Home ARTE E CULTURA I gemelli dei marinai e delle marinaie alla Galleria Artemare

I gemelli dei marinai e delle marinaie alla Galleria Artemare

gemelli240.jpgAlla galleria ArteMare, in via dell’Acqua Traversa 247 (zona Cassia Antica), il pomeriggio di mercoledì 11 febbraio si inaugura l’esposizione permanente “I gemelli dei marinai e … delle marinaie” che vede in mostra alcune rare collezioni, quasi cento gemelli da camicia di varie epoche.

Per il popolo del mare i gemelli sono gli accessori di vestiario che sotto lineano al meglio l’appartenenza a questo mondo. Oggi la totale asessualità dell’oggetto lo rende facilmente indossabile sia dall’uomo sia dalla donna, nelle occasioni eleganti e formali, nel tempo libero e nel vestire quotidiano.

Marine militari, transatlantici, yachting, diving e pesca sono rappresentati nei gemelli tondi od ovali, quadrati o rettangolari, realizzati con le tecniche e i materiali più svariati.

Esposizione da non perdere per ammirare quasi cento gemelli da camicia di varie epoche, con orario 10 – 13 e 16 – 20 tutti i giorni eccetto festivi, entrata libera.

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Breve storia dei gemelli

Quando comparvero per la prima volta intorno al XVI secolo – spiega Daniele Busetto, curatore della Galleria ed ex ufficiale superiore della Marina Militare Italiana  – i gemelli venivano usati dalle famiglie aristocratiche e nobili come emblema identificativo. Considerati nel passato un accessorio da indossare con abiti da cerimonia come il frac e lo smoking, oggi sono proposti dalle grandi maison anche per le occasioni quotidiane e sportive.

È in questo modo che i gemelli sono entrati a far parte del guardaroba femminile, da sempre soggetto a interpretazioni più libere e fantasiose. Coco Chanel sdoganò forme e accessori tradizionalmente considerati maschili negli armadi delle donne. Gli scatti fotografici d’epoca la ritraggono con i suoi tailleur e le sue camicie, bianche o nere, impreziosite da polsini alla francese con immancabili i gemelli.

Fino alla fine del XIX secolo, materiali di base erano preziosi o semipreziosi di origina minerale o animale; le nuove alternative videro l’utilizzo di metalli non preziosi come l’ottone, rame e altre leghe nelle quali le più moderne tecniche industriali intervenivano per modificare l’aspetto esteriore.

Nell’epoca vittoriana e più precisamente nel 1862 fu presentato alla International Exhibition di Londra un nuovo modello di gemelli che pur rappresentando una novità ebbe un tale successo da divenire un vero classico la cui produzione continua anche ai nostri giorni: il “reverse crystal” consiste una vera e propria incisione a bassorilievo nel retro del cristallo.
La figura è incisa piuttosto profondamente e con grande maestria e poi decorata a colori secondo le tecniche della miniatura, utilizzando dei pennelli sottilissimi talvolta addirittura con una sola setola; i temi legati al mondo della vela e della pesca sono di gran lunga i più rappresentati. Una volta ben asciugato il cristallo è montato su un piccolo disco dello stesso diametro, di madreperla o metallo.
L’uso di materiali a costo più basso e l’introduzione di procedimenti industriali ha esteso l’uso dei gemelli nelle fasce ampie di gente con gli stessi stili e passioni.

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