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Immigrati nel XV Municipio, situazione e prospettive

statistica.jpgDa Vincenzo Pira, coordinatore PD del XV Municipio, antropologo ed esperto di cooperazione internazionale che dopo aver lavorato per anni in Africa ed in America Latina oggi vive e lavora nel quartiere Labaro-Prima Porta, riceviamo e pubblichiamo un’analisi sulla situazione immigrati nel territorio del XV Municipio elaborata sulla base del  decimo Rapporto dell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni presentato ieri.

Il Rapporto analizza lo stato dell’immigrazione nel quinto anno di crisi e, senza limitarsi alla Capitale, fornisce dati puntuali sulle situazioni specifiche nei Municipi.

Scrive dunque Vincenzo Pira.

Quanti sono

“La popolazione straniera iscritta all’anagrafe comunale del Municipio Roma XV è di 30.836 persone (nel 2010 erano 23.328). Solo il I° e il VI° hanno una popolazione straniera più numerosa. Con una popolazione complessiva di 160.423 gli immigrati nel Municipio Roma XV sono il 19 % con un aumento del 6,2 % negli ultimi due anni.

Le comunità immigrate sono composte dal per il 57 % da donne; più della metà sono nubili o celibi (51,3 %); i minori sono 4.824 (per la maggior parte in età scolare) .

Le nazionalità di provenienza più numerose sono : i rumeni (7.217 persone pari al 23,4 % del totale della popolazione straniera), i filippini – (4.964 persone pari al 16, 1 %) i cingalesi (1.975 persone pari al 6,4 %), i peruviani – (1.714 persone pari al 5,6 %), gli ecuadoriani (1.479 persone pari al 4,8 %), i polacchi (902 persone pari al 2,9 %).

Dove sono

I quartieri di maggior presenza demografica della popolazione straniera sono:
Tomba di Nerone 7.973 persone. Labaro 3.806 persone. La Storta 4.625 persone. Farnesina 3.580 persone – Cesano 2.440 persone. La Giustiniana 2.041 persone – Tor di Quinto 1.941 persone – Santa Cornelia 1.208 persone – Grottarossa 991 persone – Prima Porta 286 persone – Foro Italico 241 persone – Martignano 20 persone.
Un aumento considerevole sulla Cassia, a Labaro e a Cesano.

La presenza straniera si compone anche di richiedenti asilo e rifugiati, per la cui accoglienza nella Capitale sono disponibili 2.000 posti, gestiti da una ventina di centri del privato sociale e da qualche struttura pubblica. Importante per il nostro territorio il Centro di Castelnuovo di Porto gestito dalla Croce Rossa. Nella città di Roma arrivano anche molti minori non accompagnati (2.224). Sono ben più numerosi i minori che vivono con le loro famiglie.
Di essi sono iscritti nelle scuole romane 37.905 (di cui 1/3 nelle elementari e 1/4 nelle medie), con una incidenza del 10% sul totale degli iscritti; i soli studenti romeni sono a Roma 22.424.”

Più disoccupati

“Trattandosi del quinto anno di crisi, la situazione occupazionale ha conosciuto un netto peggioramento con aumento della povertà, maggiore ricorso alle mense sociali (come sperimentato dalla Caritas e dai 20mila utenti delle mense convenzionate con il Comune), calo della produzione (specialmente nel settore industriale e, in particolare, in edilizia), aumento dei fallimenti e del tasso di disoccupazione (9,0% a Roma, 9,3% in Provincia e 10,7% in Italia).
Tra gli immigrati di Roma, però, il tasso di disoccupazione risulta, seppure di poco, più contenuto, sia rispetto agli italiani che agli immigrati in Italia: 8,6% a Roma, 10,0% in Provincia e 12,1% in Italia.

Devianze

L’Osservatorio, come nelle precedenti edizioni, si sofferma anche sul fenomeno della devianza e riferisce che le denunce penali, presentate nel 2011 contro cittadini stranieri, sono state 26.811, un numero che sollecita un’attenta riflessione, tenendo tuttavia presente che l’aumento degli addebiti è da diversi anni più contenuto rispetto a quello riscontrato tra gli italiani.

Il problema più preoccupante che gli immigrati evidenziano è la difficoltà ad ottenere e rinnovare il permesso di soggiorno. Una burocrazia lenta impone temi troppo lunghi. A Roma occorrono anche 20 mesi per tale operazione, creando il circoli vizioso di troppe irregolarità tacciate da una propaganda ostile che provoca guerre tra poveri.”

