Home ATTUALITÀ Vigna Clara, alla Galleria Artemare l’isola che non c’è

Vigna Clara, alla Galleria Artemare l’isola che non c’è

artemareAlla ricerca dell’isola scomparsa dell’Arcipelago Toscano. E’ questo il tema che verrà proposto agli appassionati di storia marittima, di miti e leggende di mare, da venerdì 3 a sabato 18 ottobre alla galleria Artemare in via dell’Acqua Traversa 247.

Da Artemare, lo scrittore Daniele Busetto esporrà la cartografia antica che lungo 130 anni, dal 1589 al 1720, riportava tra Giglio e Giannutri l’ottava isola dell’arcipelago toscano chiamata Zanara.

Il naufragio della Costa Concordia e le sue coordinate geografiche hanno riportato alla luce la storia dell’isola che non c’è della Toscana.

Pare che nei momenti appena successivi al tragico evento qualcuno dei vecchi pescatori dell’isola del Giglio abbia ipotizzato lo scontro della nave con la mitica isola di Zanara, riportata per la prima volta da Gerardo Mercatore cartografo, scienziato e astronomo, che per primo la segnala nella sua mappa antica dedicata alla Tuscia del 1589.

“Si sa – spiega Daniele Busetto – che le carte geografiche medievali e rinascimentali spesso si basavano su sistemi di rappresentazione simbolici, e che enfatizzavano la grandezza dei Continenti perché la loro raffigurazione non derivava da osservazioni dirette ma da altre mappe più o meno aggiornate con le indicazioni che provenivano direttamente dai naviganti con le nuove terre scoperte.”

“Le mappe antiche – spiega ancora l’espositore – univano parti del mondo conosciuto con parti delle nuove terre da poco esplorate e a queste venivano spesso aggiunte terre incognite, richiamando il mondo dei filosofia. Nelle stesse carte geografiche poi venivano rappresentati luoghi mitici, come l’isola di Brazil o l’Isola di San Brandano o la rappresentazione dell’Antartide prima della glaciazione.”

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Lo studio approfondito svolto da Daniele Busetto ha trovato tante mappe antiche che riportano l’isola Zanara: la carta della Tuscia del 1589 di Gerardo MERCATORE, quella del 1592 di Matthew QUAD e Johannes BUSSEMACHER, nel 1596 la mappa di Theodore DE BRY, la carta aggiornata del 1600 di Gerardo MERCATORE, nella Italiae nova et exacta descriptio di Battista DOETECUM dello stesso periodo, quella del 1607 dell’Italia centrale, includendo lo Stato della Chiesa, il Ducato di Urbino e gran parte della Toscana di Fabio MAGINI.

E non finisce qui. Sono veramente tante le mappe antiche che riportano l’isola Zanara, tutte redatte da illustri cartografi antichi che hanno rappresentato Zanara tra le isole di Giglio e Giannutri, in una zona conosciuta come “Secca della Vedova” e tristemente ricordata come un piccolo triangolo delle Bermude dove nel tempo si sono verificati incidenti e naufragi.

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Ma molto prima della cartografia, Zanara è menzionata negli scritti di San Mamiliano, il santo del V secolo vissuto e morto nell’isola di Montecristo, il cui tesoro è stato ritrovato recentemente a Sovana.

“Il mare – conclude Busetto – ha sempre avuto i suoi segreti che qualche volta sono misteri permeati di leggende antiche e di sbiaditi ricordi, ma in questo caso abbiamo tale e tanta documentazione cartografica che suggeriscono a invitare gli organi preposti ad avviare studi sottomarini specifici per capire se nella zona ipotizzata c’è stata realmente un’isola.”

L’anno scorso Daniele Busetto su Lineablu, in barca con la conduttrice Donatella Bianchi, ha raccontato la storia dell’isola di Zanara e della cartografia antica tra Giglio e Giannutri.

Daniele Busetto, comandante della Marina in congedo e laureato in diritto internazionale, scrive di arte e cultura di mare da più di trent’ anni e quest’anno ha ricevuto il premio giornalistico letterario Carlo Marincovich per la cultura del mare. Ha dedicato due dei suoi lavori alla cartografia antica e a Ferdinandea, l’altra isola emersa e scomparsa a largo della Sicilia intorno al 1830.

L’orario della galleria ARTEMARE è 10-13 e 16-20 tutti i giorni eccetto festivi.

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