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Cinghiali a spasso in via Panattoni

cinghiali

Il primo allarme è del 2009 quando VignaClaraBlog.it pubblicò la lettera di un residente nei pressi di Corso Francia, a suo dire, assediato dai cinghiali; gli avvistamenti sono poi continuati, di notte e di giorno e incontrare una famigliola di questi scorbuti suidi a Via Panattoni, nei pressi di via Cassia Antica ai confini col Parco dell’Insugherata, è diventato quasi cosa di tutti i giorni.

Roma Nord ha un immenso territorio verde con parchi e riserve ed è quindi del tutto normale, che specie nelle zone dove la vegetazione è più fitta, vivano piccoli branchi di cinghiali.
Meno normale è che questi animali, oramai abituati alla presenza umana, se ne vadano in giro per strade e condomini.

D’altra parte bisogna mettere in conto che oggi il cinghiale non ha predatori ad eccezione dell’uomo-cacciatore (ma si sa che nelle riserve non è consentita la caccia); se a questo fatto aggiungiamo che si tratta di un animale robusto, resistente e prolifico in grado di cibarsi di ogni cosa, rifiuti compresi, si può capire come mai la popolazione sia in continua crescita.

Purtroppo va detto che a causa delle modeste risorse disponibili è un problema di difficile soluzione; nel Parco di Veio (“Il cinghiale nel Parco Regionale di Veio-La gestione dei danni e le strategie di prevenzione” 2011) è stato attuato un ‘Piano di controllo numerico’ di tre anni che ha individuato quattro microaree di intervento e altre tre “potenziali”: Giustinana-Prima Porta, Olgiata-LaStorta e Prima Porta-Monte Caminetto.

Nelle aree dove l’accesso è impervio il piano prevede anche l’abbattimento con armi da fuoco da postazione fissa e mediante coadiutori opportunamente istruiti.

L’Ente Parco di Veio ha anche chiesto agli Enti che gestiscono la rete stradale di installare la necessaria segnaletica di avvertimento nei tratti più a rischio.

I cinghiali ovviamente sono anche all’interno della Riserva Naturale dell’Insugherata e non è raro incontrarli in Via Panattoni o vederli in gruppo sui prati che costeggiano Via dell’Acqua Traversa; a volte durante la notte, sfruttando il corso del fosso, raggiungono anche i giardini interni di alcuni residence.

Quale sia la popolazione di cinghiali all’interno della Riserva è difficile dirlo anche se si incontrano numerosissime tracce in tutti i prativi; il cinghiale ara letteralmente il terreno rivoltandolo per mezzo del grugno.
Una pratica distruttiva nei campi coltivati ma che negli incolti favorisce invece l’ossigenazione del terreno. Le tracce che si individuano, specie nel fango, lasciano intendere che si tratta di bestie di medie dimensioni.

Il fatto che i selvatici arrivino sulle strade è favorito essenzialmente da due fattori; l’assenza di adeguate recinzioni e la disponibilità di cibo sotto forma di rifiuti o la pratica della pasturazione.

Specie lungo il tratto iniziale di Via Panattoni abbiamo accertato che le recinzioni sono inesistenti o in pessimo stato e che tutto il tratto boscoso che coincide con la fascia di rispetto del Fosso dell’Acqua Traversa è ingombro di rifiuti; abbiamo anche fotografato il luogo dove qualcuno (pensando forse di fare cosa utile e buona) si ostina a lasciare del pane secco.

I cinghiali ancorché siano degli animali selvatici non sono certo dei deficienti; una volta individuato il luogo dove trovano di che sfamarsi senza fatica o pericolo cominciano a frequentarlo regolarmente.

Tra le misure quindi da attuare per ridurre il pericolo di incidentare con un cinghiale c’è sicuramente il ripristino di tutta la rete di recinzione lungo il confine della Riserva, da Via dell’Acqua Traversa sino almeno al civico 160 di Via Panattoni.

E’ necessario anche che si applichi con urgenza la segnaletica di avvertimento con la specifica che è possibile l’attraversamento di fauna selvatica (la segnaletica potrebbe essere anche integrata con dissuasori ottici in grado di riflettere la luce dei veicoli e abbagliare e bloccare momentaneamente gli animali che si apprestano all’attraversamento).

