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French Bridge: il ponte fra Vigna Clara e Collina Fleming

ponte pedonale corso francia

Un progetto ambizioso che risolverebbe un problema vecchio ma sempre vivo e attuale: congiungere Vigna Clara a Collina Fleming, due quartieri uniti ma separati dal gran canyon di Corso Francia. Un ponte di legno, solo pedonale e ciclabile, ad alta quota, dalla vista mozzafiato. Un’opera di cui vale la pena parlare.

Si tratta di un progetto redatto dallo studio di architettura & design Officinaleonardo, uno studio ubicato in via Sant’Ambrogio 14, a Portico d’Ottavia, che fa della progettazione architettonica, del design e dell’urbanistica la sua missione oltre ad occuparsi anche di comunicazione visiva e di arte, in Italia e all’estero.

Un progetto che – così gli autori riferiscono a VignaClaraBlog.it – è stato commissionato da Gianni Alemanno quando era ancora sindaco di Roma e che ora giace in Campidoglio in attesa di essere preso in esame dalla nuova amministrazione capitolina.

Un progetto, battezzato French Bridge, che tenta di rispondere alle esigenze della vita quotidiana dei residenti di Vigna Clara e Collina Fleming, due quartieri con forti interconnessioni – basti pensare alle scuole, ai servizi pubblici, alle aree verdi (in verità quasi inesistenti al Fleming), alle numerose attività commerciali che si trovano in ambedue – ma divisi dalla grande arteria di Corso Francia che rende impossibile, se non utilizzando l’auto, spostarsi dall’uno all’altro.

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E’ proprio prendendo spunto dall’osservazione di questo contesto che nasce il progetto di unire queste due opposte colline. Vediamolo insieme, VignaClaraBlog.it ve lo presenta in esclusiva.

Il progetto

Lo studio prevede la realizzazione di un ponte esclusivamente pedonale e ciclabile, interamente realizzato in acciaio Cor-ten dal colore rossastro, con parapetti vetrati e piano di calpestio in legno (sul modello di quello della Musica) con un ascensore panoramico.

Verrebbe posizionato in alto, a Largo Ronciglione, all’inizio della storica, utilissima scalinata che congiunge Vigna Clara con Corso Francia, e si protenderebbe in diagonale fin sul lato opposto andando a poggiarsi su un’area verde, diventando così anche un punto suggestivo per lo jogging e per le passeggiate al tramonto grazie alla vista spettacolare dovuta all’altezza e a quell’orientamento.

Effetti indotti

Oltre alla praticità e all’indubbio risultato di congiungere, quand’anche solo per pedoni e ciclisti, i due grandi quartieri, la realizzazione del ponte consentirebbe di rilanciare la valorizzazione della zona adiacente attraverso la costruzione di garage interrati e in quota, ma coperti da vegetazione, nell’area sottostante Largo Ronciglione e tramite l’allestimento di una serie di laboratori e negozi dedicati alle attività di artigianato che affaccerebbero su Corso di Francia.

Inoltre, stando alle valutazioni dello studio Officinaleonardo, permetterebbe la realizzazione di un prezioso spazio verde per i residenti del Fleming (è nota l’assoluta carenza di verde in questo quartiere), soprattutto per i più piccoli e per gli anziani, da realizzarsi all’interno degli ampi giardini dell’istituto “Gesù e Maria” che cederebbe alla pubblica amministrazione una porzione di questi, attualmente inutilizzati, riconnettendo l’operazione alla creazione di un piccolo polo sportivo che andrebbe ad aggiungersi ai campi sportivi già presenti con una piscina e una palestra interrate usufruibili da tutti.

C’è anche una seconda fase

Fin qui l’opera primaria. Ma è prevista anche una seconda fase – ci spiegano gli autori del progetto – con un restyling dell’asse viario, una sorta di monumentalizzazione dell’immagine di come era nella Roma degli anni ’50/60, con i suoi storici cartelloni pubblicitari oversize della Campari o dell’Alitalia, simboli del made in italy. Gli stessi verrebbero realizzati ad hoc assieme a quelli di altre importanti compagnie italiane e straniere (pare che si siano già prenotati Ferrari, Mercedes, Coca Cola, Cinema5, Barilla), sul modello di quanto già avvenuto in altre capitali europee o americane, ove la taglia, il tema e la forma ne farebbero uniche opere urbane, icone della contemporaneità.

Fattibilità

Come dicevamo, il progetto giace in Campidoglio in attesa di essere preso in esame dalla nuova amministrazione capitolina. Previsioni? “Inserendosi nel piano dei nuovi ponti per la città ancora non ne conosciamo le tempistiche – ci rispondono dallo studio Officinaleonardo – ma ci auguriamo che presto possa veder luce, laddove la sua realizzazione andrebbe anche a coprire un vuoto-obbrobrio urbano”.

