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Labaro, il Museo tra i banchi di scuola

scuola-artisti.jpgDelle vere opere d’arte, degne del Museo Maxxi, potranno presto essere ammirate nel quartiere Labaro. Chi sono gli artisti? I ragazzi della scuola media IC Largo Castelseprio. Stiamo parlando di un progetto molto innovativo il cui intento primario è avvicinare i giovani al mondo dell’arte contemporanea. VignaClaraBlog.it è andata a scoprire di cosa si tratta.

Quante volte, soffermandoci a guardare un’opera d’arte contemporanea, abbiamo sentito qualcuno dire “Questo avrei potuto farlo anche io!” Ebbene non è proprio così facile, e questi studenti lo stanno scoprendo.

Non basta ricordare

L’iniziativa fa parte della mostra “Non basta ricordare”, al museo Maxxi fino a settembre 2014, che vede dialogare le opere d’arte con l’architettura, con il fine principale di riflettere sul ruolo del museo oggi e di come esso interagisce con il suo pubblico, perché l’arte divenga qualcosa di attivo e significativo, da non abbandonare tra i meandri della memoria.

C’è, quindi, grande fermento nella piccola scuola alle porte di Roma.

Come è nato il progetto

“Il progetto è partito dall’idea di voler andare oltre i normali laboratori proposti dai musei alle scuole, per creare tra di essi un dialogo più prolungato nel tempo” Ci spiega la Professoressa Lucia Presilla, dirigente scolastico della scuola e storica dell’arte. “A sei classi della terza media sono state affidate sei diverse opere dell’esposizione permanente del museo, a esse dovranno ispirarsi per realizzarne di simili. Dovranno studiarne il contesto, cercando di capirle al meglio, rivivere il processo creativo che sta dietro l’opera d’arte, così da essere indirizzarti loro stessi a progettare.”

“L’intento è di lasciare una traccia importante nella loro educazione e sensibilità. – continua a spiegarci la Professoressa – Insegnare a saper lavorare insieme, a progettare, a ragionare, ad avere prospettive artistiche e a essere capaci di riflettere in modo critico. Tutto questo, entrando in contatto con l’arte contemporanea, sempre troppo tralasciata negli insegnamenti scolastici.
È un peccato, infatti, che a scuola venga studiato tutto tranne quello che viviamo adesso. Non è opinione comune, ma secondo me è più difficile per noi entrare nel mondo del Cinquecento o capire una pala d’altare piuttosto che un’opera d’arte contemporanea. Perché gli artisti di oggi usano il nostro stesso codice linguistico e vivono le nostre stesse problematiche, è un mondo con cui è più facile poter dialogare.”

Al lavoro!

Un’esperienza unica per questi studenti, soprattutto perché avranno dei validi aiuti al loro fianco. Sono, infatti, coinvolte ben quattro istituzioni. Oltre agli insegnanti della scuola, riceveranno una mano dai tirocinanti del Maxxi provenienti dall’Università La Sapienza e da artisti dell’Accademia delle Belle Arti.

Nelle prossime settimane si metteranno al lavoro e, una volta compiute, le loro opere andranno ad abbellire la scuola. I ragazzi hanno, infatti, già mostrato ai tirocinanti gli aspetti della scuola che vorrebbero contribuire a migliorare. Buon lavoro ragazzi!

Giulia Vincenzi

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