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Inviolatella, un parco a babbo morto

cancello240.jpgC’è fame di verde a Vigna Clara, al Fleming, a Corso Francia. Fame di verde che consenta di respirare aria pulita, di correre o di passeggiare lontani dal traffico. Di trascorrere qualche ora serena. Tutto ciò poteva accadere all’Inviolatella. Ma non accadrà. O se accadrà sarà a babbo morto. Ne abbiamo le prove.

Torniamo a parlare per l’ennesima volta del parco attrezzato posto sul lato destro di via dell’Inviolatella Borghese, all’inizio di via Cassia Nuova, finito e rifinito da marzo 2013 e mai aperto al pubblico. Un parco del quale si è tanto parlato fino a interessare anche il TG3 che nel maggio del 2013 gli dedicò una diretta di Buongiorno Regione.

Ma nonostante migliaia di cittadini di Vigna Clara, Fleming, Corso Francia e dintorni, ne avrebbero potuto usufruire nelle giornate afose della scorsa estate, poi in quelle tiepide dell’autunno, e ancora nelle soleggiate della scorsa primavera e nelle torride di questa estate, quel cancello continua ostinatamente a restare chiuso.

100mila euro il costo per attrezzarlo, ovviamente denaro dei contribuenti. I vecchi fontanili sono stati sistemati, l’area umida recintata, il ponticello che scavalca il fosso messo in sicurezza, gli alberelli piantati, tavoli e panchine installati. Lungo i margini, è stato realizzato anche un percorso-vita con assi, parallele e passerelle.

Sarebbe bastato togliere il lucchetto, aprire il cancello, darne notizia ai cittadini e mettere un cartello su via Cassia Nuova per indicare l’ingresso.

A marzo 2013 era già tutto pronto

Insomma tutto, a marzo 2013, era pronto per consentire ai residenti, perennemente affamati di verde, di godere di una bella area attrezzata. Ma quel cancello era ed è ancora chiuso.

Passarono così aprile, maggio, giugno, luglio: era tempo d’elezioni amministrative e fra giunte capitoline e municipali che se ne andavano e quelle nuove che s’insediavano aprire un parco era l’ultimo dei pensieri un po’ per tutti gli amministratori, vecchi e nuovi. E questo ci sta pure. Ma quel che non ci sta è non essersene più né preoccupati né occupati dall’autunno 2013 fino ad oggi.

Diamolo a un’associazione

A dir la verità, quando ponemmo il caso al presidente del XV Municipio, Daniele Torquati, in un’intervista di gennaio 2014, nel sottolineargli che nel Municipio più verde di Roma la mancata apertura del Parco dell’Inviolatella gridava vendetta, ebbe a dirci: “per essere aperto, il parco necessita di un servizio di sorveglianza ed io non ho i fondi per pagarlo”.
E per dirla tutta, aggiunse: sul tema gestioni delle aree verdi, “voglio promuovere un reale e strutturato coinvolgimento delle associazioni e dei comitati locali”.

Mesi dopo si è saputo che la proposta di darlo in affidamento è stata fatta per le vie brevi ad alcune associazioni locali ricevendo però risposte negativa. Ma che c’era da aspettarsi?

La proposta era accompagnata da un diktat, pare previsto dal regolamento comunale: se tu associazione accetti di prendere in carico la gestione (che poi vuol dire aprire la mattina, chiudere la sera, fare piccola manutenzione e sorveglianza e divieto assoluto di farne oggetto di attività di business) devi dotarti a tue spese di un’assicurazione di responsabilità civile.

Ovvio che comitati e associazioni che notoriamente non navigano nell’oro abbiano risposto picche: non solo dovevano lavorare gratis ma dovevano pure sborsare un migliaio di euro per assicurarsi.

Quel che non brilla per chiarezza è che questi contatti siano avvenuti per le vie brevi. Non un avviso, non un bando, come invece avvenuto nel confinante XIV Municipio.

Perché magari al bando avrebbero potuto partecipare grandi associazioni ambientaliste,ad esempio Legambiente, che di assicurazioni ne hanno da vendere.

Perché magari avrebbe potuto partecipare l’Ente Parco di Veio che già nel 2013 si era dichiarato interessato al piccolo manufatto presente all’interno dell’Inviolatella per farne una sua sede locale a Roma, visto che gli unici uffici sono a Campagnano. In cambio, i guardaparco dell’Ente avrebbero garantito apertura, chiusura e sorveglianza del nostro Parco.