Impressioni e valutazioni

A noi il compito di portare il progetto all’attenzione dell’opinione pubblica. Impressioni e valutazioni le lasciamo ai nostri lettori, che siano o no residenti di Vigna Clara e Collina Fleming.

Claudio Cafasso

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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50 COMMENTI

  1. Vogliamo commentare??? Abbiamo scuole senza palestra, scuole senza bagni, scuole con cornicioni che cadono a pezzi sulla testa dei bambini e … per fortuna che siamo a Roma Nord, quartiere “vip” della capitale. Le strade sono sporche, spesso usurpate dai cespugli che crescono abusivi sui marciapiedi; non esiste una pista ciclabile degna di essere chiamata con questo nome. Mancano i soldi per il “sociale”, per gli scuolabus, per sostenere le famiglie con bambini disabili e … pensiamo, proponiamo, valutiamo l’ennesimo ponte INUTILE da costruire a Roma … una città che sta implodendo??? Pura follia

  2. Una domanda: al Fleming dove arriverebbe? All’nterno del parco del Jesu&Maria? Questa pazzesca operazione chi andrebbe a coinvolgere e beneficiare?
    Con quale denaro verrebbe realizzata?
    Abitando in zona, sono lusingata che Corso di Francia abbia tutta questa attenzione e sono quasi curiosa di sapere quale altro progetto la investirà: dal tunnel che la doveva percorrere al ponte per unire Vigna Clara e Fleming.
    Vorrei tanto che le energie venissero convogliate in operazioni di risanamento del XV Municipio … un territorio vastissimo che ha bisogno di interventi urgenti, di soluzioni concrete. Che sia finanziato dal pubblico o dal privato, bisogna realizzare opere che apportino beneficio, che siano funzionali. Abbiamo una stazione ferroviaria (Vigna Clara) in disuso dalla nascita, abbiamo baracche e campi rom.
    E con cosa si perde tempo? Con il ponte, nuovo giocarello di qualcuno!!!

  3. Ricapitoliamo:
    Il XV non ha una sede municipale ed il comune paga 300.000E. (ma forse anche di più) euro l’anno al costruttore Bonifaci per una sede che il costruttore Bonifaci stesso avrebbe già dovuto realizzare da 5 anni (il tutto molto ben documentato da VCB più volte). Inoltre , sempre il costruttore , avrebbe dovuto costruire come accordi il cavalcavia sulla flaminia, quello che eviterebbe, come detto qualche giorno fa, a Mr. Brow di attraversare pericolosamente.
    Ora, se capisco bene,il Comune (o lo Stato , insomma sempre noi), invece di occuparsi di opere già PAGATE e DOVUTE, ha ricevuto in eredità dalla precedente amministrazione (che probabilmente questo studio lo ha pagato, ma purtroppo non si sa quanto) di valutare di finanziare una mega opera il cui effetto immediato è il guadagno del progettista e costruttore; inoltre i costruttori privati ringraziano per i permessi di edificazione dei box (e lo stesso i pubblicitari).
    Ne deduco che in caso di approvazione del progetto oltre ai costi di realizzazione il Comune (ovvero noi) si incollebbe annualmente:
    Il costo della manutenzione e messa in sicurezza del ponte;
    Il costo della manutenzione dei giardini, etc etc .

    Ringrazio VCB per averci messo conoscenza di questo progetto, e faccio una riflessione: ma quando i cittadini saranno messi a conoscenza in modo trasparente di queste iniziative invece di subirle come sudditi ?
    Giuseppe Fina.
    (Esprimo solo opinioni personali)

  4. Buongiorno, per quanto lodevole sia l’iniziativa di modernizzare il quartiere, ritengo esagerato dire che “Fleming e Vigna Clara sono drasticamente separate dal canyon di Corso Francia…e che ci si può spostare solo in auto tra i due quartieri”. Ma i piedi non li usa più nessuno? Ci vogliono 10 minuti da via Nitti a via di Vigna Stelluti.
    E poi, hanno mai chiesto l’opinione ai residenti?
    Saluti
    G

  5. Avrei la curiosità di sapere quanto ha pagato Gianni Alemanno (o, meglio, quanto Gianni Alemanno ha fatto sborsare al Comune di Roma. O, meglio, quanto Gianni Alemanno ha fatto sborsare ai cittadini romani) per questo progetto…

  6. I commenti assai caustici che ho letto hanno delle solide basi, si può sempre discutere su tutto, ma è evidente che il XV Municipio ha delle diverse e ben più pressanti urgenze.
    Ma analizzando il progetto in sè appaiono alcuni punti critici: lo sbocco sulla collina Fleming non è ben chiaro dove e come avvenga; la scelta di Largo Ronciglione per la partenza dal lato “Vigna Clara” lascia alquanto perplessi trattandosi di una zona “isolata” e lontana da flussi di traffico veicolare (fortunatamente) ma anche pedonale o ciclistico. Il Ponte della Musica, che unisce la trafficata piazza Gentile da Fabriano al “nulla” dell’altra sponda del Tevere, non ha insegnato niente?

