le guerre è al riparo da danni e sporcizia; il puzzo di urina si sente a 20 metri di distanza. Spaccato il marmo di una panchina, imbrattati i marmi, ricolma l’aiuola di bottiglie e di rifiuti.

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Perfino la Little Free Library messa dai Comitati e che da un paio di anni fornisce gratuitamente libri ai residenti viene sistematicamente depredata: il tempo di mettere dei libri in buono stato e subito si trasformano in merce di scambio per acquistare una birra o un mezzo litro di vino.

Lo scempio di quest’area è la peggiore dimostrazione di incompetenza e di indifferenza delle istituzioni ma soprattutto di lontananza dalle esigenze dei cittadini. Il degrado di Tomba di Nerone è noto al Servizio Giardini da tantissimi anni: un triangolo di sporcizia circondato dal parco di Villa Paladini in totale stato di abbandono.

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Su questa vergognosa situazione si sono fatti inutili progetti e altrettanto inutili proposte; si sono spesi anche dei quattrini del contribuente per creare un microscopico giardinetto per i bambini e restaurare il sarcofago imbrattato da una scritta demenziale.

Il tempo di inaugurare il tutto e il giorno dopo il degrado era di nuovo alle porte; rifiuti tra i giochi, erba rinsecchita, cipressi stecchiti, la tabella con su scritta la storia del sepolcro illeggibile e l’area cani più simile ad una latrina.

Neppure i ripetuti interventi dei volontari hanno risolto la situazione: una goccia d’acqua in un mare di degrado. Che non ci stancheremo mai di denunciare.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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6 COMMENTI

  1. che profonda tristezza…che senso di impotenza e rabbia! che inciviltà…diciamolo pure..sono le persone a sporcare nella totale mancanza di rispetto per il prossimo…

  2. Ennesimo esempio di costante incuria e di assenza di controlli e manutenzione ordinaria da parte del Municipio, i nostri cosiddetti “Amministratori” dovrebbero vergognarsi! E pure noi che li abbiamo eletti, purtroppo…

  3. Oggi è il 2 novembre 2018. Stavo leggendo questo articolo e volevo unirmi ai commenti quando… mi sono reso conto che è un’articolo scritto oltre 3 anni e mezzo fa!
    E’ incredibile come dopo tutto questo tempo la situazione sia addirittura peggiorata e nulla sia stato fatto per migliorarla.
    La zona è tuttora nel degrado già descritto nell’articolo e oltre agli “ospiti” fissi, si sono aggiunte nel frattempo, famiglie di cinghiali che vengono a bivaccare spostandosi dal confinante Parco dell’Insugherata.

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