Home ATTUALITÀ Ponte Milvio, gran successo di Assante e Castaldo a Libri a Mollo

Ponte Milvio, gran successo di Assante e Castaldo a Libri a Mollo

Come era prevedibile, il richiamo dei Beatles non poteva fallire e così giovedì sera, nel piazzale prospiciente Ponte Milvio, una consistente folla si è radunata intorno ai due critici musicali Ernesto Assante e Gino Castaldo per la presentazione del loro ultimo libro sui Fab Four; presentazione che ha rappresentato il secondo appuntamento della rassegna “Libri a Mollo” curata da Libri & Bar Pallotta e patrocinata dal XV Municipio.

Coadiuvati dalle gioiose sonorità della Mark Hanna Blues Band, la band che li accompagna anche nell’avventura della trasmissione tv WebNotte, e dall’immortale amore per i Beatles che animava i convenuti di tutte le età, i due autori, fuori dalla abituali “sacre” mura dell’Auditorium, hanno condotto l’happening in modo allegro e scanzonato, cercando di dare il più possibile la parola al pubblico per carpirne emozioni e aneddoti che hanno legato ciascuno di noi alle note del quartetto di Liverpool.

E’ così che, ad esempio, abbiamo appreso dalla viva voce dell’editore Giuseppe Laterza di quando a Londra ha visto Paul McCartney mentre acquistava una pila di libri nella storica libreria Daunt Books di Marylebone High Street e di come , in tale frangente, non ha saputo resistere alla tentazione di prendere il cellulare e scattargli una foto, al contrario degli altri presenti che, in perfetto stile britannico, non sono andati oltre lo sguardo ammirato.

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O di come, circa nel 1980 una dodicenne beatlemaniaca ha scavalcato insieme alla sorella il muro di cinta della casa, all’epoca in vendita, di Paul McCartney e da uno scatolone ha trafugato l’agenda di Paul del 1970.  Particolare rilevante è la nota trovata alla data del 10 aprile 1970: “Lasciati i Beatles”; colpisce la laconica asetticità con cui il bassista della storica band segna un evento che per il resto del mondo rappresentò un terremoto epocale; è quasi come se Neil Armstrong, anziché pronunciare la celeberrima frase “Un piccolo passo per un uomo, un balzo gigantesco per l’umanità”, avesse semplicemente detto “Esco a fare due passi”.

L’agenda è stata poi restituita  al legittimo proprietario in occasione del concerto tenuto dallo stesso ai Fori Imnperiali di Roma, cioè solo 23 anni dopo; chissà: magari si era dimenticato cosa aveva fatto in quel lontano 10 aprile.

Tra un aneddoto e l’altro Mark Hanna ha riproposto con la sua band alcuni dei successi beatlesiani, tra i quali hanno spiccato “Hey Jude” e “Tomorrow never knows”, brano quest’ultimo tratto dall’album Revolver, che è stato l’album con cui proprio Mark ha conosciuto e cominciato ad amare i Beatles, ma soprattutto è stato il primo album nella storia della musica che all’epoca della sua realizzazione e pubblicazione non era riproducibile in una performance dal vivo; in particolare proprio il suddetto brano si caratterizzava per la presenza di effetti che alteravano la voce di Lennon, dei tape-loops, ovvero nastri magnetici ad anello che riproducevano un segnale ciclico, e di un assolo di chitarra registrato al contrario e perfettamente riprodotto ieri sera da Mark Hanna.

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C’è stata anche una veloce e graditissima sortita “dall’altra parte della barricata”: l’esecuzione di “Simpathy for the devil” degli eterni amici-rivali Rolling Stones.

L’ultimo aneddoto ce lo ha regalato l’armonicista della band, concittadino dei Beatles, che ci ha raccontato di quando un suo amico, anch’egli di Liverpool, gli confidò di aver consigliato a Ringo Starr di lasciar perdere i Beatles in quanto non avrebbero mai combinato nulla; come dire: i consigli è sempre bene ascoltarli, ma spesso è altrettanto bene poi non tenerne conto.

Infine la chiusura sulle note di “Sweet home Chicago”, per l’occasione trasformata in “Sweet Home Ponte Milvio”, che con i Beatles non c’entra nulla, ma che Castaldo richiede a Mark Hanna ogni volta che si incontrano.

↓seppe Guernica Reitano

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