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Il rovescio della medaglia

In maniera molto elegante e puntuale, l’avvocato Corrado Morrone ha scritto alla nostra direzione per chiedere una rettifica nel merito di un articolo pubblicato dalla nostra testata sabato 8 novembre 2014 dal titolo: “Vigna Clara, 115 metri per 400 metri quadri”. Ritenendo corretto il dovere di stabilire come redazione giornalistica la verità dei fatti, puntualmente pubblichiamo la lettera dell’avvocato Morrone nei termini richiesti dallo stesso, comunque conformi alle leggi vigenti sulla stampa e riportate sulla raccomandata anticipataci via email (clicca qui).

Nell’articolo di cui sopra la nostra redazione ha riportato fedelmente le dichiarazioni della signora Giovanna Marchese Bellaroto, cui risponde nella richiesta di smentita l’avvocato Corrado Morrone.

Il Comitato di Redazione

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“Richiesta di rettifica con richiesta di pubblicazione a norma delle leggi vigenti sulla stampa ai sensi degli artt. 42 e 43 della legge n. 416/1981 e dell’art. 8 Legge 47/1948. – Articolo pubblicato in data 8 novembre 2014 sul Vostro giornale quotidiano on-line di Roma-Nord “VignaClaraBlog.it” dal titolo: “Vigna Clara, 115 euro per 400 metri quadri” a firma del direttore editoriale Claudio Cafasso.”

“Egregio Direttore,
a seguito della lettura del Vostro articolo, meglio specificato in oggetto, redatto sulla base delle inesatte e fuorvianti (e non riscontrate e verificate) dichiarazioni della presidente del CNA – Commercio e di Assocommercio Roma Nord, dott.ssa Giovanna Marchese Bellaroto, ritenendo che lo stesso riporti in modo non veritiero ed inesatto i fatti realmente svoltisi, Le scrivo la presente per la dovuta rettifica alla luce delle precisazioni che seguono.

La manifestazione socio – culturale – commerciale in oggetto è stata autorizzata dal Municipio XV con provvedimenti amministrativi legittimi e leciti, presi in base a dei precisi e specifici progetti finalizzati alla promozione e sviluppo del territorio, nonché per la commercializzazione di capi di abbigliamento tipici del made in Italy e della moda italiana.

In particolare tale attività è stata legittimamente autorizzata dal Municipio XV con la Determinazione Dirigenziale CU/89953/2014 del 3.11.2014 con la quale viene concessa l’occupazione di suolo pubblico per lo svolgimento della manifestazione socio – culturale – commerciale in largo di Vigna Stelluti – area di parcheggio – per il giorno 16 novembre 2014.

L’evento in questione riveste indubbio carattere socio – culturale e non solo commerciale in quanto luogo di aggregazione, socializzazione e ricreazione del quartiere nel giorno (domenica) in cui uffici e negozi sono chiusi e si verifica l’effetto “quartiere dormitorio”.

L’attività commerciale posta in essere – faro guida dell’intera manifestazione – non offre prodotti scadenti, come è stato descritto in modo denigratorio, bensì ricercatissimi
prodotti del “made in Italy” come ad esempio le pregiatissime e note maglie in cashmere provenienti da Forte dei Marmi, noto luogo di produzione di tali capi di
moda.

Ciò precisato, mi preme, quindi , contraddire vivamente quanto erroneamente da Voi riportato nel Vostro articolo in questione, relativo alle maldestre dichiarazioni poste in essere dalla presidente del CNA – Commercio e di Assocommercio Roma Nord, dott.ssa Giovanna Marchese Bellaroto, invitandovi a verificare previamente la veridicità delle dichiarazione destinate a pubblicazione. Difatti:
non è vero che l’occupazione di suolo pubblico concessa per l’esercizio dell’attività in oggetto interessa 400 mq, essendo invece stati concessi dal Municipio XV solo 270 mq, ossia solo 9 mq per ogni stand interessato (n. stand 30); non è vero che la manifestazione in oggetto “configurerebbe una situazione di concorrenza sleale” in quanto tale attività socio – culturale – commerciale avviene solo di domenica, ovvero nel giorno in cui i negozi circostanti sono chiusi e non esercitano l’attività commerciale, non essendo quindi lesi da alcun tipo di concorrenza, tantomeno sleale.

Infine, il Presidente del CNA, – continua l’articolo – contesta al XV Municipio, nella persona del presidente Daniele Torquati e l’assessore al commercio Simone Ariola, che lo stesso ha applicato alla manifestazione in oggetto, la medesima tariffa applicata alle manifestazioni politiche e/o socio culturali, ossia euro 115 per occupare l’intera area, senza considerare la buona fede e la correttezza di tutti ed in primo luogo degli esercenti dell’attività in questione, i quali, ignari di tutto, hanno tempestivamente pagato solo quanto richiesto – peraltro del tutto correttamente – dagli uffici del Municipio, essendo, in ogni caso, pronti a versare quanto fosse diversamente dovuto in base alla normativa vigente.

Queste sono le reali circostanze di fatto, comprovate da documenti facilmente consultabili che l’articolista avrebbe dovuto reperire e consultare prima di avventurarsi nella scrittura dell’articolo, il quale risulta essere impreciso e contenente fatti contrari al vero ed in parte denigratori e lesivi del prestigio e dell’immagine dell’associazione organizzatrice della manifestazione.

Per tutti questi motivi, ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948, e quindi della vigente normativa sulla stampa, fatto salvo il risarcimento del danno, La invito a pubblicare immediatamente la presente smentita con lo stesso risalto riservato all’odierna ed inesatta divulgazione, e comunque entro e non oltre il prossimo 16.11.2014.
Distinti saluti.
Avvocato Corrado Morrone”

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1 commento

  1. Al lettore “comune” rimangono delle perplessità, dei dubbi, delle domande senza risposta:

    1) l’Avvocato Morrone scrive “in proprio” o su incarico di qualcun altro, singolo od associazione che sia? E nel caso.. per conto di chi?
    2) l’Avvocato Marrone è proprio sicuro che i negozi della zona siano sempre tutti chiusi la domenica, e che quindi non si verifichi una concorrenza al commercio residente (“sleale” o meno, non sta a me giudicare)?
    3) La (legittima) attività commerciale di vendita di capi di abbigliamento può rientrare nell’aggregazione “sociale”… con un po’ di sforzo”creativo”, ma è il passaggio al “culturale” che pare più difficoltoso;
    3) Può definire largo di Vigna Stelluti un luogo di”di aggregazione, socializzazione e ricreazione” chi non conosce la vita della zona. Parliamoci chiaro… Vigna Stelluti non è il “deserto dei Tartari”, ma non è Ponte Milvio.
    4) Saranno felici gli abitanti e gli amministratori del XV di sentire la zona definita “quartiere dormitorio”;
    5) I commercianti saranno pure stati “ignari di tutto” ( e non ho motivo di dubitarlo), ma ci sarà pur stato qualcuno che ha chiesto i permessi ed ha presentato l’iniziativa commerciale (legittima) come “culturale”, e qualcun altro, dal lato P.A., ha creduto a tale affermazione e conseguentemente ha parametrato oneri e “costi”.

    Grazie per gli ulteriori chiarimenti che vorrete farci avere.

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