Riflessioni

“Politiche adeguate di inclusione sociale – commenta Pira – devono essere favorite come soluzione più efficace anche per promuovere la sicurezza. La irregolarità e clandestinità si combatte qualificando e dando diritti di cittadinanza agli immigrati onesti che svolgono, anche nel nostro territorio, un servizio sociale ed economico alla nostra comunità di inestimabile valore.
E approvare la legge denominata Ius culturae, i ragazzi che finiscono il ciclo primario di istruzione hanno diritto alla cittadinanza italiana, senza aspettare la maggiore età. Per questo oltre alle misure repressive e di controllo è utile promuovere politiche positive di educazione, rispetto dei diritti, di partecipazione attiva alla vita politica e amministrativa, delle comunità immigrate.”

“Dare un futuro pieno di diritti umani, sociali e culturali, soprattutto alle seconde generazioni – conclude – non è solo un imperativo categorico dettato dall’etica ma anche una misura preventiva proprio per evitare contestazioni violente di giovani esclusi e discriminati. Ma con il diritto di cittadinanza come tutti gli altri. Fa più rumore un albero che cade che non una foresta che cresce! Ma l’intelligenza di chi ha responsabilità politiche e amministrative dovrebbe servire a distinguere i due fenomeni. E decidere di conseguenza”. (Vincenzo Pira)

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21 COMMENTI

  1. Bisogna ringraziare il coordinatore PD per aver reso note queste importanti statistiche che, per troppo tempo, sono state mero oggetto di compilazioni di volumi compilati solo per giustificare qualche soldo speso per la loro presentazione.
    Preliminarmente va osservato che sarebbe bene distinguere sempre tra comunitari e extracomunitari. Altrimenti non si capisce per quale ragione siamo entrati in Europa.
    Dunque romeni e bulgari sono da considerarsi comunitari, mentre ad esempio gli ucraini, nonostante i gravi fatti che stiamo osservando, non lo sono.
    Solo i primi hanno dunque la piena circolazione per il trattato di Shenghen mentre i secondi sono sottoposti alle normative della Bossi-Fini.
    Sarebbe stato molto interessante sapere, e dal resoconto non se ne ha contezza, ma potrebbe essere un dato contenuto nel testo complessivo, quanti sono gli extracomunitari con permesso di soggiorno e quanti con il permesso per soggiornanti di lungo termine ( la vecchia c.d. carta di soggiorno) per conoscere quale è la tendenza oggi in relazione ai nuovi flussi migratori.
    Ad es. attraverso lo Sportello del Cittadino in XV Municipio che coordino ho potuto osservare che c’è una crescita forte di immigrati che giungono in Italia per poi spostarsi nel resto dell’Europa.
    Questo fenomeno potrebbe avere due motivazioni. Da un lato la nostra normativa e le nostre frontiere solo le più deboli e fragili d’Europa e questo spinge molti a scegliere proprio il nostro Paese come “punto di attracco” all’Europa.
    Dall’altro oggi la situazione relativa all’offerta di lavoro è molto difficile e molti tendono a spostarsi rapidamente in luoghi dove c’è una maggiore offerta di lavoro.
    Ma allora ci dobbiamo porre una domanda importante.
    E’ valido il documento di soggiorno dello straniero emanato in Italia da Prefetture e Questure negli altri Paesi ?
    Ebbene la risposta, frequentemente, è NO.
    Quanto meno non è un titolo idoneo alla contrattazione di lavoro subordinato.
    E questo la dice molto lunga sulla credibilità del nostro Paese all’estero.
    Altro capitolo potremmo prendere sulla richiesta di cittadinanza italiana, ma forse con conclusioni analoghe. In altra sede e altro momento…
    Allora, tralasciate le importantissime conclusioni che si potrebbero tratte sui tipi di immigrazione (differenze sociologiche sulle immigrazioni di bengalesi, cingalesi, egiziani, tunisini, marocchini, peruviani, colombiani, dominicani, etc.) noi crediamo che siamo giunto il momento di rivedere tutta la normativa sull’immigrazione.
    Pensiamo che le politiche dell ‘ Ius Soli siano in gran parte sconsiderata demagogia e il problema debba essere affrontato seriamente in linea con gli indirizzi dell’Unione Europea.
    E su questo, lo voglio ripetere ancora, non c’è una sola parola da parte del coordinatore PD.
    Ma allora, caro Pira, a che serve l’UE … ?
    Solo a fare la camera di decompressione tra gli interessi delle banche europee tanto vicine a Prodi e soci nei confronti del proletariato (Italia, Grecia, Spagna, Irlanda, etc.)
    Quali le politiche del nuovo PD renziano in tema ?
    Cosa pensa il PD del “contrasto all’immigrazione clandestina” ?
    Cosa pensa il PD in relazione alla politica dei flussi, al principio di condizionalità e all’effettiva realizzazione dell’espulsione amministrativa ?
    Cosa pensa il PD della durata del procedimento per richiedenti asilo?
    G.Mori
    Portavoce Assemblea Costituente Fratelli d’Italia Municipio XV