  7. Scusate tutti, ma cos’è questo acidume neri riguardi del progetto ? abusivismo, il sociale, il municipio che paga l’affitto ma che c’entrano ? questi sono problemi che deve risolvere la politica, l’amministrazione, il sindaco e gli assessori e non gli architetti. Gli architetti progettano, pensano a fare nuova la città, a renderla più vivibile, questo è il loro compito. E invece tutti a fare dietrologia, tutti sherlock holmes della rete: quanto ha pagato Alemanno ?? (si badi bene non sono mai stata fan di Alemanno quindi non lo sto difendendo): e chi dice che ha pagato ? Lo studio di architetti non potrebbe averlo fatto gratis ? Funziona così per chi non lo sapesse.
    Perchè non hanno chiesto l’opinione dei residenti ? E che obbligo avevano gli architetti di bussare alla tua porta per chiederti come la pensavi ? Ma dai non esageriamo !! Dimenticavo cara Giovanna: hai mai provato a fare a piedi dalla caserma dei Lancieri al liceo farnesina ? Poi dimmi tu se non ci vuole la macchina.

  8. In un paese “libero” ho il diritto di esprimere tutta l’acidità che voglio se un progetto non mi piace. A Roma dove si prende l’auto per andare a comprare le sigarette o si parcheggia davanti al portone di casa arrampicandosi su marciapiedi e rampe per disabili, le voglio proprio vedere queste persone che vanno a piedi da una parte all’altra di “CorsoFrench” godendo di giardini pensili e manifesti anni ’50. Oggi al supermercato una donna che stava pagando una misera busta di insalata, parlando dei nostri amministratori diceva: “Che je venisse un corpo a tutti quanti!”. Questi progetti (in verità belli) lasciamoli a città come Berlino dove gli amministratori pubblici non sono avvezzi a lucrare su ogni opera pubblica.

  9. a mio parere il ponte non risolverebbe e non migliorerebbe apprezzabilmente la vita dei residenti rispetto ai costi non proprio bassi che costerebbe quest’opera, anche perchè il tratto da fare a piedi col ponte è piu o meno uguale a quello che si può fare oggi a piedi da via flaminia a via di vigna stelluti. Io proporrei con gli stessi soldi di risanare il quartiere rifacendo i MARCIAPIEDI in modo che le macchine non vi parcheggino sopra,rendendo possibile a passeggini e disabili di camminare per il quartiere (oggi è impossibile al Fleming!) , progettando una PISTA CICLABILE su tutta corso francia che si colleghi a quella esistente, espropriare al gesù e maria parte del verde inutilizzato visto che i mq procapite di verde pubblico nella collina flemimg sono pari a ZERO! questo è quello che per cominciare mi auspicherei nel quartire fleming in sostutuzione del citato ponte. Certo se ci fossero i soldi per tutto benvenga anche il ponte pedonabile, ma dal momento che non ci sono i soldi nemmeno per rifare i marciapiedi…..!!!!

  10. ma non doveva essere a via nitti il ponte? son 30 anni che lo dicono. Magari lo facessere renderebbe cmq piu bello il tutto magari non rosso..che qui non c’entra nulla sarebbe un pugno in un occhio..bianco ok

  11. E POI BASTA CHE RIFACCIANO QUELLO SPAZIO sotto la scala di via ronciglione ora fa schifo c’è quel palazzetto baracca che dovrebbe essere buttato giu secondo me e nessuno fa nulla

  12. Un ponte????? Come quello a via degli Annibaldi????? Un’altra opera inutile quando con gli stessi soldi si potrebbe: risanare la scalinata di via Ronciglione e provvederne all’ordinaria manutenzione; mettere in sicurezza le scuole della zona (Zandonai ha ancora i ponteggi!!!!!) e chissa’ quanto altro ancora……….che follia!!!!

