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Manutenzione strade, così son capaci tutti

nastro.jpgSe questo è fare manutenzione di strade e marciapiedi così son capaci tutti. Non serve fare gare d’appalto, scegliere ditte, affidare i lavori. Anche un semplice cittadino è in grado di piantare due tondini di ferro, stendere una rete o qualche bandone e poi dimenticarsi di effettuare l’intervento o, peggio ancora, darlo per fatto. Ma che questo accada a opera di chi è formalmente incaricato di fare manutenzione stradale è ben più grave. Qualche esempio?

Le strade della capitale, da est ad ovest e da sud a nord sono piene di esempi. E noi che del nord ci occupiamo, ne abbiamo presi quattro a campione nella zona di Vigna Clara.

Via Zandonai: si rompe un marciapiede qualche mese fa, proprio davanti l’ingresso dell’Auditorium Due Pini. Due mani solerti piantano i tondini e stendono una rete rossa. Tutto lascia pensare che da lì a poco qualcuno venga a ripararlo. Dopo mesi di attesa è ancora così.

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Via Apollo Pizio: ai primi di settembre si spacca in due un tombino. Viene subito amorevolmente circondato, erigendo così al centro del marciapiede una barriera architettonica che impedisce il passaggio a eventuali pedoni in difficoltà, ad esempio mamme con passeggini. Indovinate, dopo circa due mesi, com’è. Ancora così.

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Via Nemea: da più di una settimana ecco altro tombino con annesso marciapiede spaccato. Altre (o forse le stesse) mani amorevoli hanno portato le prime cure ed eretto una barriera a protezione. Bene proteggere il tombino malato, ma chi pensa ai disagi dei pedoni con quel catafalco che ora resterà lì per giorni e giorni?

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Finiamo la breve carrellata in via dei Giochi Istmici dove la fontanella dei giardini, il classico nasone romano, da più di una settimana ha dato forfait. Quale cura migliore di un paio di tondini di ferro e qualche metro di bandoni? I bookmaker sono già al lavoro, si scommette su quanti mesi resterà così.

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