  2. Che il PD e FdI ( e il centrodestra tutto, Lega compresa) abbiano posizioni diverse sul tema dell’immigrazione è un fatto scontato. Nel tempo politici come Fini e Casini hanno rivisto le loro posizioni e chiedono una revisione della legislazione vigente. In Italia vivono oltre 5 milioni di persone immigrate. Sono lavoratori e lavoratrici, famiglie, bambini e giovani. Sono persone cui va riconosciuta la piena dignità umana. Sono una presenza che aiuta l’Italia e gli italiani a vivere meglio ed è integrata nel nostro Paese. Nelle città, nei piccoli paesi – tante volte ripopolati dagli immigrati – nelle aziende, nelle scuole, si sono sedimentati importanti processi di convivenza tra italiani ed immigrati che definiscono i tratti di una via italiana alla convivenza, costruita con il ruolo attivo dei comuni, delle comunità locali, dei sindacati, delle imprese e dell’associazionismo italiano e dei migranti. La peculiarità della via italiana alla convivenza sono i legami sociali e comunitari, l’integrazione sociale, il ruolo attivo della scuola, l’inserimento lavorativo, la partecipazione sociale e politica dei migranti. La politica deve promuovere e favorire questi processi di integrazione e convivenza proponendo un patto tra italiani ed immigrati per costruire un’Italia solidale e sicura ed una Europa unita e di pace. Bisogna valorizzare il capitale umano sociale degli immigrati, a partire dalla loro professionalità e dalla qualificazione dell’inserimento lavorativo, compreso il lavoro familiare; favorire l’apprendimento della lingua e cultura italiana, combattere le discriminazioni, sostenere l’inserimento ed il successo scolastico dei bambini, ragazzi e giovani, promuovere un welfare delle sicurezze per tutti in un quadro di sostenibilità sociale dell’immigrazione. Bisogna combattere l’irregolarità nel lavoro rendendo praticabile l’ingresso regolare, combattere il lavoro nero e lo sfruttamento, i fenomeni di criminalità, attrarre talenti e competenze, sostenere le varie forme di imprenditorialità, superare la concentrazione nei lavori più dequalificati. Per fare ciò si deve voltare pagina nel governo dell’immigrazione. C’è bisogno di una svolta culturale e legislativa. C’è bisogno di una nuova legge quadro sull’immigrazione e sul diritto d’Asilo. La legislazione vigente ha una impostazione esclusivamente securitaria che ha comportato tante volte la compressione dei diritti umani fondamentali (come il lungo tempo di trattenimento nei CIE e i respingimenti in mare) che sono state inefficaci per quanto attiene l’ingresso per lavoro, alimentando l’irregolarità e il lavoro nero e che hanno abbandonato le politiche di integrazione lasciando soli i comuni e le associazioni. L’idea guida di una politica riformista è la distinzione tra la politica dell’immigrazione, che, come già avvenuto con le leggi del centro sinistra, deve essere scelta, programmata, rispondere a criteri di utilità per lo sviluppo economico, sociale e culturale del paese e di sostenibilità sociale ed una politica dell’asilo e dell’accoglienza dei rifugiati che deve essere invece generosa e rispettare in modo scrupoloso il principio della dignità umana stabilito dalla nostra Costituzione e dei Trattati Internazionali. Le proposte del Partito Democratico a livello nazionale prevedono che per i figli di genitori immigrati residenti in Italia da almeno 5 anni, nati in Italia, è riconosciuta la cittadinanza italiana alla nascita su richiesta dei genitori. Per i bambini giunti in Italia e per quelli, nati in Italia i cui genitori sono in Italia da meno di 5 anni, è riconosciuta la cittadinanza italiana, su richiesta dei genitori, al termine del primo ciclo scolastico. In entrambi i casi al compimento del 18° anno il giovane conferma la sua volontà di essere cittadino italiano. Così come è necessario riaprire il tema del diritto di voto amministrativo per quanti da 5 anni risiedono stabilmente in un comune. Non si tratta di una pericolosa proposta eversiva, essa trae ispirazione da storiche battaglie per l’integrazione e l’emancipazione e affonda le proprie radici nel principio liberale “no taxation without representation” risalente alla seconda metà del XVIII secolo. In Europa questo principio è accolto pienamente dalla Convenzione di Strasburgo del 1992 con il riconoscimento in gran parte degli stati UE del diritto di elettorato attivo e passivo per i migranti nelle consultazioni a carattere amministrativo. Le buone politiche nascono spesso dalle buone pratiche, dall’ascolto e dal confronto. I partiti, se sono tali, devono essere specchio della società per cui si battono ed essere in grado di aprirsi al mondo dell’immigrazione anche in termini di partecipazione politica e democratica.