  13. non capisco la negatività di molta gente che sa sempre e solo attaccare tutto e tutti, menomale che ci sono questi progetti! il problema è che vanno realizzati! e subito. come il sottopassaggio di corso francia va fatto! è inutile che parlano sempr ee solo di progetti e poi non se ne fa nulla, siamo stufi delle chiacchiere

  14. Altro che negatività, progetti come questi non li vuole nessuno! La teleferica, le terrazze sui piloni del ponte che non c’è, ponti e sottopassaggi….Il sottopasso di Corso Francia non risolverebbe un bel niente (forse maggiore scorrevolezza per 7-800 metri, e poi?; la fila sulla Flaminia, nei giorni feriali, si forma da Prima Porta). E non vi illudete che le polveri sottili spariscano come d’incanto.
    Quello di cui non ci si vuole rendere conto è che la moderna architettura, sempre più bella e con soluzioni innovative, alla GENTE COMUNE non interessa un fico secco! La gente, quella che lavora e che si suda quei quattro soldi di stipendio, vuole città pulite, ordinate e manutenzionate e non torri, sfere, cubi, castelli, cattedrali di cristallo belle a vedersi, COSTOSISSIME (il solo progetto del grattacielo per la Regione Lombardia è costato 30 milioni di Euro!!!!!!!) e che servono a poco. Negatività? Ma stiamo con i piedi per terra!

  15. e cos’è sta schifezza?? ma è un obbrobbrio allucinante, un impatto visivo orrendo…..invece di dare i soldi ed appoggiare sti architetti folli con idee e progetti folli, pensate a ripulire le strade che come cadono due goccie tutto s’allaga, a sistemare i parchi, le scuole ecc..ecc..!!!!!

  16. Credo che vi siano delle priorità
    1. AREE VERDI !!!
    invece di costruire altre palazzine ed un TEATRO !!!!! parliamone a due passi dall’Auditorium e dal Teatro olimpico un teatro al Fleming…. senza parcheggio in un quartiere già martoriato dai pullman turistici….. e senza un mq di verde !!
    2. PULIZIA dei quartieri…. mondezza a cielo aperto, escrementi di cani, strade ZOZZE E PUZZOLENTI
    3. GESTIONE TRAFFICO : ci chiediamo se c’è connivenza tra negozianti e municipale che x Via Flaminia non si transita più a nessuna ora del giorno….
    4. SCUOLE DISASTRATE …. 3 anni per fare una palestra prefabbricata…… e la Mengotti ????
    5. parcheggi o marciapiedi ??? ieri un signore disabile attraversando a P.zza Montenapoleone all’alteza delle strisce difronte alla Farmacia x salire sul marciapiede è dovuto andare oltre la piazza in Via bevagna per l’educazione dei miei concittadini…. parcheggi allucinanti doppie file ecc ecc la maleducazione senza limiti non è neanche arginata da un poliziotto di quartiere che se adibito alle multe risanerebbe le casse di tutto il comune di Roma….
    Prima di pensare ai ponti… ce ne è di cose da fare…..

  17. il signore Strix non si rende conto che non può parlare per tutti ed è davvero saccente, evidentemente non sa di cosa parla di certo non ha un laurea in architettura o urbanistica perchè il sottopassaggio risolverebbe tantissime cose e non solo il traffico per 800 metri come dice lei. mi spiace che in zona ci sia gente cosi negativa, veramente viene da dire allora tenetevi tutto com’è .

  18. Cara la mia Krisss in una botta sola mi dici che non mi rendo conto, che sono saccente, che non so di cosa parlo e che sono negativo….mica male! E tutto questo perchè ho espresso la stessa opinione degli altri (la simpatica Linda dice: e cos’è sta schifezza? eppure mica la riprendi). Secondo me non hai mandato giù il commento sulla “negatività”. Capita…..
    Volevo anche dirti che per criticare un’opera non c’è bisogno di una laurea (neanche il Ministro Lorenzin ce l’ha…..) e che basta la terza elementare per poter dire: “secondo me non serve a niente”. Ogni tanto leggo i tuoi commenti dove chiedi parcheggi, ponti, passerelle, cancelli, lampioni, panchine: ora vuoi pure il “French Brigde” sul canyon di Corso Francia: guarda che abbiamo 2.200 miliardi di debito pubblico! Ciao e riposa bene. Strix.

  19. Mi ricordo ancora che parecchi anni fa venne bocciata dal comitato dei cittadini, riunitosi nella parrocchia San Gaetano, la proposta di realizzare un ponte stradale vero e proprio, con relativo marciapiede, che potesse congiungere via Nitti e via di Vigna Stelluti, contro persino il parere favorevole del Municipio guidato all’epoca da Fasoli (!!!!) (autolesionismo puro..).Quella si che era una proposta sensata, che poteva far risparmiare un sacco di tempo perso tra code e due lunghi semafori.
    Per giungere al Fleming in macchina provenendo dalla zona Vigna Clara ci si impiega più o meno lo stesso tempo di quello che è necessario per arrivare ai Parioli, è assurdo!
    Dunque questo ponte di Largo Ronciglione, a mio sommesso avviso, non serve proprio a nulla!

