Home ATTUALITÀ Potabilità acqua Roma Nord, Gramazio-Quarzo-Leli (FI): “E’ allarme sociale”

Potabilità acqua Roma Nord, Gramazio-Quarzo-Leli (FI): “E’ allarme sociale”

“E’ allarme sociale a Roma Nord, ben 7 acquedotti che riforniscono le case di migliaia di cittadini dei Municipi XV e XIV sono avvelenati da arsenico”. Lo comunicano in una nota congiunta Vincenzo Leli, presidente del club Forza Italia XV Municipio, Luca Gramazio e Giovanni Quarzo, rispettivamente capigruppo di Forza Italia in Regione Lazio e Roma Capitale che chiamano in causa il Presidente Zingaretti, il sindaco Marino e i presidenti dei Municipi XVI e XV, Valerio Barletta e Daniele Torquati.

“La segreteria del nostro club nel XV Municipio – si legge nel comunicato – è stata letteralmente presa d’assalto dalle telefonate di persone in cerca di informazioni sulla potabilità dell’acqua, dal momento che, a parte una piccola nota apparsa in fondo al sito del Comune di Roma, c’è stata solo ‘acqua in bocca’ da parte di chi governa Roma e i Municipi XV e XV, trattando un problema così grave per la salute pubblica dei cittadini con una leggerezza che ha dell’incredibile”

“E’ passata quasi una settimana tra il momento in cui è stata notificata l’ordinanza di Marino e il giorno in cui è stata divulgata peraltro con modalità ed efficacia discutibili. I problemi di Marino con il Governo Renzi non possono e non devono offuscare le esigenze e la salute dei cittadini”, precisa la nota.

“Auspichiamo – hanno concluso Gramazio, Quarzo e Leli – un immediato intervento del Presidente Zingaretti, del sindaco Marino e dei Presidenti dei Municipi Torquati e Barletta, da una parte per divulgare il più presto possibile in maniera adeguata la reale situazione sanitaria e dall’altra a mettere in moto l’agenzia regionale Arsial per un sollecito approvvigionamento di acqua non avvelenata, pensando che in questo preciso momento ci sono migliaia di famiglie con bambini e anziani in serio pericolo. Molto probabilmente ignari di tutto”.

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21 COMMENTI

  1. È inaudito che la gente debba venire a saperlo dalla stampa locale…. Bene avete fatto a segnalarlo ad ogni modo

  2. Il caso è grottesco, il 99% dell’utenza coinvolta era già al corrente da tantissimo tempo della non potabilità degli acquedotti Arsial. Tutto la notizia si regge su un’ordinanza pubblicata dall’Arsial anche per dirimere la questione con l’Acea, che deve prendere in carico gli acquedotti da quando esiste l’Ato 2, si rifiuta di farlo nello stato in cui versano, chiedendone prima la messa a norma, cosa che l’Arsial non può fare dato le esigue risorse di cui dispone. Ora la notizia divulgata in tal modo ha destato tanto scalpore anche perchè i giornali hanno voluto comprendere territori urbani e quartieri che niente hanno a che vedere con questa vicenda e naturalmente se ne è usato il contenuto in termini politici. Puttanate italiane, ma quando cambieremo?

  3. ““E’ allarme sociale a Roma Nord, ben 7 acquedotti che riforniscono le case di migliaia di cittadini dei Municipi XV e XIV sono avvelenati da arsenico”
    Questa frase oltre ad essere falsa è scorretta. Forse si può trattare di procurato allarme. Credo sia opportuno da parte nostra andare fino in fondo a questa vicenda.

    Cordiali Saluti

    Daniele Torquati
    Presidente Municipio Roma XV
    http://www.danieletorquati.it
    daniele.torquati@comune.roma.it

  4. Come al solito Torquati è in confusione totale (ognuno ha i suoi “pregi”…) : se , come attesta l’Arsial , i cittadini interessati di Roma nord ne sono al corrente da ben DUE ANNI, il reato di procurato allarme è proprio da parte della loro amministrazione di sinistra. Se da sabato la gente è preoccupata e da la caccia alle confezioni di acqua minerale nei supermercati, la colpa è proprio di quell’ordinanza. p.s. : più che procurato allarme, sembra un’operazione commerciale… chissà, forse qualcuno ci guadagnerà !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. TORQUATI: “E’ allarme sociale a Roma Nord, ben 7 acquedotti che riforniscono le case di migliaia di cittadini dei Municipi XV e XIV sono avvelenati da arsenico”

    LELI: Caro presidente nella nota diffusa dal dipartimento competente sul sito comune.roma.it si parla senza tanti fronzoli di “DIVIETO di utilizzare l’acqua per il consumo umano (uso alimentare e igiene personale e ogni altro utilizzo) nelle zone dei Municipi XIV (ex 19°) e XV (ex 20°), servite dagli acquedotti Malborghetto, Camuccini, Piansaccoccia, Monte Oliviero, Santa Maria di Galeria, Brandosa, Casaccia-S.Brigida”. Si parla pertanto, fino a prova contraria di ben 7 acquedotti, se la matematica non è un’opinione.