  3. Lei dice: “Bisogna combattere l’irregolarità nel lavoro rendendo praticabile l’ingresso regolare”.
    Ma già lo è.
    Il decreto flussi prende spunto dai principali punti di riferimento della normativa europea che sono i Trattati di Salonicco, Valencia, etc.
    Se applicassimo appieno questi principi allora avremmo un’immigrazione di qualità, vale a dire si entra solo se si ha un motivo serio e tra questi il contratto di lavoro.
    Come avviene in Inghilterra, dove effettivamente sono seri, e se un’azienda non invita lo straniero assumendosene le responsabilità, lui non entra.
    Perchè dite che l’ingresso regolare non è consentito scusate ?
    Se non c’è domanda di lavoro, non entra nessuno, questo è chiaro, ma è anche normale.
    Se io debbo riempire un bicchiere, apro il rubinetto.
    Se il bicchiere è pieno, io chiudo il rubinetto.
    Dico una sciocchezza ?
    Oppure tengo il rubinetto aperto … ?
    Ma se il rubinetto è aperto e il bicchiere è pieno, l’acqua va nel lavandino e poi, se io non apro lo scarico, allagherò il pavimento.
    Dico una sciocchezza ?
    Ora … torniamo alla realizzabilità delle cose.
    Io ho sempre avuto stima per lei, ma non ho mai apprezzato questi poemi che in realtà non tengono conto della realtà dei fatti. Questo mi pare molto tipico della sinistra italiana che brandisce un libro di ricette: “si dovrebbe fare così e dovrebbe essere così”.
    Ma se poi la realtà è diversa, se gli ingredienti non li abbiamo, che scopo ha insistere su quel libro, a meno che non vogliamo passare per “ottusi”… ?
    Qualche minuto fa ho trattato con un egiziano allo Sportello che mi ha espresso alcune interessanti problematiche su questo tema che le riporto.
    “ma queste persone di cui stiamo trattando la sanatoria in Prefettura lavorano qui ?”
    “ebbene no, naturalmente loro vanno in Francia appena ottenuto il documento”
    “capisco, Ma in Francia possono lavorare col permesso italiano?”
    “no, non possono farlo, ma il documento italiano gli permette di circolare a Parigi senza poter essere portati in Gendarmeria”
    “nessun lavoro può essere fatto col permesso italiano a Parigi?”
    “No, nessuno, ma possiamo lavorare in nero nel mercato dei lavori di muratura o imbianchinaggio, o anche pavimentazione, c’è molto lavoro a Parigi. Invece nella ristorazione ci sono più controlli e non si può assolutamente lavorare senza titolo francese”.
    “a Roma c’è poco lavoro?”
    “no, a Roma non c’è lavoro. Non c’è proprio lavoro, nulla.”
    “dove vanno, se non vanno a Parigi ?”
    “alcuni vanno in Germania, altri vanno in Inghilterra, ma siccome Shenghen non vale in GB, allora appena superato il confine escono dal furgone dove sono alloggiati e stivati e vanno dalla polizia dicendo che non capiscono la lingua”. ” e loro li accolgono” “in Inghilterra hanno tutti un sussidio minimo di sussistenza (mi pare dubbio …)”
    “ma se molti stanno qui e arrivano qui … perchè lo fanno allora ?”
    “perchè arrivare qui in barcone costa 2500 euro e dunque ci conviene pagare un imprenditore che poi si assume l’onere di assumerci pagandolo 4000 euro e poi eventualmente aspettiamo la prossima sanatoria che ci costerà il ticket di 1000 euro allo Stato come nel 2009 e nel 2012”.
    1000 euro … Pira … questo numero Le ricorda niente … ?
    “venghino, siore e siori … 1000 euro per tutti gli italiani che … etc, etc”
    Ma non sarà che dopo le elezioni europee, il ticket di Renzi lo pagherà di nuovo l’Italia con una nuova sanatoria di immigrati clandestini …?
    E con il voto amministrativo (contro cui non mi sento di fare le barricate) e poi politico, reso più veloce, il PD si rifarà con gli interessi dell’investimento …?
    Come vede, ci sono modi e modi di affrontare le tematiche importantissime dell’immigrazione, ma quello che deve contare è l’aderenza alla realtà, la ricerca della soluzione dei problemi reali dei cittadini, altrimenti quel libro di ricette serve solo a “intortare gli italiani” …
    G.M.