  20. Una vera e propria cattedrale nel deserto!! Credo che Fleming e Vigna Clara abbiano altre priorità: il Fleming in particolare necessita di aree verdi magari utilizzando le aree del’ex circolo rimaste escluse dall’ennesimo progetto di speculazione edilizia che ha interessato il quartiere e rendere accessibile ed usufruibile il parcho di Veio con marciapiedi, ciclabili e dei sentieri ; un collegamento con Largo Ronciglione inoltre è assolutamente inutile, semmai sarebbe opportuno tra via Nitti e largo di Vigna Stelluti: a tale scopo, per migliorare il collegamento tra i due quartieri, forse basterebbe una diversa regolazione del semaforo pedonale di Corso francia in quel punto.

  21. il discorso delle priorità a poco senso . si può fare anche tutto insieme essendo opere diverse finanziamenti diversi etc etc non si può sempre ragionare alla romana facendo una cosa alla volta. il mondo è andato avanti

  22. Il mondo va avanti e purtroppo il bilancio del Comune di Roma è quello che è; non credo che una città in dissesto finanziario debba impegnarsi in opere infrastrutturali di dubbia utilità.

  23. Assolutamento d’accordo per l’esecuzione di quest’opera!
    Mi sembra che qui Kris sia l’unico a usare la testa (per caso sei under 40? Perché a mio parere gli adulti che ci hanno lasciato questo Paese a pezzi, insistono con questa perenne immobilità che ha lasciato a noi giovani danni riparabili -forse- fino alla nostra pensione).
    Quest’opera serve, ovvio che vada fatta bene stando col fiato sul collo a Comune, progettisti, appaltatori e manutentori (senza intralciarne la regolare esecuzione).
    I soldi pubblici ci sono, eccome (ve lo posso garantire lavorandoci quotidianamente con il Pubblico), solo che vengono male gestiti e mal allocati.
    Diciamola tutta, tutti voi negativisti (mi ricordate i Verdi che per fortuna sono spariti dalla vita pubblica) lo siete perché non avete un tornaconto diretto da quest’opera.
    Lasciate questo Paese a chi dovrà ricostruirlo.
    FATEVENE UNA RAGIONE.

  24. Non sono assolutamente contrario a opere urbane che migliorino l’aspetto della città e quindi la qualità della vita di tutti. Ma, anche tralasciando per un attimo il discorso delle priorità, che consiglierebbe ovviamente di destinare i fondi ad es. all’edilizia scolastica e alle aree verdi, il punto è che un ponte messo lì NON SERVE A NIENTE! Quante sono le persone che da largo Ronciglione vanno al Fleming a piedi, anche solo per fare una passeggiata? A parte un probabile aumento dell’utenza del Gesù-Maria, a tutto vantaggio di una istituzione scolastica privata che ovviamente “sponsorizza” l’iniziativa (a pensare male si fa peccato, ma spesso ..ci si azzecca), non vedo vantaggi concreti per i residenti del Municipio. Più utile sarebbe forse il collegamento tra Vigna Stelluti e via Nitti, anche se gli spazi per un’opera del genere appaiono insufficienti. Insomma, il Ponte della musica non ha insegnato nulla? Bello, senz’altro, ma del tutto inutile e di conseguenza inutilizzato.

  25. FACCIAMO PIUTTOSTO UN CAVALCAVIA PEDONALE SULLA FLAMINIA!!!!!!

    Eliminare i semafori vicini al centro Euclide significherebbe ridurre sensibilmente
    il traffico ormai insostenibile su Corso Francia .
    Queste sono opere importanti , altro che French Bridge

  26. Quanto sarebbe bello di uscire di casa a piedi o in bicicletta, traversare il ponte che sorpassa il traffico di passaggio, ed arrivare ad una biblioteca-centro culturale comunale, che da noi in XV manca!!! L’idea del ponte; è da valutare bene e tenere conto dei bisogni culturali dei cittadini in complessivo. Chiesa-casa non è più sufficiente oggi. In genere il ponte raggiunge qualcosa, qui dove ci porta? da un dormitorio ad un centro commerciale?, basta questo per risolvere i problemi sociali accumulati in questa area?