    Per quanto riguarda l’avvelenamento la nota, sempre diffusa grazie all’ordinanza del TUO sindaco Ignazio Marino, specifica che:  i suddetti acquedotti “versano in uno stato tale da richiedere il risanamento di essi da parte di Acea Ato 2”. E poco dopo, sempre nel medisimo documento viene spiegato il perché: “L’Azienda Usl Roma C, a seguito dell’effetuazione di apposite analisi (…) ha evidenziato che gli acquedotti di cui trattasi presentano acqua con caratteristiche chimiche e batteriologiche non adatte al consumo umano a causa del superamento dei valori di parametro prescritti di cui al D.Lgs n. 31/2001”.

    Nel nostro comunicato stampa per cui come vedi non ci siamo inventati nulla, ma era tutto contenuto nell’ordinanza firmata dal sindaco.

    Per quanto riguarda l’arsenico, la presenza nei suddetti acquedotti del noto elemento chimico velenoso per l’organismo umano è riportata in decine di articoli che fanno riferimento ad un problema in realtà annoso che le autorità e le istituzioni competenti conoscono da anni. Se occorre ho un elenco di link molto lungo, si va dai siti dei comitati di quartiere fino ai siti d’informazione di Rai, Mediaset e giornali nazionali. Credo che a questo punto vorrai imputare il reato di procurato allarme a tutti questi media.

    Per quanto riguarda le “migliaia di cittadini” la nota di Antonio Rosati, commissario straordinario dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio (Arsial) parla di “mille utenze tra il comune di Roma e quello di Fiumicino”. Mille utenze, considerando una media minima di almeno due-tre persone per utenza trattasi ragionevolmente di almeno qualche migliaio di cittadini, tralasciando statisticamente le famiglie numerose. Per non parlare dell’impiego agricolo dell’acqua sulle verdure e sulla frutta che tutti i giorni mangiamo.

    Per quanto riguarda l’allarme sociale di cui parlo credo che sia sotto gli occhi di tutti lo sfinimento manifestato, sia sui social network, che in strada, nei supermercati e via telefono, di tantissimi cittadini esasperati nel non avere notizie certe, comunicazioni corrette, oltre a, come evidenzia lo stesso editoriale di Vcb, un “inconcepibile e ingiustificabile il ritardo con il quale l’ordinanza del sindaco Marino, firmata venerdì 21 febbraio, sia stata resa nota alla cittadinanza solo dopo sette giorni, venerdì 28 febbraio”. 

    Punto per punto ogni passaggio è stato spiegato e dimostrato, caro Torquati. Forse sarebbe stato il caso di utilizzare la stessa chiarezza nella comunicazione con i cittadini da parte del primo cittadino e dei suoi sottoposti.

    Più volte abbiamo chiesto udienza al Presidente (almeno 3 negli ultimi mesi) e tra gli argomenti sul tavolo avremmo sicuramente portato anche le decine di cartelle stampa sull’avvelenamento degli acquedotti in alcune periferie del municipio, a partire dal “Camuccini”. Chiedo a questo punto, visto che il presidente Torquati decide di andare contro la linea del SUO stesso sindaco, minimizzando le parole chiare di una ordinanza, le sue dimissioni con effetto immediato. Tanto più che il sito del Comune accorgendosi dell’errore di valutazione posta ora la notizia dell’acqua in prima pagina in evidenza. Altro che minimizzare… Se non arriveranno le dimissioni (o a questo punto una risposta ufficiale alle mie richieste di incontro, attraverso questo blog, con una data precisa e ben definita) organizzeremo una manifestazione di protesta sotto il Municipio invitando tutta la stampa.

    Cordiali saluti
    Vincenzo Leli

  6. Torquati: studia prima di minacciare….!!!! E’ un pericolo inesistente ??? Ha suscitato un allarme immotivato??? E’ un problema di piccola rilevanza ???
    Da Wikipedia
    “Per procurato allarme si intende il compimento di atti che fanno scattare le procedure di emergenza senza che vi sia la presenza di un reale pericolo, da casi di piccola rilevanza (ad esempio: l’utilizzo di un segnalatore di incendio in una scuola, senza la presenza di un incendio) a fatti di maggiore impatto sociale. Si tratta di un reato contravvezionale.
    Codice penale italiano Art. 658 – Procurato allarme presso l’Autorità –
    Chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l’autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l’arresto fino a sei mesi o con l’ammenda da euro 10 a euro 516.”