E’ necessario infine che quella “dama di carità” che si ostina ad ingrassare i cinghiali la smetta di depositare pane e pizza a bordo strada perché il rischio che qualche motociclista vada a schiantarsi su di un sus-scrofa intento ad ingurgitare pizzette è reale.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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12 COMMENTI

  1. Mi permetto di intervenire come promotore e autore del “Piano di controllo dei cinghiali nel Parco di Veio”, fino ad Agosto il piano di controllo era attivato e verificato dal sottoscritto riscuotendo un discreto successo attraverso la cattura con le gabbie. Inoltre precedentemente avevo incontrato le associazioni dei cacciatori per l ultima fase descritta nel piano stesso e cioè per fare una selezione controllata con l ausilio dei Guardia Parco e di un team appositamente selezionato. Questa ultima fase non e’ stata mai messa in atto per il cambio della politica regionale. Oggi mi sembra di capire che la situazione e’ ben diversa da come l ho lasciata, l amministrazione del Parco non coordina adeguatamente i Guardia Parco affinché sia incentivata l attività di controllo e cattura. Mi risulta che spesso le forze vengano utilizzate per compiti che dovrebbero essere svolti dalle polizie municipali dei comuni di appartenenza. Credo sia opportuno che l attuale commissario del Parco interagisca con il territorio e faccia una tabella delle priorità e delle esigenze e soprattutto interagisca con il territorio ricordandosi che il parco non è solo il comune di Formello. Dovrebbe infine preoccuparsi di applicare il Piano di controllo dei Cinghiali da me promosso e approvato dalla Regione, in tutte le sue fasi evolutive.

    Massimo Pezzella
    Pres.te Associazione NON SOLO XX
    Ex Commissario del Parco di Veio

  2. Io mi preoccuperei dei rom e rumeni che vanno a dormire nel parco e sporcano continuamente all’interno dell’inviolatella e non dei cinghiali. li vedo tutti i giorni dal mio terrazzo anche di notte

  3. se serve di eliminare un certo numero di cinghiali, la squadra di caccia al cinghiale di monterosi e’ propensa a effettuare un eventuale battuta. tel.3395262174

  4. Ottimo ARTICOLO …… Gargaglia (ex Robin Hood) generoso fuorilegge abilissimo nell’uso dell’arco! Il tuo appello è una vera e propria istigazione a DELINQUERE per i cacciatori di Monterosi. Forse hai scambiato la foresta di Sherwood con via Panattoni. Mi raccomando allerta al più presto la battuta di caccia ai POVERI cinghiali con il numero indicato da CARLO. Sei riuscito’ ad attaccare anche l’ angelo che gli procura amorevolmente il pane …. NON ho parole !

    Giovanni Maria Tamponi

  5. Giovanni…Giovanni… (ex Sacro Custode delle querce di Via Cortina d’Ampezzo) tu quoque? Dopo anni di battaglie, manifestazioni, inchieste, raccolte di firme sentirsi dire che “istigo a delinquere” per aver parlato di reti, pannelli e dissuasori ottici……che dolore! L’Insugherata è una “riserva” e nessuno sparerà mai un colpo, neppure quelli di Monterosi (come non è stato sparato un colpo nel Parco di Veio). Quanto all’Angelo che procura amorevolmente il pane ai cinghiali (sbagliavo nel pensare che il sus-scrofa il pane con companatico se lo procurasse da solo) evidentemente ha scambiato i cinghialotti per i passeri che vengono a beccare le briciole sui nostri balconi………Che DOLORE!
    Robin Hood.

  6. Continua a salire il numero di morti e feriti umani nel corso della stagione venatoria e Il trend rispetto agli anni precedenti è in deciso aumento. Il vostro articolista si permette di criticare chi foraggia cinghiali e cinghialetti incitando le istituzioni a prendere provvedimenti in merito. Il cacciatore Carlo ovviamente eccitato invita la sua squadra di Monterosi alla battuta di caccia nella Riserva Naturale dell’ Insugherata. Condivido il commento di kris. Il vero pericolo della zona effettivamente sono gli stranieri che si ubriacano nella Riserva lasciando monnezza dapppertutto. Sinceramente ogni volta che passeggio con il mio cane ho paura di un incontro ravvicinato. Non sono quei bocconi di pane lasciati da qualche animo nobile e generoso a far scivolare i centauri ma le deiezioni dei cani non raccolte da padroni incivili.