  27. La realizzazione di un ponte pedonale che colleghi i due quartieri sarebbe utile, ma credo che il progetto presentato nell’articolo non sia architettonicamente compatibile con la zona su cui dovrebbe essere edificato.
    L’ubicazione migliore sarebbe tra via di vigna stelluti a via nitti e dovrebbe armonizzare con l’ambiente circostante. Certo è che, come molti hanno scritto, i quartieri versano in un totale degrado: marciapiedi e strade pieni di buche e sporchi, scuole con cantieri aperti e mai finiti, viabilità stradale complessa. Collegamenti pubblici disastrosi verso qualunque zona della capitale, per non parlare tra i due quartieri in questione!! Ed infine ma non ultimo problema, una stazione ferroviaria che potrebbe essere utilissima in completo stato di abbandono…… insomma qui bisogna solo pagare tasse su tasse senza alcuna tutela….è molto triste e deprimente

  28. Mi stupisco che nessuno ricordi la vicenda dell’anello ferroviario (da chiudere, come prometteva Alemanno ) e che realmente potrebbe alleviare il traffico della intera zona. La stazione di Vigna Clara e quella della stazione Farneto distano poco ma nemmeno si fanno progetti per collegarle. Andateci a Berlino a vedere come le linee ferroviarie e del tram sono coordinate per consentire la mobilità. A Roma facciamo un pessimo uso delle possibili coincidenze: vedi metro A e Ponte Lungo, e moltissimi altri esempi del disinteresse a coordinare il servizio. Mi piacerebbe portare l’attenzione del vostro Blog sulla questione “anello ferroviario” tanto più che il materiale informativo dell’ex ventesimo municipio tratteggia il percorso per la prossima chiusura da realizzare. Per vedere la storia anello ferroviario basta digitare Stazione Farneto sul motore di ricerca web. Molti saluti, Franca Toller

  29. Io preferirei un ponte anche per le automobili oltre a pista ciclabile e pedonale.
    Questa si sarebbe veramente utile!

  30. Ma perché con questi soldi (in realtà dubito che siano sufficienti) non si cerca di riaprire la linea ferroviaria della stazione di vigna clara?
    Oppure perché non si eliminano i secchi della spazzatura in favore della raccolta porta a porta? Anche questo magari contribuirebbe a ridurre un po’ le doppie file…
    Ripristinare una linea ferroviaria esistente è utile, o togliere un po’ di sporcizia sono esigenze prioritarie rispetto al ponte.
    Inoltre pure secondo me unirebbe il nulla col nulla esattamente come il ponte della musica, opera di un’utilità “imbarazzante” o sbaglio?

