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Protestano a Ponte Milvio, verdura gratis e un grido: “il mercato muore”

protesta120.jpgDue camion di verdura, circa ottocento kg di carciofi, insalata e bieta è quanto è stato distribuito gratuitamente questa mattina dai quaranta operatori commerciali del mercato di Ponte Milvio che, per un giorno, hanno chiuso le porte del brutto casermone rosso di via Riano tornando con i loro banchi sulla piazza, accanto alla Torretta Valadier.  E’ la singolare protesta messa in atto da chi sta vedendo andare in fumo giorno dopo giorno la propria attività commerciale al chiuso di quell’anonima struttura.

Da Tor di Quinto vi si trasferirono in cento, oggi a vendere frutta verdura e carni sono solo in quaranta, gli altri sessanta box sono chiusi. Così come chiusero, nel giro di soli due anni, i quaranta negozi ubicati ai piani superiori.

Inaugurato il 7 maggio 2008 in via Riano dall’allora sindaco Gianni Alemanno e dall’ex presidente del XX Municipio Gianni Giacomini, a pochi giorni dalla loro elezione, il nuovo centro commerciale, un’opera voluta dalla precedente amministrazione e realizzata in project financing (cioè a costo zero per l’amministrazione) per una spesa di 18 milioni di euro, venne definito dal Sindaco Alemanno  “un bell’esempio di integrazione commerciale, un modello”.

40 fra negozi, boutique, bar e ristoranti nei due piani superiori, un mercato rionale con circa cento banchi al piano terra, era prevista anche l’apertura di una banca, un ufficio postale, addirittura di una sede decentrata del XX Municipio: così si presentava sulla carta quel 7 maggio 2008.

Ma i problemi arrivarono subito dopo. Il parcheggio interno costava tanto, troppo (2 euro l’ora, ridotto poi ad 1 euro per due ore dopo ben 7 mesi), il parcheggio esterno venne aperto dopo “solo” 15 mesi, la fermata dell’autobus su viale Tor di Quinto venne soppressa all’apertura del Centro per poi essere ripristinata ben 5 mesi dopo mentre solo dopo un anno, a maggio 2009, la linea 188 fu fatta transitare per via Riano. Da subito fu quindi impossibile raggiungere il mercato rionale se non che a piedi.

In realtà non è mai decollato quel mercatone pseudo centro commerciale. Vero è che da parte loro i negozianti poco fecero per promuoverlo. Nessuna iniziativa di marketing, zero pubblicità, scarsa capacità di attrattiva, mancanza di organizzazione. I primi a soccombere furono proprio i negozi dei piani superiori. Nel giro di due anni chiusero tutti, piccoli e grandi brand. E pian piano la crisi si spostò a piano terra e cominciarono a chiudere i box di frutta e verdura.

Poi arriva Trony e viene accolto come il messia. Per meglio accoglierlo sono proprio la società proprietaria dell’immobile e la Cooperativa Operatori Mercato di Ponte Milvio che si fanno promotori di un progetto sulla viabilità locale che nelle loro intenzioni avrebbe rivitalizzato via Riano. Lo presentano in XX Municipio e il Consiglio, a ottobre 2010, lo approva. Al primo punto c’è l’istituzione del doppio senso di marcia su via Riano con introduzione del divieto di sosta su ambo i lati.
Quel doppio senso oggi, giustamente, così tanto osteggiato da chi allora lo volle.

Nelle aspettative degli operatori del mercato ortofrutticolo Trony sarebbe stata la panacea, il polo d’attrazione per l’intera struttura. In realtà s’è poi capito che chi esce con un televisore fra le mani difficilmente va a comprare pesce e frutta, così com’è vero il contrario. E intanto altri sessanta box calano definitivamente la serranda. E’ crisi nera.

Oggi, a denti stretti, sono rimasti in quaranta e “non vogliono farsi suicidare”. Questo lo slogan ricorrente nel corso della manifestazione odierna a Ponte Milvio messa in atto per richiamare l’attenzione sulla loro situazione. E hanno scelto un modo originale per farlo: circa ottocento kg di verdura distribuita gratuitamente, o meglio, venduta al prezzo stracciato di 0,00 euro al chilo, ai passanti. Un fatto che ha richiamato tantissimi cittadini a fermarsi e ad ascoltare i loro problemi.

