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Marino vs Alemanno: più risparmio, più donne ma meno delibere

alemanno-marino.jpgDopo aver disegnato la carta d’identità dei 15 municipi romani, un nuovo studio della UIL di Roma e del Lazio in collaborazione con l’Eures, nell’ambito dell’Osservatorio sui costi della politica, mette a confronto i primi 12 mesi di Marino con quelli di Alemanno. E ne escono delle belle, ce n’è per ambedue.

Un risparmio di 900 mila euro, un numero inferiore di sedute di Consiglio e un incremento della presenza femminile. Questi i tratti salienti della giunta Marino rispetto al periodo Alemanno durante il loro primo anno di attività.

Complessivamente i costi per le retribuzioni annuali dei rappresentanti politici ammontano attualmente a 2,3 milioni di euro (1 milione per la Giunta, 1,2 per i consiglieri), a fronte di 3,2 milioni di euro del primo anno di Alemanno sindaco (1,3 per la Giunta, 1,8 milioni per il Consiglio), con un risparmio quindi di 300 mila euro per gli organi di Giunta e 600 mila per il Consiglio.

“Risparmio – spiega il segretario generale della UIL di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri – dovuto soprattutto alla riduzione del numero di assessori e consiglieri, sancita dalla spending review, ma anche alla minore attività svolta dall’attuale Consiglio, cui va aggiunto negli ultimissimi mesi la riduzione volontaria degli stipendi del sindaco e degli assessori”.

“A fronte di un risparmio politico – aggiunge Bombardieri – rimangono però ancora troppo elevati i costi delle collaborazioni avviate durante quest’ultimo anno: ben 96, con un’uscita di bilancio preventivata pari a 12,5 milioni di euro. E soprattutto un costo medio pro capite pari a 130 mila euro. Stipendi che, in periodo di crisi, rappresentano davvero un insulto per il lavoratore medio, per i tanti dipendenti comunali che hanno rischiato di veder decurtati 200 euro dalla propria busta paga di 1200 – 1300 euro mensili. Per non parlare dello schiaffo verso i tantissimi disoccupati e i 40 mila cassaintegrati del Lazio”.

Ammontano a 24,5 milioni di euro, infatti, le spese per i dirigenti e, a sorpresa, il livello retributivo medio delle donne (111,2 mila euro) è leggermente superiore a quello dei colleghi uomini (110,8 mila euro). Gap ancora più marcato nei Municipi dove i compensi delle donne rimangono invariati (111,2 mila euro), mentre quelli degli uomini “scendono” a 106,5 mila euro.

Sono state 48 le sedute di Consiglio convocate fino allo scorso aprile, mentre erano state 67 quelle dei primi 10 mesi della precedente legislatura. Gli attuali consiglieri sono stati impegnati quindi per 238 ore, ovvero 30 giorni lavorativi. Erano 315 le ore di Consiglio con Alemanno, pari a 39 giorni.
Se minore è l’attività consiliare rispetto ai predecessori, maggiore è però la partecipazione dei consiglieri alle sedute, pari al 93,2%, contro l’88,2% del primo anno Alemanno. Record di presenze (100%) per il Movimento 5 Stelle, seguito da Fratelli d’Italia e UDC che però hanno un solo rappresentante.

Grandi assenti i consiglieri Alemanno e Marchini, unici due ad aver partecipato solo al 62% delle riunioni.

Dei 570 atti approvati da giugno 2013 ad aprile 2014 dalla giunta Marino, il 26,7% è relativo a incarichi di lavoro.
Seguono le delibere relative alla finanza locale (14,3%), alle società partecipate (9,8%), urbanistica (7,9%), affari istituzionali (6,8%).
Stessa classifica di priorità per la giunta Alemanno che però nello stesso arco temporale aveva approvato 771 atti, ovvero il 26,1% in più rispetto all’attuale.

Dal confronto tra gli atti approvati e il numero delle sedute emerge una maggiore capacità di produzione della giunta Marino: nei primi 10 mesi di Governo in ogni seduta consiliare sono state infatti approvati 11,4 atti, a fronte dei 10,4 riscontrati per la Giunta Alemanno.

