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Alberi di traverso in via dell’Acqua Traversa

trav240.jpgQuando si parla di alberi da tagliare o potare bisogna andarci con i piedi di piombo; sarà il grande amore dei romani per le piante o perché in passato le potature non sempre sono state fatte con criterio.Resta però il fatto che sempre più spesso si verificano incidenti, a volte gravissimi, a causa del cedimento di un albero malato.

La totale incuria, l’indifferenza e a volte l’incompetenza con cui viene gestito il patrimonio verde è all’origine di queste disgrazie. E gli alberi continuano a cadere.

E’ accaduto più di un mese fa in via dell’Acqua Traversa, in zona Cassia Antica ai piedi del Villaggio dei Cronisti: una grande robinia, oramai secca, si è schiantata sul marciapiede e fortuna ha voluto che in quel momento nessuno dei tanti residenti transitasse da quelle parti.

Nella caduta l’albero ha travolto anche la recinzione metallica dell’area di stoccaggio dei materiali per la manutenzione stradale del XV Municipio (si tratta di quell’area più simile ad una discarica che a ad un deposito); da allora, albero caduto e rete sfondata sono in quello stato.

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Accanto alla robinia, ora in posizione orizzontale, ce n’è un’altra, questa in posizione verticale, ma a giudicare dallo stato non è detto che ci rimanga per molto; la pianta mostra evidenti segni di sofferenza e ha un enorme ramo rinsecchito perché separato dal fusto e in equilibro precario.

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Prima che avvenga una disgrazia sarebbe bene che qualcuno intervenisse per accertare le condizioni di salute di questa robinia pseudoacacia. Nessuno ne vuole l’abbattimento ma solo un attento controllo.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Non se ne può più di tutti questi vincoli inutili. NON è tollerabile che per tagliare un albero troppo grande del tuo giardino privato devi sborsare un sacco di soldi per pagare una relazione e poi ti obbligano pure a piantarne un altro.
    Ci sono ettari di prati desolati, sconsolati ed abbandonati. Piantiamo li i lecci e le querce e ricreiamo i boschetti.
    La pubblica amministrazione NON è in grado di rendere fruibile il parco dell’insugherata. Come ben sapete gli accessi sono bloccati da cancelli messi da privati e non ci si può fare niente.
    Però se io taglio un pinaccio vecchio e storto nel mio giardino mi “fanno nero”.
    Ma che cavolo di leggi abbiamo in questo paese?

  2. FRANCESCO ha ragione, il patrimonio arboreo italiano è vecchio e in gran parte va riconsiderato. Gli alberi intoccabili, quando cadono sono essi che ci toccano e spesso uccidono.
    Pini e platani non sono conciliabili con la frequentazione umana, devono stare lontani dalle strade e dai centri urbani.

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