  7. Gentile Cristiana non ho capito se scherza o fa sul serio…..i motociclisti scivolono non per il fango, le buche o perchè un grosso suide potrebbe attraversare loro la strada ma per le deiezioni canine……siamo alla farsa!
    Condivido pienamente il suo punto di vista sulla caccia ma “foraggiare” i selvatici è cosa proibita da norme e leggi vigenti su tutto il territorio nazionale sia esso protetto o no (a meno di evidenti stati di difficoltà, indicati dal Corpo Forestale dello Stato, come la presenza di eccessivo manto nevoso). Non si tratta di norme “cattive” ma proprio della tutela delle specie selvatiche che in tal modo si abituano a cibarsi di avanzi e rifiuti e acquisiscono eccessiva confidenza con l’uomo. Quanto all’Insugherata che frequento quotidianamento non ho mai incontrato stranieri ubriachi o altre situazioni di pericolo. Spero proprio che Lei non sia una Insegnante Elementare altrimenti c’è il rischio che ai suoi alunni fornisca informazioni sbagliate e destituite di ogni fondamento scientifico. Cordiali saluti. RH.

  8. Professor Robin Hood che devo DIRLE ! Ha ragione LEI ! Firma gli articoli e risponde ai commenti. Se la canta e se la suona. Che fine ha fatto la splendida redazione di VCB ? Cordiali saluti. C.M.

  9. gentili tutti, amo gli animali e ne ho sempre avuti, ma non sapete di che parlate. abito in via Panattoni e sono stata inseguita dagli ‘amabili’ suini, perchè ti vedono come una minaccia, soprattutto se corri o hai al guinzaglio un cane. provare per credere. il mio cane ha paura, non vuole più scendere, io stessa ne ho, siamo stati attaccati e inseguiti e non solo noi, più di una volta. mi è capitato più volte di sentire frenate improvvise notturne, di automobilisti spaventati che si trovano davanti d’improvviso la stazza nera di questi bestioloni, piuttosto duri. a me sembra rischioso, io ho paura a piedi e sono sempre molto guardinga. so bene chi è che lascia il pane, perchè con altri di via Panattoni l’abbiamo ‘aspettata’ alle 4, le 5 del mattino per indurla a smettere; ora lascia pane, prima erano quarti di bue, ossa, l’estate una vera goduria. ho allertato vigili e Municipio senza successo. a me pare uno schifo; è un immondezzaio, dentro ad un ‘parco protetto’. lo credo che i cinghiali sono sempre li a grufolare!!
    gente, se non sapete di che parlare, meglio stare zitti invece di indignarsi. indignati siamo noi che abitiamo quà! concordo in pieno con RH!!

  10. Comprendo tutto e tutti, ma come sempre si tende ad affrontare il problema dalla parte sbagliata, dalla coda, insomma.
    Se ci fosse la recinzione i cinghiali non si avventurerebbero oltre, mi sembra di capire.
    Se è così, allora il problema non è la persona che lascia il pane, ma l’incuria della nostra amministrazione.
    Invece di prendervela con chi compie un atto gentile, manifestate la vostra giusta indignazione a chi di competenza.
    Avete fatto qualcosa in proposito?
    Grazie.

  11. Perdonatemi, non avevo firmato il mio commento.
    E comunque, prima di farlo, vorrei farvi capire meglio il mio punto di vista.
    Sembrerò paradossale, e forse lo sarò, ma credo possa essere abbastanza efficace affermare che prendersela con la dama di carità dei cinghiali è un po’ come l’aver messo in stato di accusa, aver rinviato a giudizio, i pescatori di Lampedusa che si sono tuffati in mare per aiutare i naufraghi!!!
    Il problema non sono i pescatori, il problema non sono nemmeno i clandestini, ma tutto ciò che c’è a monte!
    Lasciamo che a questo mondo persone dal cuore gentile possano continuare ad operare. Soltanto grazie a loro questa nostra società è ancora vivibile ed accettabile e, per il resto, pretendiamo, che il denaro delle nostre tasse sia impiegato al meglio per il decoro e la sicurezza di tutti noi.
    Olinda de’ Filippis

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