Ma a fronte di tale maggiore produttività dei Consiglieri – che hanno approvato, in media, 6,3 atti a testa contro 5,2 per Alemanno – la Giunta mostra una minore capacità normativa: ciascun assessore ha approvato 22,2 delibere di Giunta, a fronte di 28,8 per Alemanno.

“Il problema non è ovviamente il numero in più o in meno di atti – spiega Bombardieri – ma la loro capacità di incidere sulla vita delle persone. Roma ha bisogno di cambiare realmente. E’ necessario scardinare certi meccanismi che l’hanno resa sempre più simile a una grande borgata che a una capitale europea. Per farlo, non servono soltanto annunci e buone intenzioni. Ma soprattutto una forte dose di coraggio anche nell’affrontare questioni scottanti e difficili.”

“Sradicare realmente la cultura, o meglio la non cultura, del compromesso – incalza Bombardieri – significa anche andare contro tendenza. Significa riuscire a scardinare gli equilibri fittizi su cui si regge l’economia di questa città. Significa soprattutto riuscire ad eliminare davvero i privilegi di pochi a favore dei tanti lavoratori e cittadini che non continueranno a subire passivamente tassazioni elevate e servizi sempre meno efficienti. Noi ci siamo. E l’abbiamo ripetuto in più occasioni.”

“Come sindacato – conclude Bombardieri – siamo pronti a scendere in campo ed attivarci, nel rispetto dei ruoli, al fianco delle istituzioni coraggiose. Ma siamo anche pronti a dar battaglia a chi invece continuerà a non agire. A chi vorrebbe farci sparire. E far sparire così i diritti dei lavoratori. I diritti umani. Perché calpestare il diritto al lavoro, allo studio, alla sanità pubblica, al trasporto pubblico vuol dire cancellare i diritti di ognuno di noi”.

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13 COMMENTI

  1. = EFFICIENZA concluderei il titolo dell’articolo.

    Certo, il confronto con la giunta Alemanno, è davvero troppo facile, però lo spazio alle donne per tanto tempo escluse a parità di titoli e competenze e il risparmio sugli stipendi di politici (consiglieri assessori) che sono FATTI INDISCUTIBILI e TANGIBILI vuol dire molto di più del numero che rappresentano. Vuol dire creare una rottura con i vecchi schemi, che difficilemnte potrà essere superata in futuro senza che nessuno se ne accorga, come è successo fino ad ora…..

  2. Pensare di misurare la virtuosità di un ente locale in funzione della riduzione del numero di sedute consiliari e del conseguente risparmio per le casse dell’amministrazione, può fare presa nell’opinione pubblica in un momento in cui l’antipolitica, per quanto giustificata, sembra regnare anche nei programmi di alcuni partiti/movimenti. La verità è che la democrazia ha dei costi (che certamente devono essere ricondotti entro limiti accettabili) e grave sarebbe se l’efficienza di un ente fosse misurata attraverso la riduzione degli spazi di confronto tra maggioranza e opposizione nelle assemblee elettive. Partendo da questo principio si rischia di far passare il messaggio che meglio sarebbe se a decidere fosse un solo uomo al comando. Forse si risparmierebbe il costo delle sedute di consiglio, ma si rischia di aprire un costo non quantificabile per un valore, quello della democrazia, per il quale migliaia di persone di ogni nazione si sono battute nel passato sacrificando spesso la propria vita.

  3. Ghino, mi pare si stia concentrando sul dato realtivo al n. delle sedute anzichè sulla riduzione del n. di consiglieri, assessori e loro stipendi, e allo spazio dato alle donne nella politica che nell’articolo merita sicuramente piu’ attenzione e senso critico

  4. scusate ma la riduzione dei consiglieri di Roma Capitale è stata sancita proprio dall’omonima riforma voluta fortemente da Alemanno… Marino si è trovato un Consiglio di 48 che ovviamente costano meno di 60….

    piuttosto la carenza di atti deliberativi dell’attuale amministrazione è allucinante… infatti si la città è ferma e, ovviamente, che consigli si fanno se tanto non si delibera nulla??? infine mi auguro che le scelte non vengano fatte in base al sesso ma alla capacità delle persone… ad esempio l’Assessore Barca (neo dimessa) sarà velocemente dimenticata nel caso qualcuno ancora non l’abbia fatto….