  7. Se il ragionamento di Torquati è fondato, allora dovrebbe denunciare il Sindaco Marino che, con l’ordinanza, ha “procurato allarme”…..

  8. Se la logica che da due anni si conosce la non potabilità dell’acqua ed io lo posso confermare in quanto utente dell’ acquedotto Casaccia, allora dove si riscontra il procurato allarme se non in un ordinanza che poteva essere fatta tramite bolletta aggiungendo il comunicato come è stato fatto sino ad ora, invece di fare super comunicati di divieto??Oltre tutto con evidente ritardo di trasmissione!
    Se la situazione, rispetto a prima fosse cambiata in peggio lo avrei capito, ma visto che con questo problema di reti vecchie e ora contaminate ci si convive da ormai 15 anni a che serve? Quello che serve a mio avviso, dopo 15 anni è la fine di questa storia, cioè mettere in opera i cantieri e risanare gli acquedotti per farci tornare nel mondo attuale, dal terzo mondo in cui siamo.
    Senza fogne senza acqua, senza luci per strada, e ultimamente anche senza strada viste le buche.

  9. @ DECIO MERIDIO e ANGELA ATENE

    …e voi fareste bene a leggere meglio a quale proposito Torquati ha parlato di “procurato allarme”: Gramazio-Quarzo- Leli, che parlano di “ben 7 acquedotti che riforniscono le case di migliaia di cittadini”, hanno effettivamente suscitato allarme. Certo, non “presso l’Autorità, o presso enti o persone che esercitano un pubblico servizio” (e per questo motivo non si concretizza la previsione della fattispecie incriminatrice), ma presso i cittadini sì.

  10. Gentile Diamente ritengo che mettere in ALLARME i cittadini sia un dovere e non una colpa; se si legge l’Ordinanza del Comune si scopre che
    – nel 2011 l’ARSIAL ,a proposito della presenza di ARSENICO, invita il Sindaco di Roma a prendere provvedimenti…..
    – nel 2012 il Comune chiede all’ARSIAL la conferma dell’elenco delle strade del XV Municipio servite dai suoi acquedotti………..
    – nel 2013 l’USL comunica che la qualità dell’acqua non è idonea, per il superamento dei parametri, al consumo umano…..
    – nel 2014 viene proibito l’uso dell’acqua………..
    QUATTRO ANNI PER DIRE AI CITTADINI CHE L’ACQUA CHE ARRIVA NELLE LORO CASE NON PUO’ ESSERE BEVUTA O USATA PER L’IGIENE!
    Forse l’allarme doveva essere dato nel 2009, anno in cui si sono fissati per legge i valori massimi di arsenico che può contenre l’acqua potabile.

  11. @ Diamante, senza voler offenderla, ma conosce il detto “A lavare la testa all’asino, si perde il tempo, l’acqua ed il sapone!” Mi scusi,ma a questo punto non si può pensare altro… Cerchi di seguirmi nel ragionamento : a cosa serve fare un’ordinanza nei confronti di circa 2.000 cittadini che da DUE ANNI conoscono bene quella situazione e si comportano di conseguenza??? La stessa Arsial ammette candidamente che forse non era il caso di farla, dicendo che hanno sbagliato la forma. Il procurato allarme parte proprio con l’ordinanza sindacale e, il suo caro presidente,come al solito, supinamente si è adeguato .
    Si convinca del fatto che i signori che lei difende a spada tratta, NON SONO IN GRADO DI AMMINISTRARE ed ogni giorno anellano azioni nefaste e magre figure.
    So bene che non lo farà, e si continuerà a perdere tempo,acqua…

  12. @ ROBIN HOOD

    Un conto è informare, un altro lo è il mettere in allarme, soprattutto quando vengono messe in agitazione senza motivo migliaia di persone: non tutto il nostro Municipio, ma “solo” 500 nuclei familiari sono interessati dal provvedimento. “Solo” l’ho messo tra virgolette, non per minimizzare la portata del problema, ma per sottolineare che, appunto, è un problema circoscritto.
    Certamente i cittadini avrebbero essere avvisati anni fa, appunto – come giustamente ha evidenziato nel Suo post – già nel 2011. Proprio per questo motivo mi irrita enormemente l’uso strumentale che l’attuale opposizione, municipale e non solo, sta facendo della questione: Gramazio, Erbaggi, Giacomini&c (ho letto anche il loro comunicato) dove stavano nel 2011?