Mica male no? Ma al bando nessuno ci pensa.

E siamo nel 2014

Passano i mesi, ne passano tanti, e arriviamo a domenica 8 giugno 2014.

Nel corso di un incontro pubblico, nuovamente sollecitato sul tema Torquati così dichiara: “E’ intenzione del XV Municipio aprire al più presto il parco deliberando l’affidamento a comitati e/o associazioni pubbliche che ne curino apertura, chiusura e sorveglianza. Il problema principale è la polizza assicurativa che i conduttori devono fornire. Ci rendiamo conto che è impensabile richiedere loro di accollarsi anche l’onere di questo costo ed è per questo che nella prossima riunione in Comune ci batteremo per deliberare l’accensione di una polizza assicurativa ad onere del Comune per tutti i beni pubblici concessi ad associazioni e comitati”.
E conclude chiedendo ancora due settimane di tempo.

Ma di questa battaglia non c’è stata nessuna eco.

In realtà, noi ingenuamente pensammo anche che sarebbe bastato che tutti i consiglieri del XV rinunciassero a un solo gettone di presenza per raggranellare la cifra necessaria alla polizza da “offrire” a chi si sarebbe prestato a gestire il parco. Per dirla tutta sarebbe bastato anche un solo gettone dei consiglieri di maggioranza. Ma nessuno ha scagliato la prima pietra.

E veniamo ad oggi

Intanto scorrono le settimane, finisce giugno, finisce quasi luglio, e in queste giornate torride il parco resta sempre chiuso mentre, per lavori, viene chiuso anche quello attiguo di via Villa Lauchli.

In questi giorni non c’è più un metro quadro di verde fruibile in quel di Vigna Clara, Fleming, Corso Francia e dintorni.

Poi, come un tuono improvviso da flash storm estivo, arriva la notizia. Dell’apertura del parco se ne parlerà nella seduta di consiglio di giovedì 24 luglio.

E vai, ci siamo! Dai che aprono il parco!

L’intuizione

Niente affatto. Nulla di tutto ciò. Tutt’altro: se e mai aprirà, se ne parlerà come minimo fra un paio d’anni. A babbo morto, dicono i comuni mortali.
Basta leggere quanto scritto nella proposta di risoluzione che andrà in discussione nella seduta di consiglio di giovedì 24 luglio.

Presentata dalla Commissione Ambiente, la proposta, che scaturisce da una intuizione dell’ultima ora, intende impegnare il presidente del Municipio “ad attivarsi presso il Presidente della Giunta Regionale del Lazio affinché ottenga una deroga per costituire una piccola attività commerciale ed istituire apposito bando per l’assegnazione e la manutenzione dell’area che ne garantisca la fruibilità nel tempo da parte dei cittadini”

Ma non è tutto. La proposta chiede al presidente di “attivarsi affinchè il piccolo edificio sottratto alla mafia, situato sulla destra dell’ingresso di Via dell’Inviolatella Borghese, sia oggetto di recupero da parte di attività che rientrino nelle programmazioni di bandi europei.”

A babbo morto

A parte quest’ultima formulazione fumosa e cercando di capire cosa si intenda per “piccola attività commerciale”, l’unica cosa certa è che, se la proposta verrà approvata – cosa di cui non dubitiamo visti i numeri di cui dispone la maggioranza – il parco non verrà ancora aperto e non lo sarà prima di uno, due o chissà quanti anni.

Quindi a babbo morto. Ed è facile spiegarlo: visti i tempi necessari alla Regione per concedere una variante a fini commerciali, visti i tempi con i quali il municipio emette i bandi (via del Podismo docet), visti i tempi per aggiudicarli e immaginati i tempi necessari all’aggiudicatario per realizzare la sua “piccola attività commerciale” senza la quale non si prenderà carico della gestione del parco, si accettano scommesse sul numero di anni che passeranno.

Senza contare che il parco, senza manutenzione, nel frattempo deperisce e che se e quando verrà aperto sarà necessario spendere altro denaro dei contribuenti per renderlo fruibile. Ma il “se” togliamolo. Il “quando” però è quasi certo: a babbo morto.