  4. Relativamente ai dati forniti da Pira sarebbe interessante sapere quanti tra gli immigrati hanno un lavoro e quanti sono disoccupati . Quanti di loro possono permettersi un alloggio e quanti invece vivono non si sa’ dove è non si sa’ con quali fonti di reddito . Sarebbe interessante conoscere anche il costo degli immigrati in termini di assistenza sociale e progetti finanziati alle associazioni e/o organizzazioni che si occupano di immigrazione . Infine sarebbe importante conoscere anche la percentuale di immigrati detenuti negli istituti penitenziari e qual’e’ il costo x la comunità .

  5. ringrazio il sig.Pira per l’ottimo lavoro divulgativo,mi lascia perplesso le cifre fornite che comunque non dipendono dalla sua persona.286 residenti nella zona di Prima Porta sembrano un po’ pochi vista la reale situazione.

  6. Segnalo che l’aumento degli immigrati nel XV municipio va purtroppo di pari passo al costante degrado in cui versa il municipio stesso.
    Speravo che un cambio generazionale ed una sana alternanza di governo favorisse una rinascita, ma, anche se non è passato neanche un anno dalle elezioni, pare che nulla sia cambiato.
    Segnalo al sig. Pira che l’integrazione passa anche dalla cura e dal decoro, che, non per colpa solo degli immigrati, in tantissime zone del VX è totalmente assente.
    Datevi da fare!

  7. @ Mori, Occupandoci del tema dell’immigrazione da decenni sappiamo bene che è complesso e che non può essere affrontato con slogan propagandistici per difendere la propria visione politica. Ma è un fenomeno epocale e come tale va gestito con razionalità e buonsenso. Anch’io auspico una politica unitaria europea che non lasci le frontiere in balia degli eventi. Equilibrare il rispetto dei diritti umani d ogni persona con il garantire servizi fondamentali è una sfida non facile che ha costi e che chi governa deve essere capace di gestire adeguatamente. I diritti civili e le politiche che promuovono la convivenza pacifica non devono avere colore. Si decidono anche quando no fa immediatamente comodo al consenso elettorale. Così decise in favore al voto alle donne il PCI nel 1946 pur sapendo che all’epoca poche lo avrebbero votato. Come disse De Gasperi uno statista guarda alle prossime generazioni non alle prossime elezioni.

    @Clarissa, nel Rapporto vi sono dati anche su questo . A Roma il tasso di occupazione degli immigrati è del 73,4 % e contribuiscono considerevolmente alla composizione del PIL e alla contribuzione previdenziale ( di cui in tanti poi non godono). Vi sono tanti delinquenti (furti, droga, commercio illegale) che finiscono in galera (in proporzione meno degli italiani) o vengono poi espulsi.
    @ Fragassi, i dati statistici sono dell’anagrafe comunale. Si fa riferimento alle zone urbanistiche : senza dubbio per quell’area va considerato in un solo dato , Labaro, Prima Porta, Santa Cornelia e parte della Giustiniana.
    @ Luca, concordo che la mancanza di decoro in tante zone del Municipio sia un problema. Di responsabilità di molti. Ma non credo vi sia una correlazione molto stretta tra immigrazione e mancanza di decoro. La quasi totalità degli immigrati nel XV municipio vive in case affittate con la famiglia. Vi sono zone problematiche di case poco adeguate o sovraffollate. E il problema dei senza tetto che in tutta Roma supera il numero di 6 mila e che è presente anche nel nostro territorio in maniera preoccupante.