  13. a me piacerebbe sapere perchè è stato dato un allarme dal Sindaco se non c’era un allarme ma un’annosa peoblematica già a conoscenza delle famiglie investite dal problema. Poi gradirei sapere come sia possibile che siano anni che dei cittadini, nonchè contribuenti, non abbiano l’acqua potabile in casa…. io sono esterrefatta…. così, a titolo di cronaca, vorrei porre l’attenzione che con il R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 fu di fatto sancito il diritto universale (inteso come diritto di tutti i cittadini) all’acqua potabile. A 78 anni di distanza questo diritto è ancora negato ad alcuni….

  14. @ NICO FERRI
    Tranquillo, non mi offendo, il proverbio lo conosco benissimo: sa quante volte ho avuto la tentazione di citarlo io leggendo i suoi post?
    Mi consola, però, stavolta, che lei ammette che addirittura l’ordinanza in questione (che Torquati ha definito “cautelativa”) era superflua. Insomma, un mero scrupolo.
    Glielo spiega Lei – visto che l’ha capito – a Leli, Gramazio, Quarzo, ed al Suo amico Erbaggi, a Giacomini, ad Antoniozzi, i quali invece parlano di avvelenamento e descrivono scenari da Armageddon?

  15. Gentile Diamante: 500 “nuclei familiari” equivalgono a circa 1.500 persone; non c’è alcun “attacco politico” o uso strumentale del problema, è nell’ordinanza stessa l’allarme procurato: quando il Sindaco scrive che molte (o per lei poche) famiglie stanno bevendo acqua all’arsenico.
    Lo reputa un avviso “allarmistico” oppure dobbiamo fare anche questa volta “finta di niente” solo per non offendere Torquati ???

  16. @ ANGELA ATENE
    L’ordinanza sindacale è stata emanata “sulla base dei principi di massima PRECAUZIONE” – vedi testo pubblicato anche da VCB -; inoltre (mi sembra di averlo sentito o letto da qualche parte) il Presidente del Municipio ha spiegato che l’ordinanza aveva avere carattere “cautelativo”. Se la gente capisce altro, forse la colpa è di chi “soffia sul fuoco”: certi comunicati allarmistici, a mio parere, sono stati determinanti.
    Non si tratta di “non offendere Torquati”, gentile Angela, si tratta di presentare le cose come stanno: non c’è ragione di dare addosso al Presidente del XV, soprattutto a motivo di considerazioni di cui faccio copia e incolla dall’altra discussione e che riporto di seguito.

    Nella premessa al dispositivo del provvedimento della Commissione Europea del 2010
    ( http://www.cittadinanzattiva.it/files/riferimenti_normativi/consumatori/acqua/deroga_qualit%C3%A0_acque_Commissione_europea.pdf )

    si dice che “prove scientifiche….dimostrano che taluni valori” di arsenico “più elevati sono accettabili per un periodo di tempo limitato SENZA RISCHI per la salute umana”, tanto che, proprio in base a questo, la Commissione Europea aveva concesso la deroga per uno o due anni (a seconda delle zone).

    Ora, fermo restando che, scaduta la deroga, ci si doveva muovere tempestivamente, mi dite quale rischio per la vita di noi cittadini (anzi, di alcuni, e non di tutti gli abitanti del Municipio, come allarmisticamente insistete a voler far credere) può essere sorto per i 7 giorni (sette giorni!!) di ritardo che sono intercorsi tra la firma dell’ordinanza e la sua pubblicazione???
    Vi rendete conto che nessuna responsabilità può essere addossata a Torquati e Barletta?
    E…dove eravate voi fino ad oggi, dal momento che l’ordinanza avrebbe dovuto semmai essere emanata già nel 2011??
    Ah, sì, eravate a fare i consiglieri e gli assessori di maggioranza, con Giacomini Presidente ed Alemanno Sindaco (quello che avrebbe dovuto fare l’ordinanza).