Claudio Cafasso

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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14 COMMENTI

  1. Ora ne siamo sicuri: non si tratta più dell’incapacità di Comune e Municipio. Dietro la mancata apertura del parco c’è evidentemente “qualcuno” con amicizie importanti tra i politici (non ci vuole molto per immaginare chi sia).
    Davanti a questa PREPOTENZA non è più tempo di chiacchiere inutili; queste sono le azioni da portare avanti:
    – organizzare con comitati e cittadini una manifestazione all’Inviolatella nel mese di settembre per chiedere l’apertura immediata e un incontro urgente con il Sindaco Marino
    – interessare il CODACONS e le Associazioni dei Consumatori per investire la Corte dei Conti su questo spreco di denaro pubblico (100.000 euro per un parco chiuso!)
    – interessare alla vicenda tutti gli organi di stampa, TV nazionali e locali, movimenti ambientalisti, organizzazioni, comitati per portare alla luce questa vergognosa vicenda.
    Nel frattempo si invitano tutti i residenti a:
    – scrivere al Gabinetto del Sindaco Marino (silvia.pelliccia@comune.roma.it) e all’Assessorato all’Ambiente (asessorato.ambiente@comune.roma.it) per denunciare il fatto e chiedere l’immediata apertura
    – frequentare l’area di sinistra di Via dell’Inviolatella per far capire a chi si oppone che quei terreni sono un bene pubblico e pertanto della COMUNITA’!

    La proposta descritta nell’articolo e che si intende adottare è semplicemente “demenziale”: il Parco Attrezzato dell’Inviolatella è privo di parcheggio e con ingresso su di una strada senza marciapiedi; questo significa che il parco non potrà mai essere frequentato da moltitudini di persone e questo renderà poco conveniente qualsiasi attività commerciale. Tra l’altro l’edificio posto all’ingresso è stato sequestrato alla criminalità e destinato, come prevede la legge, ad attività prive di lucro. Inoltre l’Ente Parco di Veio da anni ne chiede l’assegnazione.
    Alla vigilia delle elezioni Sindaco e Presidente di Municipio PROMISERO la disponibilità di verde e il coinvolgimento dei comitati cittadini (Daniele Torquati: “Nel Municipio più verde di Roma abbiamo il compito di mettere a disposizione dei cittadini quello che il nostro territorio ci offre…..” 11 giugno 2013). Ora sappiamo che ancora una volta ci sono state offerte SOLO PROMESSE. E’ ora di dire basta!
    Comitato Robin Hood

  2. @Robin Hood…. appoggio tutte le vostre iniziative, è davvero scandaloso quello che sta avvenendo, ogni giorno pensiamo di aver toccato il fondo, poi scopriamo che al peggio non c’è mai fine…

    PS nella mia totale ingenuità non capisco a chi convenga che il parco non venga mai aperto…

  3. Le assurdità della politica: una commissione ambiente che per tutelare l’ambiente e renderlo disponibile ai cittadini propone di metterci un’attività commerciale ! Due concetti che fanno a cazzotti fra di loro. Molto coerente, non c’è che dire.

  4. Concordiamo pienamente con quanto scritto dal Comitato Robin Hood sull’apertura immediata della parte già attrezzata dell’Inviolatella. Il giorno 8 giugno il Presidente Torquati, da noi invitato all’annuale manifestazione per il Parco, ce ne assicurò l’apertura entro 15 giorni, dichiarandosi disposto alla stipulazione della Assicurazione necessaria. Sicuramente organizzeremo a Settembre una manifestazione che coinvolga cittadini, comitati, stampa e TV per segnalare questo incredibile episodio.
    Grazia Salvatore

  5. Da notare come nessun politico di quelli normalmente attivi nel commentare su questo blog senta il coraggio di venire a parlare di questa vicenda. A loro sia di destra che sinistra dell’ambiente non importa proprio niente, gli alberi non votano !!

  6. Da ambientalista convinto, concordo pienamente con quanto scritto da Francesco:
    “gli alberi non votano”.
    Gli alberi non votano e non interessano i politici di destra e di sinistra.
    Il XV municipio è uno dei più verdi di Roma, ma anche quello dove i parchi vanno in malora, per l’incuria e l’abbandono e dove quelli che dovrebbero aprire non aprono e dove all’interno del Parco di Veio di sono aree diventate discariche a cielo aperto.
    Gli alberi non votano e lo hanno dimostrato ad esempio i 48 alberi tagliati nell’EX parco Colli D’oro, ogni albero era stato adottato da un abitante del quartiere, con tanto di foto e nome, sugestivo e toccante rivedere quelle foto, ma quegli alberi, ainoi, non avendo anche una scheda elettorale non hanno fatto presa sui nostri politici e sono stati inesorabilmente tagliati per fare spazio all’incompiuto monumento alla vergogna che impera nell’ex parco sotto gli occhi di tutti a testimoniare quotidianamente da più di un anno a che punto possa giungere l’inettitudine politica e il rispetto del verde pubblico.

