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Donare un albero, a Roma costa “solo” 250 euro

250euro.jpgPresentata ieri dal sindaco Marino e dall’assessore all’ambiente Estella Marino la campagna “Dona un albero”. Con 250 euro ogni romano potrà dedicare un albero a chi vuole. Un nuovo modo di fare cassa? Peccato che il Campidoglio dimentichi che una legge lo obbliga a piantare gratis un albero ogni neonato. Come la mettiamo?

Regalare un albero della Città Eterna, con tanto di targa, a un figlio appena nato, alla persona amata, al caro estinto, contribuendo in prima persona alla manutenzione e alla tutela del verde della Capitale. È l’obiettivo di “Dona un albero a Roma”, progetto grazie al quale ogni cittadino potrà finanziare l’acquisto e la ripiantumazione, da parte del Campidoglio, di un’essenza arborea, in 15 aree apposite, una per ogni Municipio.

250 euro il costo della donazione, che potrà essere presentata, tramite il modulo scaricabile a breve dal sito istituzionale di Roma Capitale, in qualsiasi periodo dell’anno. Le piantumazioni, invece, avverranno tra autunno e inverno, periodo propizio per la piantagione di essenze arboree.

Dopo che verrà piantato, al donatore verrà rilasciato un attestato, con la data della messa a dimora, l’ubicazione e la specie d’albero.

Tutto bello, tutto apprezzabile tranne che il costo: con tutto l’amore che si può avere per l’abbondante alberatura di cui Roma dispone, trovare di questi tempi un romano pronto a donare al Comune 250 euro, neanche deducibili, per aumentarne la quantità sarebbe duro sforzo anche per Diogene.

Anche perché, occorre ricordarlo, se il Comune di Roma avesse rispettato la legge 10/2013 di alberi in più, da un anno in qua, ne avremmo avuti a centinaia.
Pochi sanno o ricordano (o forse fanno finta di non ricordare?) che nel 2013 il nostro Parlamento ha ribadito, con una apposita legge, l’obbligo per i comuni di “porre a dimora un albero per ogni neonato” e gratis, entro sei mesi dalla sua nascita.

Si chiama Legge n.10 del 2013 dal titolo “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” e, oltre a prevede l’istituzione della Giornata Nazionale degli Alberi (21 novembre), ribadisce, limitandolo però ai comuni con più di 15mila abitanti, l’obbligo previsto dalla legge 113 del 29 gennaio 1922: ogni comune deve piantare un albero per ogni neonato dandone comunicazione formale a chi ha richiesto la registrazione anagrafica.

Ora in una città come Roma dove, vuoi per gli scarsi bilanci vuoi per l’estensione e numero delle aree verdi a stento si riesce a fare un minimo di manutenzione, credere nell’attuazione di tale provvedimento ci sembra assai poco realistico. E infatti, a quanto ci risulta, nessun albero è stato piantato. Eppure, vivaddio, i neonati non sono mancati.

Ma dal non rispettare la legge a chiedere 250 euro per rispettarla il passo ci pare veramente tanto, troppo lungo.

Fabrizio Azzali

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6 COMMENTI

  1. E pensare che il Corpo Firestale dispone di vivai con piante che vengono sia donate che vendute a prezzi ovviamente concorrenziali, e questi chiedono 250€, poi magari il parco dove verranno piantate sarà lasciato in malora dopo un mese….. Vedasi parco di Cesano, 40 piante ed oggi ne sono rimaste appena 5!!!!!!!

  2. scusate ma gli alberi piantati ed ora morti avranno una garanzia no? dal momento che da qualcuno son stati pagati per legge hanno una garanzia di due anni e vanno rimpiantumati nuovi perchè non vi impegnate per questo intanto? son tanti quelli morti altrimenti finisce come al solito che nessuno li rimette come fanno sulle strade

  3. Nel mio quartiere purtroppo da anni gli alberi li tagliano ma nonli ripiantano; le strade stanno perdendo le alberature, restano solo i tronchi…

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