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Il bufo-bufo dell’Insugherata

bufo-bufo240.jpgE’ noto che le “principesse” un tempo per accasarsi dovessero dare prova di grande coraggio baciando un rospo che dopo il bacio si trasformava in uno splendido principe consentendo alla coppia di convolare a giuste nozze. La scelta di un “rospo” non era ovviamente casuale; baciare un essere tozzo, piene di verruche e decisamente bruttino richiedeva un grande stomaco o una terribile paura di rimanere zitelle.

Noi di questi principi sotto le spoglie di rospi ne abbiamo incontrati un paio, dopo una leggera pioggia, in Via dell’Acqua Traversa; erano sull’asfalto e allora li abbiamo tolti da quella pericolosa situazione, fotografati e poi lasciati andare (rettili e anfibi nostrani non possono essere né catturati né tantomeno detenuti in cattività).

Il Rospo comune (Bufo-bufo) in realtà non è né orrido né tantomeno pericoloso anzi ha un aspetto tranquillo e pacioso e quel corpo freddo e tozzo anziché ribrezzo suscita invece meraviglia. Si tratta infatti di uno dei più discreti e utili abitanti di campi, parchi e riserve dal momento che si ciba prevalentemente di insetti e lumache dannose all’agricoltura.

Anfibio dalle abitudini notturne (durante il giorno se ne sta rintanato nella sua tana) ha lunghe zampe, quelle posteriori palmate, e si muove lentamente anche se poi nel periodo della riproduzione affronta lunghi spostamenti per raggiungere uno stagno.

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Il corpo del rospo comune è ricoperto di verruche e ai lati della testa ha due ghiandole, le paratoidi, che secernono un liquido (la bufalina) irritante e lo proteggono dalle aggressioni di alcuni predatori come ricci o natrici.

La “bufalina” in realtà per l’uomo può essere pericolosa solo se ingerita o se entra in contatto con le mucose; peraltro questa sostanza è oggetto di studio per capire se può avere un utile utilizzo nella lotta alle leucemie.
Nel rospo i grandi occhi sono inconfondibili perché hanno la pupilla orizzontale e l’iride color rame o arancione.

I nostri bufo-bufo sono animaletti pigri che iniziano a muoversi al crepuscolo quando lasciano la tana per iniziare la loro caccia notturna; se minacciati, allo scopo di intimorire l’aggressore, si gonfiano e si alzano sulle zampe posteriori lanciando un chiaro messaggio: “Sono troppo grosso per te!”.

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I rospi, anche se non li vediamo, sono molto diffusi in tutti i parchi di Roma Nord anche nelle zone più secche e lontane dall’acqua; sono esserini innocui, utili e niente affatto repellenti dal momento che appartengono al gran mondo della natura.

Incontrarli nelle nostre passeggiate non è un evento raro ma è pur sempre un piacevole e interessante incontro; se per caso li troviamo sull’asfalto, prima che facciano una pessima fine, non esitiamo a riportarli sul terreno o in un punto dove possano continuare sicuri il loro cammino.
In questo modo il “principe” che si nasconde in quel corpo tozzo prima o poi incontrerà una principessa disposto a baciarlo.

Francesco Gargaglia

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