  7. se il Municipio avesse fatto un bando pubblico con le modalità descritte dalla redazione qualche associazione disponibile si trova eccome!

    ricordo a tutti che il parco dei cani di via pareto funziona in maniera analoga… e pagano un’assicurazione di 400 euro annuali…..

    ovvio che qui si tratta di uno spazio più grande ma non può costare più del doppio… e ovviamente tutto il NCD del Municipio XV sarebbe disponibile a contribuire anche con più di un gettone…

    sembra proprio che l’attuale amministrazione non sia così trasparente come vuole far credere….

  8. Quello che dovrebbe essere il Parco dell’Inviolatella Borghese, porta del Parco di Veio all’interno del quale ricade è in realtà un’area frazionata non solo dalla viabilità, ma da una non visione complessiva sull’area in particolare dal punto di vista gestionale che poi si ripercuote anche sull’assetto paesaggistico.

    Abbiamo diversi parchi: quello denominato “Parco Cani Pareto”, l’area abbandonata “ex vivaio” su via Cassia Antica all’incrocio con Via di Villa Lauchly, quello “di Villa Lauchly” (a dx) che ho avuto l’onore di progettare e che nel progetto originale doveva essere collegato con le suddette aree attraverso due ponti pedonali poi non realizzati a seguito della modifica del progetto dovuti alla convenzione svolta con l’Istituto Marymount, infine il campo polivalente del Marymount (a sx di Villa Lauchly, area comunale data in gestione secondo la convenzione Marymount ).

    Ho parlato quindi di ben 4 aree senza ancora andare dall’altro lato della Via cassia Nuova ove troviamo l’altra parte del Parco, divisa in area a dx e sx della Via dell’Inviolatella Borghese.

    Insomma possibile che non si possa trovare una quadra tra Roma Capitale (proprietaria) e Regione Lazio – ente Parco di Veio per restituire una unità di indirizzo secondo le linee del Piano di Assetto che ha sviluppato il Piano di Assetto http://www.parcodiveio.it/piano-di-assetto-pda/

    Seppur nella specificità di uso e gestione delle aree è necessario nel prossimo futuro svolgere uno sforzo da parte degli enti nel collegare materialmente le aree puntando allo stesso tempo ad un maggior dialogo e collaborazione istituzionale con la partecipazione attiva di tutte le associazioni del territorio.

  9. mail inviata a “silvia.pelliccia@comune.roma.it” e in CC a “assessorato.ambiente@comune.roma.it”

    “Gentile Sig.Marino,

    Sono un residente della XV Circoscrizione.

    Nel caso non fosse informato vorrei segnalarle che nel nostro municipio esiste un Parco Pubblico che, nonostante sia completamente attrezzato e collaudato, non è mai stato aperto al pubblico.

    Sebbene i lavori siano terminati già nel lontano Marzo 2013 e, a dispetto di un ingente investimento di €100.000 sostenuto dai contribuenti, nessun cittadino romano ha mai potuto usufruire del suddetto parco.

    L’area è completamente attrezzata con: panchine, tavoli per pic-nic, un ponticello, un percorso fitness, un vecchio e caratteristico fontanile ristrutturato ma rimane chiuso per mancanza di fondi e per l’incapacità dell’amministrazione locale di trovare un accordo con le associazioni e i comitati di cittadini.

    Il tenere chiusi gli accessi a questo parco ha avuto il solo effetto di attirare sbandati e disperati che si sono più volte insediati nel suo perimetro.

    E’ risaputo il fatto che il Parco dell’Inviolatella, così come molte altre zone verdi circostanti, sia oggetto delle mire di speculatori.

    Chiedo a Lei e alla sua giunta un intervento immediato per porre fine a questo ridicolo sperpero avvertendola anche che, il modo in cui verrà gestita questa faccenda, sarà decisivo nel determinare il mio prossimo voto.