  8. @ Pira…. gentile Vincenzo, ovviamente mi riferisco a quelle cantine affittate come fossero monolocali (da proprietari italiani), mi riferisco a quelle palazzine a dir poco fatiscenti in quel di largo sperlonga…. mi riferisco a quelle palazzine a via due ponti a dir poco raccapriccianti…..
    In tutte queste realtà si sono create vere e proprie favelas dove vivono esclusivamente immigrati, situazioni che fanno assomigliare la Cassia al Brasile, dove si alternano zone residenziali a zone di assoluto degrado (il paragone è una provocazione, ma rende l’idea…)

    Non so cosa state pensando di fare, io personalmente spero ancora che ci sia un programma, un progetto, una idea da questa giovane compagine governativa…. avete vinto nel XV municipio perché dall’altra parte vi era Alemanno, occasione più unica che rara, non gettatela al vento… chissà quando ricapiterà!

  9. @ Mori… purtroppo in Italia ci sarebbe bisogno di una destra coerente, che dice una cosa e poi la fa….. il municipio ha zone di degrado assoluto, ed è SEMPRE stato governato dal centrodestra…. una qualche responsabilità ve la volete prendere? Si tratta di onestà intellettuale.
    Negli ultimi 5 anni c’è stato anche un sindaco di destra che ha vinto proprio battendosi sui temi della sicurezza e del degrado in cui Roma è sprofondata…. i risultati purtroppo sono stati assolutamente sotto le aspettative.

  10. signor Pira, mi è capitato di ascoltare ben altri dati sia relativamente l’occupazione sia rispetto alla presenza di immigrati negli istituti penitenziari italiani . Mi risulta che quasi il 50% della popolazione detenuta sia costituita da cittadini stranieri . Se si considera però che gli stranieri rappresentano circa il 10% della popolazione il 50% di detenuti sranieri diventa un dato esorbitante . Su questo non ho un rapporto scritto , ma è un dato che ho acquisito ascoltando una trasmissione televisiva ( Porta a Porta , Ballarò .. non sò dirle con precisione ) ricordo però questi numeri perchè hanno in se un significato tragico .

  11. Le illegalità vanno sempre contrastate e combattute e serve un controllo e una attenzione che, chi di dovere deve avere. E questo riguarda i criteri di abitabilità, gli affitti irregolari e la mancanza di decoro in tante aree dei nostri quartieri. Per quel riguarda i cittadini stranieri le irregolarità si concentrano quasi totalmente nel mondo degli irregolari, sia per i reati in violazione della normativa sull’immigrazione, sia per furti o commercio illegale. Nelle grandi città, e a Roma in particolare, il numero degli immigrati condannati per furto, rapina, sfruttamento della prostituzione, produzione e commercio di stupefacenti rappresenta un quarto della popolazione carceraria; tra gli immigrati irregolari si registra un tasso di delittuosità di tre, quattro volte superiore a quello riscontrato tra i regolari: tre volte per gli omicidi, cinque volte per i furti e le rapine. Il problema della criminalità, dunque, esiste e riguarda in misura significativa gli immigrati. Alcuni dati sono certi : la clandestinità produce illegalità e aumento della criminalità. La clandestinità va combattuta ed eliminata . Particolare attenzione merita anche la questione dei Rom. A Roma si parla di circa 12 mila presenze. La maggior parte dei Rom e i Sinti che vivono a Roma non sono nomadi, ma stanziali (sebbene costretti a continui sgomberi) e aspirano ad una soluzione abitativa stabile. Ciò è dimostrato dalle centinaia di famiglie che sono in lista d’attesa nelle graduatorie per l’assegnazione di case popolari. Per giunta 5000 di loro vivono a Roma da più di trenta anni. Gli altri, semi nomadi, vorrebbero campi sosta attrezzati e sicuri in cui vivere per alcuni mesi dell’anno e avere riferimenti certi per mandare i figli a scuola e avere i servizi sociali fondamentali che a loro spettano. Di fronte a questi dati – contenuti rispetto alla percezione collettiva, ma ugualmente preoccupanti e non da sottovalutare – bisogna guardarsi da letture antropologiche di bassa lega, che tendono ad annullare le responsabilità personali e ad affermare l’esistenza di un inevitabile destino collettivo. Come affermato più volte dalle associazioni che lavorano direttamente con queste comunità, non si può utilizzare la popolazione Rom, come falso bersaglio, anziché mettere a fuoco i reali problemi delle nostre periferie. La sicurezza e la legalità siano un diritto per tutti; anche per Rom e Sinti. Chi commette reati sia sanzionato secondo le leggi ma non criminalizziamo un intero popolo. L’immigrazione è un fenomeno epocale che ha bisogno strategie e di leggi più complesse ed adeguate. L’Italia ha bisogno sempre più di qualificare la permanenza degli immigrati e per questo le regole devono prevedere tempi lunghi di formazione/integrazione e diminuzione della rotazione.

