Home ATTUALITÀ Game over per il Campidoglio, venerdì scioperano i dipendenti capitolini

Game over per il Campidoglio, venerdì scioperano i dipendenti capitolini

sciopero-rm.jpg Il volantino delle organizzazioni sindacali che per venerdì 6 giugno hanno indetto lo sciopero dei dipendenti comunali, è esplicito: non ci sono più margini per una trattativa. Per la prima volta nella storia del Comune di Roma si fermeranno tutti i dipendenti: 24mila in tutto. E la macchina del Comune si paralizzerà.

Fermi anche gli asili nido e le materne. Chiuse le biblioteche. Nessun vigile urbano in strada. Nessun impiegato agli sportelli. Ferme la sala operativa sociale e quella della protezione civile.

E i servizi minimi garantiti? Non c’è al momento un accordo quadro tra sindacati e Comune che determini quali siano i servizi minimi e quanti dipendenti li debbano garantire. È questo in sostanza quello che il sindacato ha risposto al direttore del segretariato generale, Cristiana Palazzesi, che con un ordine di servizio del 29 maggio chiedeva ai dipendenti di garantire le prestazioni minime nella giornata dello sciopero.

Tutti i dipendenti saranno nel corteo che sfilerà dalle 8.30 da Bocca della Verità per arrivare in Campidoglio. E verosimilmente l’adesione e la partecipazione saranno massicce, visti i precedenti all’assemblea generale in Campidoglio lo scorso 6 maggio.

Il comunicato unitario, “cinque domande a Marino”

Un volantino con un comunicato unitario sta girando all’interno degli uffici municipali e capitolini. Firmato da FP-CGIL CISL-FP UIL-FPL contiene le ragioni dello sciopero e pone cinque domande al sindaco Marino.

“In queste ore – recita il comunicato – l’amministrazione Marino e continua a chiedere a Cgil Fp Cisl Fp Uil Fpl di ritirare lo sciopero ripetendo come un mantra che i problemi sono superati, il clima positivo. Apprezziamo in particolare l’ottimismo del vice sindaco Nieri ma purtroppo siamo costretti invece a dover registrare ancora una volta che viviamo forse in due realtà diverse.

Cgil Cisl Uil per fare ulteriore chiarezza e dimostrare come il nostro unico obiettivo sia quello di difendere i diritti dei lavoratori in un quadro di rilancio della macchina capitolina pongono ancora una volta all’amministrazione cinque doverose domande e cinque semplici richieste su temi a cui ad oltre un anno dall’insediamento dell’amministrazione non abbiamo ottenuto risposte.

Auspichiamo che finalmente le nostre richieste vengano quindi accolte per far cambiar verso a questa vertenza.

Se veramente si vuole cambiare il “clima” l’amministrazione ritiri la delibera che pone il termine del 31 luglio per il rinnovo del contratto e che prevede il conguaglio delle somme del salario accessorio erogate e faccia una delibera in cui tuteli veramente i salari dei propri dipendenti. Nessuno ha posto questo vincolo all’amministrazione. Questa scelta e’ semplicemente un accanimento nei confronti dei salari già bassi dei dipendenti.

Se veramente si vuole dare un segnale di cambiamento l’amministrazione ammetta che ha sbagliato sui compensi dei nominati dalla politica e fissi il tetto massimo per tutte le retribuzioni di chi è scelto dalla politica usando come parametro la retribuzione del sindaco.
Se veramente si vogliono migliorare i servizi ai cittadini si apra un tavolo per fare una vera lotta agli sprechi e alle illegalità.
Se veramente si vogliono fornire servizi degni di una capitale si faccia una battaglia al tavolo interministeriale per il riconoscimento della specificità della Capitale in termini di possibilità di assunzioni e di organizzazione del lavoro.
Se veramente si vogliono rispettare i diritti dei lavoratori l’amministrazione ritiri gli atti unilaterali emanati che cambiano le condizioni economiche e organizzative nelle varie articolazioni della macchina capitolina e si apra una vera fase di confronto a tutti i livelli.

Infine facciamo alcune doverose domande all’amministrazione sperando di ottenere al più presto qualche risposta.

Quali sono i motivi che vi hanno spinto in un momento di grande tensione a nominare un altro capo di gabinetto con conseguente aumento dei costi per l’amministrazione?
Perché regna un assordante silenzio su tutto ciò che ha rilevato il mef al di fuori della personale capitolino?
Dove sono finiti i progetti sul decentramento amministrativo annunciati a novembre scorso che inevitabilmente avrebbero dei riflessi sulla contrattazione integrativa?
Ci domandiamo se la valutazione del merito, la valorizzazione del personale, e’ stata cancellata ex post dal vostro programma elettorale?
E infine che fine ha fatto la promessa partecipazione e l’ascolto sulle scelte strategiche per cambiare i servizi ?

Speriamo che le nostre semplici richieste – conclude il lungo comunicato – possano essere accolte e le nostre domande trovare risposta, ma ormai non siamo più molto fiduciosi. Per questo il 6 giugno sciopereremo per far sentire all’amministrazione il profondo dissenso dei propri dipendenti per far sapere ai cittadini come sono andate veramente le cose e quali siano le nostre proposte.”

Claudio Cafasso

Visita la nostra pagina di Facebook

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome