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Al Ghione in arrivo i Piccoli per Caso di Roma Nord

ghione.jpgIl Teatro Ghione di via delle Fornaci, 37 (zona San Pietro) ospiterà dal 18 febbraio al 2 marzo “Pinocchio”, uno spettacolo che ripropone sul palcoscenico la favola che Collodi, all’anagrafe Carlo Lorenzini, pubblicò 133 anni fa. Sulla scena, accanto a Pino Ammendola, ci  saranno i “Piccoli per Caso”, la prima compagnia di bambini e ragazzi professionisti d’Italia. Molti di loro sono nati e cresciuti a Roma Nord, fra la Cassia e Vigna Clara. Abbiamo incontrato Veruska Rossi che, insieme a Guido Governale, cura la regia della rappresentazione.

“C’era una volta…un pezzo di legno”: questo l’incipit della favola che racconta le vicende del burattino che, in un modo o nell’altro, si ficca sempre nei guai. Un capolavoro, un’opera immortale e suggestiva, capace di parlare tanto ai bambini quanto agli adulti, un romanzo di formazione, un classico che è stato tradotto in più di 240 lingue e rappresentato in tutto il mondo.

Lungo la sua strada, che inizia nella bottega di Geppetto, Pinocchio incontra moltissimi personaggi, come Mangiafuoco, il Gatto e la Volpe, e il suo compagno di disavventure Lucignolo.

Fondamentalmente buono, Pinocchio è però incline alla menzogna  e si lascia trascinare dalle cattive compagnie. Fra guardie e briganti, il burattino viene guidato e consigliato dal Grillo Parlante, un grosso grillo “paziente  e filosofo”, e curato amorevolmente dalla Fata Turchina, la quale, fra le altre, pronuncia la celeberrima frase: “le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito! Perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo…”

Sul palco del Teatro Ghione, grazie anche alle musiche di Edoardo Bennato,  prenderà vita una rilettura moderna dell’opera di Collodi; la rappresentazione riproporrà gli scontri e le bugie, i colpi di scena, le fughe improvvise e gli amori segreti che caratterizzano in modo così particolare e poetico questo romanzo, che ha alle spalle più di un secolo di vita e dalla sua milioni di lettori e di spettatori entusiasti e appassionati.

Napoletano, 62 anni, con un curriculum vitae che è complicatissimo riassumere, Pino Ammendola – attore poliedrico, raffinato autore e insuperabile doppiatore – è il protagonista del “Pinocchio” che sarà in scena al Teatro Ghione e che prevede anche una speciale apparizione video di Giorgio Albertazzi.

Ammendola sarà affiancato dai Piccoli per Caso, la compagnia che con i suoi spettacoli precedenti – lo struggente “Cuore di Neve”,  il poetico “L’Isola che non c’è” e il delicato “Love Letters”- ha già collezionato più di quindicimila (leggasi 15.000!) spettatori. Niente male per trenta bambini e ragazzi di età compresa fra gli otto e i diciassette anni, no? Se, poi, aggiungiamo che molti di questi “piccoli” attori sono nati e cresciuti a Roma Nord, un po’ di orgoglio “partigiano” ci sta tutto, no?

VignaClaraBlog.it ha quindi incontrato Veruska Rossi che, insieme al suo socio Guido Governale, ha messo in piedi e dirige – con la saggezza del Grillo Parlante e con l’amorevolezza della Fata Turchina, si potrebbe dire – la compagnia dei Piccoli per Caso.

A colloquio con Veruska Rossi

Veruska, come e quando nasce il progetto “Piccoli per Caso”? Il progetto nasce nel 2009 quando io e Guido Governale abbiamo sentito l’esigenza di creare una compagnia di “giovanissimi” attori e dare loro uno spazio concreto nel panorama teatrale italiano, come avviene all’estero. L’idea è quella di ribaltare la consuetudine, ormai radicata negli spettacoli proposti dalle varie compagnie, per la quale il ruolo dei giovani spesso è marginale se non inesistente, aprendo così una finestra su un mondo nel quale tutti abbiamo vissuto, ma che pochi ricordano.

Il primo grande successo arriva nel 2010 con lo spettacolo “Cuore di Neve”, una storia vista attraverso gli occhi di un bambino, uno spettacolo recitato dai piccoli che parla agli adulti. Il successo si ripete con “L’isola che non c’è” e “Love Letters”.

Un elemento costante delle vostre rappresentazioni è far recitare i giovani con attori affermati: qual è l’alchimia che ne nasce? In qualità di autori ci appassiona molto scrivere o adattare storie che raccontino il rapporto adulto-bambino. Uno spettacolo può insegnare molto e a noi interessa che i bambini e i ragazzi possano parlare di come loro vedono il mondo dei grandi. Con la loro verità e le loro emozioni.

In qualità di registi affidiamo i ruoli degli adulti ad attori affermati che possano dare un contributo professionale e umano. Diventa così uno scambio di esperienze. Uno scambio di vita. Poi, il teatro è magia non solo sul palcoscenico ma anche dietro le quinte, dove si diventa una grande famiglia e dove non esiste più l’età ma semplicemente la persona. Scusate questo è il mio lato romantico!

Abbiamo avuto il grande onore di far lavorare la compagnia con Valeria Valeri ne “L’isola che non c’è” e sempre con Valeria Valeri e Paolo Ferrari in “Love Letters”, messo in scena di recente sempre al Teatro Ghione. Un ‘esperienza unica dove la storia del teatro ha incontrato quello che, spero, sarà il “futuro” del teatro.

I piccoli sono restati ipnotizzati dalla grandezza di questi attori. Hanno preso insegnamento da loro e si sono affidati ai loro consigli. Questa è anche un’occasione della quale i giovani possono approfittare per riscoprire il teatro e la sua storia. La platea è spesso gremita da coetanei dei “Piccoli per Caso”. Speriamo si riavvicinino tutti a questa forma di spettacolo anche come spettatori.

Ora sarà il turno della collaborazione con Pino Ammendola, che è il protagonista di “Pinocchio”. Durante le prove un nostro piccolo di otto anni gli si è avvicinato e gli ha sussurrato “Sei proprio bravo tu a recitare”. Che dire? i bambini sono la bocca della verità!

Perché “Pinocchio” continua a sorprenderci? “Pinocchio” è una storia senza tempo. La favola che nasce dalla fantasia del bambino e quella in cui l’adulto ancora crede. “Pinocchio” è dentro ognuno di noi. Chi non si è mai sentito almeno una volta come lui? Anche solo per una bugia. Chi non ha mai sperato di avere un amico saggio come il Grillo Parlante o un amico sgangherato come Lucignolo? Una Fatina come custode? Allo stesso tempo, ci siamo sentiti noi come gli amici di Pinocchio.

Questo è un messaggio d’insegnamento per i bambini ma anche per gli adulti. “Pinocchio” è un viaggio. “Pinocchio” è sempre in movimento. Come la vita. E poi ci sono figure divertenti e ironiche come il Gatto e la Volpe,  tra i personaggi più amati. Insomma, “Pinocchio” accontenta tutti, è la favola per eccellenza.

Italo Calvino diceva che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire: cosa aggiunge il vostro “Pinocchio” al capolavoro di Collodi? Conoscevo molto bene il Libro di “Pinocchio”, ma è vero che rileggendolo e lavorando sull’adattamento teatrale ho compreso nuove cose. Calvino aveva proprio ragione. C’è sempre da scoprire qualcosa tra le righe di un classico.

Noi ci siamo permessi una variazione. Un colpo di scena. Abbiamo voluto metterci il nostro punto di vista ma non vi posso svelare altro: è una sorpresa che scoprirete solo venendo a vederlo! Ma vi promettiamo grandi emozioni dove, chissà, vi potrete riconoscere…

Quali sono i progetti futuri dei “Piccoli per Caso”? Sia io e che Guido Governale dobbiamo dire un grazie alla passione dei nostri ragazzi. Alla fiducia dei loro genitori. A Roberta Blasi e al Teatro Ghione per aver creduto in noi. E proprio con loro stiamo già lavorando sui nuovi progetti che prevedono ancora Giovanissimi con Attori affermati. Vogliamo che lo spazio dedicato a questi spettacoli sia ancora più vasto.

Diciamo che per scaramanzia non si può dire altro ma… siete pronti a vedere i “Piccoli Per Caso” non solo recitare ma anche ballare e cantare?!? Vi aspetta lo spettacolo nello spettacolo!

E se, a questo punto, pensate ancora che “Pinocchio” sia “roba superata”, lasciate che siano le parole di Jack London, contenute nelle pagine iniziali de “Il Vagabondo delle Stelle”, a farvi cambiare idea: “(…) torna con la mente alla tua fanciullezza, e rivivrai come tua l’esperienza di cui parlo. Eri, allora, qualcosa di instabile, di non ancora cristallizzato, di malleabile, eri un’anima in mutamento, una coscienza e un’identità che si andavano formando, proprio così, e che nel formarsi apprendevano anche a dimenticare. Hai dimenticato molto, caro lettore, eppure, nel leggere queste pagine ti  si pareranno davanti, confuse e indistinte, visioni di altri tempi, di altri luoghi su cui si soffermò il tuo sguardo di bambino e che oggi ti sembrano sogni. E tuttavia, ammesso che fossero sogni, da dove traevano la loro sostanza? I sogni sono un fantastico impasto di cose a noi note, è dalle nostre esperienze che traggono il loro contenuto“.

Per informazioni e prenotazioni si può contattare il numero 06/6372294, attivo tutti i giorni dalle 10 alle 14 e dalle 16 alle 19.

Giovanni Berti

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