  31. E’ incredibile notare come l’immobilismo romano si concretizzi in un semplice articolo ove si parla di un possibile progetto per la città, o parte di essa! E tutto questo in pieno XXI secolo, altro che generalizzazione di una flemma di un popolo. E raccogliendo nel più assoluto qualunquismo motivazioni assolutamente estranee alla cosa….strano che nessuno abbia citato i diritti dei gatti e l’assenza di latrine per i cani! Ironie a parte, come si fa a pensare che l’AMA (la nostra azienda per la raccolta differenziata) e un Progetto Urbano siano la stessa cosa, godano degli stessi finanziamenti e siano diretti dalle stesse persone ? E’ ovvio che fare un ponte non toglie i soldi alla pulizia delle strade o alla messa in sicurezza delle scuole, peraltro anche statali. Ma la scusante per non fare o almeno per non fare sotto casa propria (come l’annosa questione dei parcheggi) è una forte tentazione.
    Il progetto è stato mostrato anche su una rivista e andando a vedere le opere dello studio che lo ha concepito, Officinaleonardo (sito in attivazione, diverse cose invece sul web e su siti stranieri) , mi sono accorto che nei progettisti è viva una vena fortemente orientata verso l’ambiente, la bioarchitettura, l’uso dei materiali, il recupero del tempo libero e dei valori, l’impatto energetico ambientale, ma ovviamente non disdegna i tratti contemporanei o forti…ma d’altro canto chi andando in vacanza a Berlino, a Londra o a Parigi, per restare in Europa, non osanna la modernità di queste città, la loro funzionalità, il loro coraggio e la loro sperimentazione? Qui saremmo ancora fermi al Teatro di Marcello con la soprastante dimora Savelli, ultima opera moderna e temeraria di Roma, anzi, siamo ancora fermi.
    Ben scrivono Kris, Daniela, Riccardo, Pyrios, oltre che Salvatore, Simo e Massimo, forse unici animi giovani del blog, persone di cultura che hanno viaggiato e sanno amare ed essere sincere con se stesse.
    Certo, è vero, apparentemente non collega niente, ma è proprio questa la sfida delle città future, godere del tempo libero, andare da un bel quartiere verde di ville, alberi . uccellini e silenzio (e chi va in bici sa quanto possa esser appagante) a un piccolo parco pubblico, con adiacenti strutture sportive magari messe a disposizione del quartiere (a pagamento, ovvio, è da lì che ci guadagnano i preti, non da nuovi accoliti piuttosto improbabili, come osservava qualcuno) passando in quota sopra la città, uno sguardo verso un quartiere contemporaneo (in quest’ottica condivido la proposta complementare sulla cartellonistica come arredo urbano), ove il rosso del ponte non stonerebbe affatto dal momento che il quartiere non è affatto bianco , nè siamo all’ EUR. I due parcheggi in testata al ponte potrebbero benissimo ospitare le auto dei residenti sulle due opposte “sponde”, magari favorendo pure l’abbandono dell’auto per la circolazione in bici, senza considerare le persone anziane, penso a quelle del mio palazzo, che così avrebbero modo di arrivare all’ex Standa o ai negozi e farmacie su Corso Francia (grazie all’ascensore vetrato) in totale sicurezza e senza alcun affaticamento, dal momento che mancano nella parte residenziale di Vigna Clara.
    Il Ponte della Musica mi pare un eccellente esempio invece, di collegamento di zone a valore ambientale, storico contemporaneo e dedicato al tempo libero….la Casa delle Armi, tutto il complesso storico e sportivo del Foro Italico, volendo anche i domenicali flussi diretti allo stadio, e dalla parte opposta ci dimentichiamo il Museo MAXXI e l’Auditorium? I progetti sono detti “urbani” nelle loro intenzioni d’insieme e più vaste, ma possono anche essere di “pertinenza”, come una piccola piazzetta ristrutturata, con giochi e verde. Ma comunque non devono per forza esser dedicati al traffico veicolare, pur ben capendo il tratto di via Nitti.
    Io sono un avvocato e abito in via Arrivabene, in un condominio anziano ove mostrando la rivista col progetto è stato invece accolto molto bene….certo non sono un architetto, nè un esperto delle tematiche o delle lotte di quartiere come voi, ma ci vivo, con moglie e figli e mi rendo conto di certe necessità….e mi piace viaggiare e so perchè ammiriamo quelle città! Roma , nel significato dei suoi abitanti, sembra non voler mai spiccare il volo, di non volerlo eppure il tempo è arrivato, come diceva bene Riccardo. Vedo comunque che alcuni hanno condiviso questa mia visione contemporanea della città e sognano un luogo diverso, ben sapendo che un ponte o una nuvola o una stazione non tolgono un soldo ai loro marciapiedi e ai netturbini e che come dicono anche alcuni politici avveduti bisogna fare per avanzare (rilanciare l’economia) in italia, certo con criterio, ma non protestare a ogni tentativo di cambiare e tirar su la testa, non essendo sospettosi su tutto, visto che poi molte (ancor poche) cose si fanno bene e senza mafie (anche a Roma, come le opere prima citate) , nè pensando che masochisticamente non ce lo meritiamo. Ci vuole entusiasmo e….non ricordo più cosa altro volevo scrivere però rivedendo e rileggendo il progetto mi accorgo che la baracca, parte della antica storia urbanistica di corso Francia, compare restaurata con un urban design alla Keith Haring, si realizza una nuova ampia piazza al piede del ponte, vi sono spazi per gli artigiani (attualmente in difficoltà anche a Roma) e non per i commericanti, si ricostituisce il profilo verde della collina sventrata e orribilmente riempita di cemento negli anni recenti (in cambio di soli miseri 52 posti auto) ove l’orribile scalea rimpianta da qualcuno e già “restaurata” in epoca recente e mai percorsa da nessuno, fa da regina incontrastata.
    Ho scritto molto rispondendo a molte osservazioni su questo blog e di amici del quartiere, al contrario di voi magari non replico, per cui alla fine ho scritto quanto voi. Penso e immagino che il progetto non vedrà mai la luce ma mi piace sognare, mi piace sognare una Roma diversa. Ma anche libera dai pregiudizi e libera a sua volta di sognare