    É indispensabile favorire una evoluzione culturale tesa a correggere l’errore di ritenere l’immigrato estraneo alla “collettività da difendere”, vederlo sempre come “estraneo”, e cristallizzare ciò finendo in tal modo per escludere proprio “ciò” che va “incorporato”.

    L’obiettivo supremo di tutela dell’integrità della persona non può cedere alle faziose ideologie di esigue minoranze che per vari motivi cercano di imporre timore, paura, strumentalizzazione per fini elettorali.

    Coniugare con equilibrio l’esigenza di salvaguardare i diritti costituzionali e l’esigenza della sicurezza non è un compito facile.

  12. @ Vincenzo Pira….. premesso che non ho nessun pregiudizio verso gli immigrati, mi piacerebbe sapere quali sono le attività che intende mettere in piedi il municipio per contrastare, come da lei riportato, “gli affitti irregolari e la mancanza di decoro in tante aree dei nostri quartieri”…. per intenderci ed essere espliciti, è prevista una attività atta a debellare finalmente la situazione in quel di Via Gradoli? Come pensate di migliorare la zona di Largo Sperlonga? E via Pirzio Biroli?
    Insomma che state facendo? Ovviamente può anche rispondere che non state facendo nulla perchè va tutto bene!
    Grazie.

  13. LucaV, forse non sa che non ricopro nessun ruolo nell’Istituzione municipale. Sono un cittadino che si occupa di politica e pro tempore coordino le attività di promozione e partecipazione nei circoli del PD. Quindi come lei propongo, critico, chiedo a chi è stato eletto di amministrare efficientemente il governo del territorio. Nella programmazione del 2014 vi è la volontà di investire nel decoro urbano e in politiche urbanistiche, sociali e culturali che contribuiscano a superare le criticità che lei cita. Accompagneremo le deliberazioni presentate affinché diventino progettualità concreta con scadenze definite. Su questo valuteremo anche come partito la coerenza e l’efficacia dell’amministrazione e faremo presenti le nostre considerazioni sia ai consiglieri che ci rappresentano in maggioranza sia alla giunta esecutiva. Nell’ottica di contribuire a migliorare l’amministrazione che ci auguriamo riesca nella difficile situazione locale e più globale ad avere le risorse finanziarie necessarie per investimenti che vadano oltre l’ordinaria amministrazione.

  14. Per Pira la matematica è un’opinione… tra Regina Coeli e Rebibbia i reclusi sono 2766 (dati di gennaio 2014) e gli stranieri sono quasi 1300, quindi sono la metà della popolazione carceraria ,non un quarto.. Immigrati regolari o irregolari, rom, sinti , detenuti in carcere o semilibertà,ecc….ma perché non si è capaci di dire cosa c’è dietro tutto questo??? C’è solo BUSSINESS!!! SOLO SOLDI … tutta gente che ci vive e ci guadagna sopra quella gente, mascherandosi dietro parole come fratellanza,uguaglianza,lotta al razzismo (che fa comodo solo a loro..) . Ma perché non provate ad essere trasparenti e dire quanto costa al giorno ad ogni contribuente italiano ospitare tutta questa gente?? Questi sono i veri segreti di stato!!! se gli italiani conoscessero le vere cifre , inorridirebbero… e poi si inc@@@bbero di brutto.. Quello che poi chiede il sig. Luca è utopico,perchè è diretto a chi non sta facendo nulla perché tali sono,il nulla.

  15. @Ferri sempre per opinare la percentuale giusta dei suoi dati è il 46,999, che è meno della metà. Le sue conclusioni invece sono appunto un’opinione e per quel che posso opinare poco documentate e inutilmente e superficialmente polemiche.

