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Amianto nella Zandonai: “un falso allarme”

zandonai240.jpgIl servizio andato in onda nel corso di Ballarò lo scorso 16 settembre aveva allarmato non poco le famiglie degli alunni della Zandonai, a Vigna Clara. Oltre 500 bambini esposti al rischio amianto. E’ per questo che abbiamo chiesto un colloquio all’assessore alle scuole del XV Municipio, Alessandro Cozza.

“Voglio fugare subito ogni dubbio” esordisce l’assessore: “non c’è alcun rischio amianto, le famiglie possono stare tranquille, si è trattato di un falso allarme generato da un servizio televisivo realizzato troppo frettolosamente”.

Così stanno i fatti

Le lastre di amianto tolte poco fa in occasione della riparazione e messa in sicurezza dei cornicioni sono state correttamente rimosse e smaltite. Amianto ancora ce n’è, sono i vecchi cassoni per l’acqua che però sono stati isolati, ingabbiati, chiusi in una struttura di cemento che impedisce qualsiasi contatto con l’esterno e posta sul tetto del secondo piano.

Tombati è il termine giusto” ci suggerisce Roberto Ceccarelli, dell’Ufficio Tecnico Municipale, che assiste alla nostra intervista.

Comunque ci sono, quando verranno rimossi e smaltiti? Chiediamo all’Assessore. “Così come sono stati tombati non costituiscono alcun pericolo” afferma Cozza spiegando che la “rimozione compete ad uno specifico ufficio capitolino al quale la richiesta è stata già inoltrata”.

Non sono rose e fiori

Resta il fatto che non sono tutte rose e fiori alla Zandonai. Coma abbiamo scritto più volte è più di un decennio che genitori e personale della scuola protestano per le pessime condizioni in cui versa la Scuola. Porte senza maniglioni anti-panico, cornicioni, fino a pochi mesi fa pericolanti, sicurezza inesistente, servizi igienici fatiscenti e spesso rotti.

Fare la pipì in un bagno pulito e funzionante dovrebbe essere la cosa più normale del mondo in una scuola, ma non alla Zandonai dove in un recente passato è accaduto anche che fossero disponibili solo due bagni per 500 bambini.

45 anni e li dimostra tutti

Era il 19 ottobre 1969 quando questa scuola aprì i battenti. Fra qualche settimana compirà 45 anni. Un lungo periodo nel quale ha rappresentato e rappresenta ancora un momento importante per molti cittadini di Roma Nord, piccoli o già adulti.

Sono parecchi i genitori che hanno iscritto i propri figli dopo esserne stati a loro volta degli alunni; forse hanno frequentato le stesse aule, sicuramente hanno usato gli stessi banchi e le stesse sedie… perché ancora oggi, in alcune classi, ci sono i banchi verdi, quelli con il buco per il calamaio e le sbarre laterali per infilarci la cartella. Arredamento da modernariato.

45 anni e, purtroppo, li dimostra tutti. A quando una ristrutturazione che ne consenta almeno la messa a norma in termini di sicurezza? Lo chiediamo ancora all’assessore Cozza che così ci risponde.

“Per sistemare tutti i bagni e intervenire sulla sicurezza e sulle numerose porte di ingresso e uscita occorrono non meno di 600mila euro e il Municipio, purtroppo, non ha questi fondi o meglio, li avrebbe, se la Regione Lazio fosse stata più celere”.

Inaccettabile e inspiegabile ritardo

Sollecitiamo l’assessore. Ci spieghi meglio…” Nel 2013 abbiamo presentato due progetti alla Regione Lazio partecipando a due diversi bandi di gara. Il primo è risultato non finanziato e del secondo, la cui graduatoria sarebbe dovuta uscire a gennaio 2014, siamo ancora in attesa del risultato della commissione giudicante. Un ritardo inspiegabile e inaccettabile – esclama Cozza molto critico – , se ci avessero assegnato questi fondi a tempo debito, nel corso dell’estate appena conclusa avremmo potuto fare i lavori necessari per mettere la scuola in sicurezza e rendere agibili tutti i bagni!”

“Nonostante tutte le sollecitazioni, anche da parte dell’assessorato alla scuola del Campidoglio, ancora oggi – conclude – stiamo qui che aspettiamo riuscendo a garantire solo lo stretto necessario in termini di manutenzione ordinaria”.

Già la manutenzione ordinaria. Che poi, a volte, diventa anche fai-da-te. Pochi giorni fa un gruppo di genitori si è autotassato per far ripulire le pareti dell’aula dei loro figli. Altri, invece, hanno comprato a loro spese cancelleria e carta igienica.

Gioie e dolori della Zandonai. Ma per fortuna, almeno per quanto riguarda l’amianto, si è trattato solo di “un falso allarme”. Il che non è poco.

