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Di strada in strada per le strade allagate di Roma Nord

fg120.jpgIl nubifragio della scorsa notte e la pioggia abbondante caduta per l’intera giornata di venerdì 31 gennaio hanno provocato danni gravissimi in tutta Roma Nord. Già nella mattinata Via Taormina allagata impediva il transito verso Via Panattoni tagliando le comunicazioni con il Villaggio dei Cronisti. I fossi della Rimessola e quello dell’Acqua Traversa, che in genere non hanno più di 20-30 centimetri d’acqua, sono esondati trascinando sull’asfalto uno spesso strato di fango e accumulando sulle sponde montagne di rifiuti e detriti.

Nel pomeriggio, a bordo di un fuoristrada, abbiamo percorso alcune strade di Roma Nord documentando una situazione davvero difficile; chiusa Via dei Due Ponti a causa dell’allagamento del sottopasso della Via Flaminia. Allagate le campagne attorno, i campi da golf e un vivaio.

Il fosso della Crescenza, ingrossato in maniera impressionante, ha provocato il cedimento di alcuni tratti di sponda che hanno riversato nelle acque tumultuose ingenti quantità di fango.

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Le campagne che costeggiano Via Salk sono sommerse mentre il Rio Cremera-Valchetta si è trasformato in un minaccioso fiume; la situazione più drammatica a Prima Porta, come documentato nei nostri precedenti servizi.

Qui il transito è consentito solo con fuoristrada mentre Carabinieri e Protezione Civile vigilano sulle auto che si avventurano nell’acqua alta almeno 60-70 centimetri. Dalle finestre dei piani rialzati i residenti osservano sconsolati garage e giardini allagati.

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Grandi pozze sono presenti su Via di Grottarossa e su Via della Crescenza dove fango e ghiaia sono scivolati sull’asfalto.

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Una situazione gravissima che denota purtroppo un totale stato di abbandono del nostro territorio; sebbene siano caduti tra i 90 e i 130 millimetri d’acqua nelle ultime 24 ore è evidente che il sistema di raccolta delle acque meteoriche è inadeguato come inadeguate sono le opere idrauliche e le attività di manutenzione.

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A testimoniarlo soprattutto i fossi che in poche ore si sono trasformati in torrenti impetuosi trascinando tonnellate di fango e detriti; segno evidente che la cementificazione impedisce un corretto drenaggio delle acque piovane.

Francesco Gargaglia

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