  16. @ Pira, io ho detto la metà, e il 46,999% ci si avvicina molto a differenza di quel 25% da lei riportato. Se le mie conclusioni sono opinabili,perchè non lo fa?? perché non dice chi sono le organizzazioni o cooperative che hanno il monopolio dell’assistenza agli immigrati??? ci esponga le cifre?? ci dica quale peso economico grava pro capite per ogni immigrato che viene ospitato da noi, perché siamo tutti bravi a parlare e solidarizzare ma poi bisogna fare i conti con i costi.

  17. @ Vincenzo Pira, non sapevo non ricoprisse nessun ruolo nell’Istituzione municipale, me ne scuso.
    Per quanto riguarda invece il suo Post che riporto “Nella programmazione del 2014 vi è la volontà di investire nel decoro urbano e in politiche urbanistiche, sociali e culturali che contribuiscano a superare le criticità che lei cita”, è evidente la vaghezza che lascia trasparire solo delle buone intenzioni e nessun piano concreto.

    Altri 5 anni di perdita di tempo con il degrado che continuerà ….. un sentito ringraziamento all’amministrazione del municipio e della città!

  18. @ Ferri, non ho sottovalutato il problema dell’illegalità e lo stesso Rapporto che ho commentato lo affronta con responsabilità e oggettività. Comunque ciò non cancella e non giustifica chi continua a dire che gli immigrati sono solo un problema e che li difende lo fa per interesse economico personale. Gli immigrati, rileva il Dossier annuale di Caritas/Migrantes, assicurano allo sviluppo dell’economia italiana un contributo notevole: sono circa il 10% degli occupati come lavoratori dipendenti, sono titolari del 3,5% delle imprese, incidono per l’11,1% sul prodotto interno lordo (dato del 2008), pagano 7,5 miliardi di euro di contributi previdenziali, dichiarano al fisco un imponibile di oltre 33 miliardi di euro. Il rapporto tra spese pubbliche sostenute per gli immigrati e i contributi e le tasse da loro pagati (2.665.791 la stima dei dichiaranti) va a vantaggio del sistema Italia, specialmente se si tiene conto che le uscite, essendo aggiuntive a strutture e personale già in forze, devono avere pesato di meno. Secondo le stime riportate nel Dossier le uscite sono state valutate pari a circa 10 miliardi di euro: (9,95): 2,8 miliardi per la sanità (2,4 per gli immigrati regolari, 400 milioni per gli irregolari); 2,8 miliardi per la scuola, 450 milioni per i servizi sociali comunali, 400 milioni per politiche abitative, 2 miliardi a carico del Ministero della Giustizia (tribunale e carcere), 500 milioni a carico del Ministero dell’Interno (Centri di identificazione ed espulsione e Centri di accoglienza), 400 milioni per prestazioni familiari e 600 milioni per pensioni a carico dell’Inps. Le entrate assicurate dagli immigrati, invece, si avvicinano agli 11 miliardi di euro (10,827): 2,2 miliardi di tasse, 1 miliardo di Iva, 100 milioni per il rinnovo dei permessi di soggiorno e per le pratiche di cittadinanza, 7,5 miliardi di euro per contributi previdenziali. Va sottolineato che negli anni 2000 il bilancio annuale dell’Inps è risultato costantemente in attivo (è arrivato a 6,9 miliardi), anche grazie ai contributi degli immigrati. Per ogni lavoratore, la cui retribuzione media è di 12.000 euro, i contributi sono pari a quasi 4.000 euro l’anno. Per l’opinione e per precisione, appunto.

  19. @ Pira,cerchi di non rigirare il cetriolo… Non se ne esca con cifre che non hanno al cun riscontro oggettivo : ma dove vive?? vada in giro per gli ospedali e veda chi paga e chi non paga i ticket, vada per gli asili pubblici e veda quanti bambini sono italiani e quanti stranieri, vada a vedere le graduatorie delle case popolari e dica in quale posizione in graduatoria occupa il primo italiano, e potrei continuare… Poi veda ad esempio quanti parenti anziani si sono ricongiunti con i regolari e prendono la pensione sociale (540 € mensili) dall’Inps senza aver mai versato un euro.. ma di cosa sta parlando??? Quando dice che la clandestinità deve essere sempre combattuta, dica come vuol fare, aprendo le frontiere a tutti,come avete voluto finora?? Ho l’impressione che parecchi di voi non vivano la vita reale…

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