Claudio Cafasso

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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7 COMMENTI

  1. Mi sembra troppo facile scrivere un articolo per tranquillizzare i genitori della Zandonai . Le CERTIFICAZIONI . che abbiamo chiesto dove sono ???solo dopo averle lette potremmo stare tranquilli !!! Non si scherza con la salute altrui e soprattutto con quella dei bambini . Abbiamo fatto una semplice richiesta

  2. I genitori non sono affatto tranquilizzati considerando che nessun certificato o dichiarazione scritta è stata prodotta, che ci sono perdite d’acqua in una classe della materna provenienti dalla zona ove è ubicato l’amianto; aggiungiamo poi che è “venuto fuori” che gli impianti della scuola non sono a norma!
    Non mi sembra ci sia nulla di cui congraturarsi.

  3. Basterebbe così poco per tranquillizzarci tutti……se non c’è rischio d’amianto perchè tante difficoltà a dimostrarlo non solo a parole!!!!!!!!I Ma perchè ci si nasconde dietro la burocrazia di fronte ad un rischio grave che riguarda la salute dei nostri figli…..
    Inoltre…..non meno di 600 mila euro per intervenire sulla sicurezza i bagni maniglie………ma con quella cifra forse si costruisce una NUOVA ZANDONAI!

  4. La scuola non ha nulla a norma!!!
    Come ogni anno i genitori si sono autotassati per qualsiasi necessità (carta, cartaigienica, tende, fogli A4,ecc).
    Quest’anno sono state tinteggiate le classi e comprati i mobili e attaccapanni a spese dei genitori. E nessuno si è lamentato e/o ha detto nulla. E ci sarebbe tanto da dire e scrivere!!!!
    Ma adesso questa vicenda non merita di essere deleggittimata e sottovalutata, ne vale della salute dei bambini e degli operatori.
    Fate una cosa se volte essere corretta informazione: andate a scuola, fate un sopralluogo nelle classi presenti sotto al tetto in cui è ubicato l’amianto,
    guardate le crepe sui muri e le infiltrazioni e parlate con le maestre che lavorano e vivono in quelle classi.
    Grazie
    Tello

  5. Sono Anna Lombardi, Dirigente Scolastica dell’IC “Goffredo Petrassi” e vorrei rassicurare le famiglie circa il problema amianto.
    Al fine della tutela dei bimbi e la corretta informazione ai genitori desidero informarvi che la Direzione Tecnica del Municipio Roma XV ha effettuato in data 24 settembre un sopralluogo presso il plesso “Zandonai” per verificare eventuali problematiche relative alla presenza di amianto. Ho ricevuto in data 26 settembre la relazione conclusiva dell’ispezione da cui risulta che non sussiste alcun rischio amianto. Al fine di fornire una completa rassicurazione ai genitori e ai bambini interessati sarà inoltre effettuato un campionamento dell’aria esterna per garantire in modo inoppugnabile l’assenza di fibre di amianto.

    La risposta giunta oggi dal XV Municipio verra’ resa disponbile sul sito della scuola http://www.icgoffredopetrassi.gov.it a partire dal 29 settembre

    Lunedì sarò a scuola per qualsiasi chiarimento.

    Saluti

  6. Sono 10 anni che è tutto sotto controllo e non si è mai lamentato nessuno perché sapevano di come era stato tombato sigillato l’amianto in quel locale. A rompere la quiete ce mancava la giornalista di Ballaro’ che non sa distinguere una crepa da un giunto tecnico di dilatazione. Queste giornaliste d’assalto che tagliano e disfanno le interviste come meglio credono per creare inutili preoccupazioni andrebbero denunciate per procurato allarme…e non so se qualcuno non lo farà.!! Dico a Ballaro’ per la prossima volta, di inviare un Ingegnere ,un Architetto un tecnico che sappia dare informazioni serie e non inutili allarmismi !! Per la giornalista un compitino a casa…studiare i giunti di dilatazione tra solai…Da Architetto e genitore ci dico di stare tranquilli !!!

  7. Adesso stai a vedere che il problema è stato la giornalista di Ballaro’!
    O forse va ringraziata x aver nuovamente acceso una luce nel buio più totale del degrado in cui versa una delle più (ex) prestigiose scuole pubbliche (Zandonai) della zona di Vigna Clara?
    Quanti anni dovremo ancora attendere affinché i nostri figli possano avere il diritto di fare pipì o popo’ in un bagno decoroso?
    Quali malattie dovranno diffondersi nella scuola affinché Municipio e Comune trovino i soldi necessari a sanare una situazione da periferia Africana?
    Quanti altri vagabondi dovranno di notte entrare nella scuola e danneggiare e saccheggiare la mensa?
    Quali è quanti cornicioni dovranno cadere sulle teste dei nostri figli prima che qualcuno si assuma le sue responsabilità?
    I bambini sono il futuro della società….che trattiamo come l’ultimo dei nostri problemi….come pensate che ci tratteranno? Quale rispetto avranno visto ciò che hanno ricevuto?
    Non è mai troppo tardi per rimediare – AGITE IN NOME DELLA SOCIETÀ, IN NOME DEL RUOLO CHE RICOPRITE E X IL RISPETTO DI VOI STESSI!

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