  5. E’ verissimo Erbaggi, la riforma voluta dall’ex sindaco Alemanno ha ridotto il numero dei consiglieri comunali ma lei dimentica di dire che ha però aumentato i costi della politica locale portando gli assessori dei municipi da 4 a 6, sbaglio ? E sbaglio se dico che Torquati è l’unico che non ha aumentato gli assessori ?

  6. Questo articolo, relativo a contenuti di bassissimo livello, semmai ci fa capire quanto in basso sia caduto il Sindacato, espressione degnissima del quale è il segretario generale UIL Lazio intervistato.
    G.Mori. – FDI Roma XV

  7. @ Daniela, non se la rigiri come vuole lei… la vecchia amministrazione ha ridotto da 60 a 48 i consiglieri comunali, ha ridotto da 19 a 15 il numero dei municipi, ha ridotto da 475 a 375 (ben 100 unità) il numero dei consiglieri municipali, e lei dice che i costi della politica sono aumentati perché è aumentato di 2 unità il numero degli assessori municipali : la matematica è diventata opinione…

  8. Per cominciare non ho chiesto il suo parere. Si chiama Erbaggi lei ? Poi visto che sono educata e visto che come al solito travisa sempre le parole degli altri le rispondo comunque dicendole rilegga quello che ho scritto. Ho detto che è verissimo ciò che ha scritto Erbaggi ma quando si dice una cosa bisogna sempre dirla tutta e che quindi Erbaggi si era dimenticato che nella riforma Alemanno sono stati aumentati gli assessori. Non è un maggior costo questo ? Ho detto una cosa non vera ? Ho ritrovato pure un articolo di vcb che ne parlava legga e si informi
    https://www.vignaclarablog.it/2013031422174/paradosso-capitolino-meno-municipi-piu-assessori/

  9. @ Daniela, se vuole avere uno scambio epistolare privato con Erbaggi, è liberissima di farlo,ma se parla su un blog, tutti possono intervenire, s’informi… Chiusa la parentesi , in merito a ciò che scrive, mica le ho detto che ciò che ha scritto non è vero, le ho detto di dire le cose nella loro interezza : se con l’aumento degli assessori municipali c’è un esborso di 2,5 milioni, con la diminuzione dei municipi e dei consiglieri il risparmio è di 10 milioni, quindi quando vuole parlare della riforma di Roma Capitale lo faccia, ma non dica solo ciò che le conviene…
    Saluti

  10. @daniela mi perdoni ma io stavo parlando sul discorso (detto da altri sopra) dei tagli ai costi della politica come se questi fossero dovuti a Marino…. complessivamente (non sono entrato nel dettaglio) o tagli ci sono stati grazie alla riforma di Alemanno che ha ridotto i municipi e i consiglieri comunali.. se poi si poteva ridurre ancora di più sono d’accordo con lei e non mi sembra di aver detto il contrario…

    in vista di un vero decentramento, poi, ritengo giusta la decisione di portare a 6 i membri di giunta municipale… ma che ci sia questo decentramento… ad oggi Marino ha decentrato il Patto di Stabilità!!!

  11. Queste sue sì che sono risposte caro Erbaggi, educate e a modo. La ringrazio.
    Sicchè lei è d’accordo sull’aumento del numero degli assessori ma visto che decentramento non c’è stato e non era previsto nemmeno nella “riforma” non le pare uno spreco economico e basta ? Caso mai andava invertita la sequenza: prima il decentramento poi le risorse in più. . Buona giornata

  12. @daniela a dir la verità nessuno obbliga a nominare 6 assessori…. infatti tra le pochissime cose buone di Torquati c’è l’averne nominati solo 4… poi se gli altri municipi hanno pensato di nominarli subito 6 è sempre un problema di buona politica…

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