Accanto a loro, a supporto della manifestazione, c’era Giovanna Marchese Bellaroto, presidente di Assocommercio Roma Nord, la nota associazione di categoria locale che annovera fra i suoi iscritti numerosi operatori del mercato, che così ha dichiarato: “Questa vendita straordinaria serve a risvegliare le coscienze degli amministratori, per questi pochi operatori rimasti è improcrastinabile un intervento risolutivo per fare in modo di restituire dignità e rispetto al loro lavoro. Oggi, non vogliamo che essi siano suicidati dagli eventi e chiediamo che siano ricollocati sul marciapiede da dove provengono.”

E la prima amministrazione a cui fanno appello è il XV Municipio. Non a caso, fra la folla, oggi erano presenti alcuni consiglieri municipali della maggioranza come Marco Paccione (PD), Sara Martorano (Lista civica per Marino), Alessandro Pica (SEL) nonché Teresa Zotta, del M5S.

E ad appello lanciato arriva la risposta a firma Daniele Torquati, presidente del Municipio per il quale “quello del mercato di Ponte Milvio è un problema annoso e che stato oggetto di un lungo dibattito anche durante la scorsa campagna elettorale. E’ un problema che non vogliamo tralasciare, ma che al contrario siamo assolutamente determinati e convinti nel volerlo affrontare per trovare una soluzione.”

“Nelle precedenti settimane – sottolinea Torquati – abbiamo già avuto modo di vedere e di parlare con gli operatori dei banchi del mercato e dopo questo incontro abbiamo chiesto al Comune un tavolo di concertazione e infatti l’Assessore al Commercio Marta Leonori si è resa disponibile per risolvere una volta per tutte questa situazione complicata e che si prolunga ormai da troppo tempo. A tutte le persone che operano nel mercato – conclude – diciamo che faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità per fornire loro il miglior contesto per esercitare il prezioso lavoro che svolgono.”

Ben vengano tutte le iniziative, ma che si dia ascolto anche ai cittadini. Al presidente Torquati ricordiamo quanto ebbe a dichiararci in campagna elettorale rispondendo alla nostra domanda “quali iniziative intende mettere in campo nei primi sei mesi del suo mandato per risolvere concretamente il problema di via Riano?”

“Prima di istituire il senso unico in Via Riano – ci rispose – ho intenzione di promuovere un referendum consultivo, come previsto dal regolamento municipale, per verificarne la fattibilità e il gradimento dei cittadini….per rilanciare il mercato ho intenzione di promuovere un progetto e-commerce attraverso una piattaforma informatica municipale dove i cittadini potranno ordinare da casa i prodotti dei banchi del mercato rionale riducendo così il traffico, premiando la piccola distribuzione e aumentare la qualità della vita…..incentivare l’utilizzo del parcheggio sotto il mercato per le ore notturne …..promuovere nei quartieri associazioni di piccoli commercianti e della piccola distribuzione…”.

Quattro dei sei mesi sono già trascorsi, è necessario pigiare sull’acceleratore.

Claudio Cafasso

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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10 COMMENTI

  1. Confesso che ero una clientefissa del mercato quando era in “piazza” e da quando si è spostato non sono più andata le cause ? 1. parcheggio complicato e caro, 2. non essendo più a vista …. lontano dagli occhi lontano dal cuore.. 3. quando sono andata così x senso di colpa… l’ho trovato molto più caro di prima per ovvi e tristi motivi… meno clienti prezzi più cari…
    Il mercato era un pò il cuore pulsante del quartiere, infatti la piazza piena solo di wine bar ecc è diventata un posto triste e di omologazione ….
    RIDATECI IL MERCATO !!

  2. No. Il mercato di nuovo in piazza NO. Vorrei rammentare a chi ha la memoria corta cosa fosse la piazza con il mercato.
    Via di tor di quinto impraticabile a causa delle macchine e dei furgoni parcheggiati in doppia fila.
    Una situazione igienica a dir poco da terzo mondo con odori e scarti alimentari lasciati dai banchisti per terra dopo la chiusura.
    Parcheggi in zona impossibili.
    Ma veramente vogliamo tornare indietro?