  17. @ Diamante, sa qual è il fatto fondamentale?? che l’ordinanza in questione era superflua ancor prima che la mente e-cce(l)sa di Marino la partorisse e firmasse. E lo sapevano bene gli amministratori precedenti che , giustamente non la fecero : ora lei e i suoi amministratori volete buttare il fumo negli occhi ai romani per distoglierli un attimo dai gravi problemi che li affliggono e questo perchè loro non hanno alcuna capacità risolutiva. Ora che è stato anche commissariato da Renzi (perché è questo che è accaduto) , il sindaco vuol far vedere di essere un decisionista, ma la realtà è che i suoi predecessori , a costo di non essere rieletti (cosa poi puntualmente accaduta), hanno trovato la soluzione per i 12 MILIARDI E 430 MILIONI DI DEBITO LASCIATI DALLA SINISTRA, mentre il sor Ignazio Roberto Maria Marino sta mandando in fallimento la capitale per qualche centinaio di milioni di euro (per la maggior parte creati da lui in pochi mesi).
    Se lei e Torquati minimizzate i rischi riportando anche il provvedimento della comunità europea, per quale motivo è stata accettata supinamente quest’ordinanza che riguardava da vicino il nostro municipio?? Perché il suo caro presidente invece di minacciare gli esponenti del centrodestra per procurato allarme,non ammette pubblicamente che è stato il suo caro sindaco a combinare tutto il pandemonio?? non ha gli attributi per farlo o ha paura di rovinare la sua personale carriera politica,peraltro già compromessa ??
    Una domanda però mi piacerebbe fare ai miei concittadini che da anni si trovano in questa deprecabile situazione : ma l’Arsial vi manda anche le bollette dell’acqua ed ha il coraggio vergognoso di chiedervi anche dei soldi?? Spero che siano state rimandate al mittente.

  18. @ Diamante
    Dal momento che nessuno va a leggersi le norme emanate dalla CE o i rapporti dell’ARDIS o ARPA sullo stato dell’Ambiente e dell’Acqua, informare i cittadini è un PRECISO COMPITO di Governo, Ministeri, Sindaci o Presidenti. In questo caso c’è stato un gravissimo e colpevole ritardo da parte di tutti gli amministratori a partire dal 2009 (si badi bene che le proroghe concesse dalla CE riguardavano valori di Arsenico non superiore a 20yg/L e solo nel caso di consumo di acqua NON CONTINUATIVO). L’Arsenico si trova in natura specie nei terreni di origine vulcanica ma la sua presenza può derivare anche dall’inquinamento di tipo industriale responsabile di gravissime patologie e dell’aumento della mortalità infantile.
    Poichè con la salute non si scherza i residenti di Roma Nord andavano già dal 2009 informati sia sul contenuto delle analisi che sui possibili rischi a cui andavano incontro mentre sarebbe stato preciso compito degli amministratori di trovare una immediata soluzione al problema. Cinque anni di inattività e disinformazione.

  19. @diamante
    Noi del Nuovo Centrodestra contestiamo al sindaco Marino in primis e a seguire ai suoi “sottoposti” (perché di questo si tratta purtroppo) una gestione della comunicazione ridicola che ha mandato nel panico TUTTA la cittadinanza… Sono io, come io miei colleghi, che stiamo rispondendo a centinaia di persone per tranquillizzarle perché NESSUNO aveva comunicato come stavano le cose e le leggevano solo su tutte le testate giornalistiche.

    Nessuno di noi (forse sbaglia partito) ha mai dichiarato che la salute dei cittadini è a rischio anche se dovrà ammettere che la situazione si è inasprita : da non potabilità dell’acqua a totale divieto di consumo per la persona!

    Infine se avesse letto (almeno lei! Il paladino del presidente Torquati! ) l’ordinanza avrebbe notato che le note della ASL sono tutte del 2013….

    Buona giornata

  20. Presidente Torquati è procurato o mancato allarme?

    LE INCHIESTE
    Sullo sfondo di questa vicenda, c’è anche un altro aspetto. Quello giudiziario. In Procura c’è già un fascicolo, in cura al gruppo Pubblica amministrazione, sul caso. Una delle ipotesi di reato potrebbe essere quella di mancato allarme. Le domande a cui sta cercando di rispondere il pm Maria Letizia Golfieri sono chiare: perché il sindaco ha aspettato sette giorni prima di rendere pubblica l’ordinanza con di divieto per l’acqua all’arsenico presente negli impianti Arsial? E, soprattutto, perché i risultati della Asl sull’acqua batteriologicamente e chimicamente compromessa, già disponibili dal 17 dicembre, non si sono immediatamente tradotti in un adeguato avviso ai cittadini dei Municipi XIV e XV? Oltre a questa inchiesta, la Procura ha aperto un fascicolo esplorativo a proposito delle presunte responsabilità di Arsial nella gestione delle rete idrica, «molto superficiale», per dirla con il capogruppo di FI alla Pisana, Luca Gramazio.

    da il Messaggero
    Domenica 09 Marzo 2014 – 11:38
    Ultimo aggiornamento: 11:43

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