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Mercoledì asili nido e scuole comunali a rischio

scuola-chiusa240.jpgNegli uffici capitolini e municipali ma soprattutto negli asili nido e scuole comunali possibili disagi per gli utenti mercoledì 7 gennaio a causa di un’assemblea di tutto il personale del Comune di Roma convocata dal sindacato Usb. Gli aderenti si ritroveranno in Campidoglio dalle 8 alle 13 per discutere del contratto decentrato entrato in vigore il 1° gennaio senza l’accordo delle parti sociali.

A essere a rischio il 7 gennaio, primo giorno di apertura dopo le vacanze natalizie, sono asili nido e scuole comunali dove la riforma del salario accessorio comporta anche un nuovo orario di lavoro con un aumento di tre ore settimanali del tempo che educatrici e maestre devono trascorrere con i piccoli. Un modo insomma di limitare il ricorso alle supplenti.

Da parte sua l’Usb dichiara “Siamo stati costretti ad indire l’assemblea il primo giorno di servizio, dopo il periodo di vacanze natalizie, perchè la situazione è molto grave: l’amministrazione ha deciso di proseguire unilateralmente con la riorganizzazione dei servizi….I nuovi modelli organizzativi cercano di tirare una coperta già corta per coprire al massimo il servizio senza la possibilità di chiamare le supplenti. Questo porterà inevitabilmente ad avere molti bambini nei momenti dell’accoglienza e della restituzione con i problemi che ne conseguono.”

Ma che c’entra il salario accessorio? Lo spiega ancora l’Usb secondo cui “L’amministrazione cerca di far mandare giù questo rospo con il ricatto del pagamento del salario accessorio: passando infatti da un sistema di indennità a quello di un riconoscimento economico attraverso la produttività, hanno inventato un modo secondo il quale se sei produttivo sei pagato. Ma essere produttivi significa alzare di molto i carichi di un lavoro già tanto faticoso.
Si è produttivi solo se si mostra disponibilità ad essere più flessibile, anticipando o posticipando l’orario di lavoro,se si è ligie ad applicare le griglie proposte dal dipartimento, se è alta la media dei bambini che la struttura riesce accogliere in proporzione agli iscritti, quante supplenti sono chiamate (naturalmente meno ne chiami e più sei produttivo)… addirittura il tasso di abbandono è un elemento di valutazione….non c’è nulla nella valutazione per prendere che richiami il senso della nostra professione ed il compito che siamo chiamate a svolgere. si tratta solo di contenere i costi. E’ un’operazione che sarà pagata a caro prezzo dai bambini, dalle educatrici di ruolo e da tante precarie che saranno di fatto licenziate.”

E’ di questo che educatrici e maestre discuteranno in assemblea che, stando alle previsioni, sarà dunque molto affollata. Occhio dunque, mercoledì 7 gennaio negli asili nido e scuole comunali la campanella potrebbe suonare senza educatrici e maestre.

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