    Fate due passi che non fa male alla salute.

  3. Anche prima il parcheggio era complicato, solo che i clienti risolvevano il problema con la solita vecchia pessima abitudine di parcheggiare in divieto di sosta e in doppia fila; spesso mi capitava di parcheggiare regolarmente e trovarmi poi con la macchina bloccata dal solito maleducato parcheggiato in seconda fila. La realtà è che prima quello che molti definiscono mercato era una specie di suk con gravi carenze d’igiene. Per non parlare poi del traffico che si verificava su Viale Tor di Quinto. Oggi si può tranquillamente parcheggiare a 100 metri pagando 50 c. l’ora e non mi sembra una cosa così complicata e cara (per non parlare del parcheggio sottostante che è spesso vuoto e per nulla caro). Quello che sta facendo morire il quartiere è la scomparsa di attività artigianali e commerciali utili (penso all’elettricista che era su via Flaminia, utilissimo) e la proliferazione di bar; è anche vero che molte di queste attività sopravvivono nelle strade vicine (Prati della Farnesina, Orti della Farnesina ecc.). La crisi del mercato purtoppo dipende anche dal drastico calo dei consumi e secondo me si dovrebbe rivedere il costo dei canoni di affitto che non sono più coerenti con la situazione economca del paese e stanno strozzando il piccolo commercio, e che solo attività sospette legate al riciclaggio si possono permettere di pagare.

  4. I mercati rionali, come le attività commerciali di vicinato, sono in difficoltà per l’avvento dei grandi supermercati e dei centri commerciali che hanno modificato il modello di offerta e stanno modificando le abitudini di acquisto. L’impatto sociale è che è cambiato il modo di vivere, di lavorare e di consumare del popolo romano (ma non solo) e anche il suo modello culturale. Il foro era un luogo di incontro e di scambio, mentre ora vedo famiglie che portano i bambini a Porte di Roma a passeggio, o a mangiare cibo svedese, luoghi che sono il prototipo della non socializzazione, che ci comprimono in spazi impersonali ed estranei. E’ necessaria una riqualificazioni di piazze e spazi verdi per restituire luoghi di aggregazione sociale, prima che i nostri quartieri diventino dei quartieri dormitorio e, cosa da non sottovalutare, perdano di valore tutti gli immobili commerciali.

  5. Chi ha visto la puntata di ieri di Quinta Colonna con un servizio dedicato al mercato avrà ascoltato le lamentele dei 40 “sopravvissuti” che hanno parlato solo di TASSE ECCESSIVE e di BUROCRAZIA . Non serve allora evocare odori e colori perduti. C’è una sola soluzione: abbassare le tasse.
    Dove recuperare i soldi? Tagliando auto blu, scorte, eventi “fumosi”, contributi a pioggia per eventi “inutili”, riduzione delle indennità ad asessori, consiglieri, dirigenti, abolizione delle consulenze di ogni tipo, azzeramento di qualsiasi rimborso che abbia a che fare con l’attività politica. Hai voglia a recuperare fondi.

  6. Anch’io dopo lo spostamento in Via Riano avevo smesso di frequentare il mercato di Ponte Milvio, ma più che al detto “occhio non vede, cuore non duole” la mia assenza è imputabile al proliferare di nuovi punti vendita di frutta e verdura più vicini a casa e soprattutto aperti anche il pomeriggio (e non mi riferisco alle bancarelle posizionate ad esempio su Via degli Orti della Farnesina, che pure penso avranno tolto clienti al mercato).
    Da quest’estate mi sono “imposto” di andare a fare la spesa al mercato almeno il sabato mattina e, con molto piacere, tra i reduci ho trovato lo stesso ortolano da cui mi rifornivo anni fa quando il mercato era su Viale di Tor di Quinto (e prima ancora su Piazzale di Ponte Milvio di fronte alla farmacia).
    Il parcheggio è comodissimo su Viale di Tor di Quinto o sotto al mercato stesso e i prezzi sono comunque più bassi dei negozi sotto casa.
    Una cosa balza agli occhi: i banchi che hanno resistito sono quasi sempre quelli posizionati vicino agli ingressi, mentre quelli più interni hanno praticamente chiuso tutti. A differenza di oggi, quando il mercato stava a Ponte Milvio e poi a Tor di Quinto, era possibile accedere allo stesso praticamente ovunque e in questo modo nessun banco era fortemente privilegiato rispetto agli altri; invece oggi si accede solo da Via Riano e i clienti si fermano ai primi banchi senza andare a quelli più dentro. A conferma di ciò basta vedere la differenza di volumi di affari ad esempio tra le due pescherie.

