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Bomarzo, non solo mostri a volontà

BOMARZO

Il fantasma di Vicino Orsini magari non lo incontrerete, ma di mostri ce ne sono a volontà. Si narra infatti che tra le selve del famoso Sacro Bosco di Bomarzo, detto anche Parco dei Mostri, in provincia di Viterbo, si aggiri il fantasma di colui che ne fu l’ideatore, quell’Orsini esponente della nota famiglia che signoreggiò nella cittadina laziale a partire dalla metà del XIII Secolo.

Ma ciò che rende il Parco una delle attrazioni principali del Lazio, conosciuta anche dai turisti stranieri, non è la possibilità di incontri “ectoplasmici” bensì la presenza dei mostri da cui prende il nome.
Perché se non vi bastano quelli che incontrate ogni giorno (il vostro capo, vostra suocera, il dirimpettaio impiccione, ecc.) questo è proprio il posto che fa per voi.

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Tranquilli, però, non si tratta di mostri in carne ed ossa ma di grosse sculture in peperino, una pietra lavica caratteristica di queste parti, che raffigurano divinità greche, fiere mitologiche e animali sacri disseminati in un’area di svariati ettari da visitare armati di scarponcini, pranzo al sacco e tanta voglia di divertirsi.

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Ma non solo. Nel Parco troverete anche edifici pendenti che sembrano usciti da un quadro surrealista, fontane zampillanti che a metterle in giardino fareste un figurone, scene di lotta tra titani che gelano il sangue, e tempii di preghiera che ispirano anima e corpo ad attività contemplative.

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E poi cascate d’acqua, ruscelli il cui scorrere è una musica soave che accompagna nel tragitto, il sole che bacia in fronte, la brezza che accarezza il viso.

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E se dopo esservi immersi nella natura vi va di fare un bagno anche di cultura, potete salire in direzione del borgo antico, che dall’alto dei suoi 265 m s.l.m. domina l’ampia vallata del Tevere.

Bomarzo si trova proprio al centro della Tuscia, alle estreme pendici nord-orientali dei Monti Cimini.
Il paese si estende su uno sperone roccioso in peperino, che per via della sua duttilità e del suo particolare aspetto cromatico fu utilizzato dall’uomo fin dalla preistoria.

Si può ipotizzare che l’attuale cittadina sia stata edificata su precedenti resti romani, ma il primo insediamento risalirebbe già al VI Secolo a.C.
Bomarzo fu sede vescovile e vi nacque anche un pontefice, papa Sabiniano, successore di S.Gregorio Magno e titolare della cattedra di Pietro dal 604 al 606.

Il patrono locale è S.Anselmo, vissuto nel V Secolo e una cui scultura è posta dinanzi la porta d’accesso al borgo. Le sue spoglie sono conservate all’interno del Duomo, sotto l’altare maggiore che fu fatto preparare appositamente dagli Orsini nel 1647.

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Tra gli angusti viottoli del centro si respira aria di storia ed è anche possibile visitare gratuitamente le stanze affrescate di palazzo Orsini, che da fortezza medievale venne trasformato nel XVI Secolo in maestoso palazzo signorile.

Segni del passato sono riscontrabili nella facciata esterna dell’ala nord, che conserva ancora oggi l’aspetto fortificato dell’antica rocca, a ricordarne l’uso difensivo.

Ma sono gli enormi finestroni ad offrire la vista migliore, un panorama mozzafiato dominato dal verde della vallata sottostante. Una “cartolina” che vi rimarrà stampata negli occhi e nel cuore anche quando ve ne sarete andati lasciandovi alle spalle questa magnifica cittadina e la sua orda di mostri pronti a riaccogliervi quando vorrete.

Valerio Di Marco

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