    Grazie”

  10. Ringrazio personalmente Claudio Cafasso per quanto ha scritto e, in attesa della manifestazione di settembre preannunciata da Grazia Salvatore, domani sarò presente in Consiglio con Nico Angelini, presidente del Comitato cittadino per il XV Municipio.

  11. Bene la proposta di Simone Ferretti e bene qualsiasi progetto che riguardi l’Inviolatella nella sua interezza.
    Ma noi questo parco attrezzato lo vogliamo aperto SUBITO, non tra 6 mesi o 1 anno o 3 anni; non vogliamo che avvenga come per il Parco Volusia o la discarica di Via Mastrigli.
    Poco ci importa se c’è qualcuno che ha posto il suo diktat sull’apertura (non si spiega altrimenti l’assurda pretesa di un servizio di guardiania; il parco cani di Via Pareto, anche se in affidamento, è aperto giorno e notte; lo stesso per la quasi totalità dei parchi di Roma).
    Vogliamo aperto il parco SUBITO perchè CE-LO-SIAMO-PAGATO!
    Senza tetto e rom possono andare ad abitarci e noi neppure ci possiamo entrare? E’ questa la politica del verde del Comune di Roma?
    Il parco va aperto SUBITO.
    Comitato Robin Hood

  12. Questo il tessto del Comunicato inviato alla Segreteria del Sindaco Marino, all’Assessorato all’Ambiente,ai maggiori quotidiani nazionali, alle associazioni ambientaliste (tra cui Legambiente, Italianostra, VAS) e a quelle di zona:
    ” INVIOLATELLA BORGHESE: IL PARCO PUBBLICO CHE NON APRE ”
    Dal mese di marzo 2013 in Via dell’Inviolatella Borghese (Via Cassia Nuova) sono terminati i lavori di sistemazione di un Parco Attrezzato costato al contribuente 100.000 Euro; dopo averlo attrezzato il Comune di Roma lo tiene CHIUSO perché afferma di non avere fondi per aprirlo e gestirlo.
    I lavori effettuati hanno riguardato: la recinzione, la realizzazione di due fontanili, la sistemazione dell’area umida, la piantumazione di alberi, la realizzazione di un “percorso vita” e di alcune aree pic-nic. Nonostante il parco sia pronto da 16 mesi e nonostante le continue e ripetute sollecitazioni dei residenti e dei Comitati cittadini l’accesso continua ad essere sbarrato
    A nulla sono servite le tante segnalazioni e proposte di soluzione fatte sia al Comune di Roma che al XV Municipio al cui interno ricade il Parco.
    In una zona come Fleming-Vigna Clara priva di aree verdi la chiusura di un Parco disponibile da più di un anno oltre ad un vergognoso spreco di denaro pubblico rappresenta anche un offesa nei confronti dei cittadini che pagano le tasse e che con i loro soldi hanno contribuito alla realizzazione di questo parco attrezzato.
    I RESIDENTI CHIEDONO CHE IL PARCO ATTREZZATO DI VIA DELL’INVIOLATELLA VENGA APERTO SENZA ALCUN INDUGIO E CHIEDONO AL SINDACO DI ROMA DI SPIEGARE I MOTIVI PER CUI UN’AREA PUBBLICA COSTATA AL CONTRIBUENTE 100.000 EURO NON VIENE APERTA.
    COMITATO “ROBIN HOOD.

    Si invitano TUTTI i lettori di Vignaclarablog ad inviare una e-mail di protesta al Sindaco Marino e All’Assessore all’Ambiente Estella Marino.

  13. Il Comitato cittadino per il XV Municipio, dopo i contatti dei giorni scorsi, ha svolto un intervento in apertura del Consiglio di oggi , riportato in un documento consegnato ufficialmente al presidente Daniele Torquati e alla presidente Luigina Chirizzi . La risoluzione è stata ritirata. Nei primi giorni della prossima settimana ci sarà un incontro del Comitato con la commissione ambiente e il suo presidente, che ha preannunciato che sarebbero stati risolti i probemi che hanno finora impedito l’accesso al parco attrezzato sulla destra di via dell’Inviolatella Borghese.
    Se son rose fioriranno…
    Non mancheremo di seguire anche le questioni più generali:, come giustamente suggerisce Simone Ferretti:abbiamo chieso l’istituzione di un apposito tavolo presso il Municipio.

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