  7. I commercianti non si sarebbero dovuti far abbindolare (o truffare) dalla nuova struttura. Agli operatori del mercato sono state assegnate delle grotte piuttosto che degli spazi dove mettere in evidenza frutta e verdura. Il colore verde delle pareti, il soffitto bassissimo, la necessità di avere l’illuminazione artificiale e la scarsa circolazione dell’aria hanno definitivamente sconfitto l’allegria dei colori e la vivacità di un mercato all’aperto. Credo che l’unico utilizzo sensato di quegli spazi sia per magazzini da dare in affitto come deposito merci. Il parcheggio è senz’altro benvenuto e lo si sarebbe potuto utilizzare per “costringere” le persone desiderose di andare al mercato all’aria aperta a parcheggiarvi semplicemente multando tutti i trasgressori in doppia e tripla fila. Si, lo so, mi piace sognare ma, per me, quel mercato è morto e per colpa dei commercianti che hanno accettato di andarvi.

  8. D’accordo con Massimo sulla bruttezza del mercato al coperto. Per avidità hanno voluto costruire due piani SOPRA il mercato, che è così risultato buio, con soffitti bassi, generalmente poco invitante. La fontana al centro non ha mai funzionato e dopo anni la hanno eliminata. Per anni non c’è stato un bar all’interno. Fare la spesa è diventata un’esperienza desolante. Ma cosa si può fare ora?
    Intanto i pochi commercianti rimasti on possono continuare a compensare la mancanza di clienti alzando i prezzi e vendendo prodotti on sempre freschi. IL MERCATO DI VIA RIANO E’ VERAMENTE CARO! Io faccio la spesa di frutta e verdura al mercato del martedì al Flaminio e sono convinta di risparmiare un bel 30% rispetto a Ponte Milvio. Non è con i prezzi alti che si stimola la gente a venire.

  9. frequentavo regolarmente il mercato all’aperto , da quando si è trasferito im via Riano lo trovo veramente scomodo e l’ho abbandonato : il parcheggio all’aperto è lontano quando si hanno le borse piene e pesanti e troppo macchinoso quello interno. Quando i banchi erano all’aperto li raggiungevo a piedi e al ritorno mi servivo dell’autobus, la cui fermata era esattamente al centro del mercato stesso. E soprattutto si è persa la piacevolezza di un mercato a cielo aperto come ne ho visti in tante capitali europee, sono bellissimi e invitanti.
    Spero ad un ripensamento per i consumatori e per i rivenditori. Auguri a tutti noi
    marcella mariani

  10. Certo che se mettessimo la “vucciria” al coperto non sarebbe più quel mercato straordinario che è; ma più che i tempi cambiano le normative, specie quelle samitarie e poi Roma è piena di mercati al coperto molto belli (Trionfale, Via Cola di Rienzo, Via Taranto. il Mercato dei Fiori ecc.). Però per Via Riano qualcosa può essere ancora salvato, ad esempio:
    – migliorare l’illuminazione
    – ripristinare il senso unico creando di fronte al mercato una serie di posti per la sosta breve (max 20 minuti) per quelli che vanno di fretta
    – consentire, a rotazione, la vendita di prodotti anche all’esterno con piccoli banchi (tipo quelli usati nei mercatini di Natale a Bolzano o Merano) per invogliare la gente
    – pubblicizzare il mercato e i prodotti in vendita…..e sicuramente ci saranno altre idee.

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