  32. Gentile Avv.to Lorenzo, ho deciso di risponderle perchè sono uno di quelli che ha espresso perplessità sull’utiilità del progetto (anche se lo ritengo bello); ma c’è anche un’altra ragione. Secondo lei, solo chi è favorevole, è una persona di “animo giovane, che ha cultura, che ha viaggiato, che sa amare e sa essere sincera…..”. Come dire: chi è contrario è vecchio, ignorante, non si è mai mosso dal suo paese, ha un animo arido! Una posizione alquanto “bizzarra”.
    Personalmente ritengo che una “opera pubblica” oltre ad essere bella debba essere funzionale; pertanto, razionale ma anche utile (il MUSE di Trento firmato R.Piano?). Un esempio? Il ponte di calatrava: costato un occhio della testa (soldi del contribuente) e di scarsa funzionalità; un ponte bailey costruito dal Genio Militare sarebbe costato qualche migliaio di Euro e avrebbe avuto maggiore utilità.
    Nella nostra città prima si costruiscono gandi opere e poi si va a cercarne la funzione; il Ponte della Musica, da lei citato, nasce come “ponte dello sport” (gli sportivi avrebbero dovuto parcheggiare in un parcheggio che da anni non c’è più per poi passare il Tevere) e riconvertito in Ponte della Musica con un improbabile collegamento ideale tra Auditorium-MAXXI-Ponte. Una balla bella e buona.
    Gli esempi potrebbero essere tanti: l”Auditorium ha “colmato il vuoto tra la collina dei Parioli e la piana sottostante”? Ma quando mai! Ha tolto spazio e luce ad una delle zone più belle tra Flaminio e Parioli decretando poi la morte del più bel quartiere popolare costruito dopo la fine della guerra, opera di architetti ingegnosi (per questo motvo perfino il Ministero dei LL.PP. si era espresso negativamente sulla scelta del sito).
    Del “french.bridge” non ne capisco l’utilità: cosa impedisce ai residenti dei due quartieri di scendere a piedi su Corso Francia e poi risalire? E quel giardinetto: se proprio lo si vuol rendere fruibile basta aprirlo (anche con i poster) dal momento che il Fleming non ha aree verdi a portata di mano, Volevo infine dirle che un’opera per essere apprezzata deve anche piacere, ma non agli addetti ai lavori, agli esperti, ai politici o agli intellettuali: deve piacere alla gente comune, quella che nella città ci vive e che sogna più che “nuvole” opere belle ma che migliorino la condizione di vivibilità (proprio come fanno nei paesi da lei citati). Tanti cari saluti…..e la prego non ci consideri più dei provinciali!

  33. Caro Lorenzo, io sono giovane ho fatto economia e ho viaggiato. Il ponte non sarebbe dietro casa visto che abito vicino Ponte Milvio. Ribadisco che il Ponte della Musica è un monumento (bello per carità) all’inutilità.
    So che la gestione dei rifiuti e un ponte attingono da fondi separati la mia era solo la rappresentazione dei problemi che percepisco come più pressanti.
    Io credo solo che in un momento non prospero sia meglio preoccuparsi di cose più utili. Le passeggiate a piedi può sempre farle non credo che attraversare Corso Francia a piedi sminuisca la sua personalità.
    Berlino, tanto per citare un suo esempio, ha un’amministrazione comunale tra le più indebitate d’Europa, e comunque in Germania si sono preoccupati prima di costruire una rete di trasporto pubblico efficiente e capillare e solo dopo hanno considerato altre amenità.
    Per quanto riguarda gli spazi verdi io non difendo gli interessi dei preti semplicemente mi limito a considerare come vengono gestiti quelli attualmente presenti sopratutto al Fleming…
    Noto anche che in merito alla stazione di Vigna Clara non ha avuto commenti da eccepire. Quella si sarebbe un’opera utile.

    In definitiva al di là delle argomentazioni a fronte di risorse limitate quest’opera costituirebbe uno spreco.
    Il resto, comprese le mie e le sue argomentazioni, sono chiacchiere sterili.

  34. Sono un abitante della Collina Fleming, e vi posso assicurare che il ponte in quella posizione è assolutamente inutile. Inviterei i “giovani” ad usare un po’ di più il buon senso…

  35. Trovo opportuno fare solo un paio di precisazioni, anche se su questo sito vado molto di rado per leggere qualcosa che riguardi il nostro quartiere.
    Anzitutto proprio perchè ci vado piuttosto di rado trovo strano leggere da parte di qualcuno che non ho lasciato commenti su un presunto articolo sulla stazione di Vigna Clara….neanche da commentare!
    Poi trova conferma la mia teoria che di solito chi scrive è sempre chi ha una vis polemica, fatto percepito leggendo le opinioni su questa pagina e raffrontandole con chi abita nella zona, magari più nei due quartieri interessati dall’intervento che nel fondovalle, e non sono pochi. Tutti piuttosto interessati all’idea
    Certo adesso le questioni della spending review sono molto alla moda ma se a pagare il ponte fossero i privati che realizzano il parking, il polo sportivo o le attività artigianali, forse non sarebbe così opportuno chiedere che i soldi andassero all’AMA per pulire un centinaio di marciapiedi oppure non fossero spesi affatto…..tanto i soldi passano mentre le opere restano. D’accordo, non sarà l’opera più bella o utile in assoluto di Roma, ma se veramente avete viaggiato o siete informati come pare leggendo le vostre risposte, ne potete contare a centinaia nelle principali capitali europee o internazionali.
    Berlino, si sarà pure indebitata come eccepisce il lettore, ma ha realizzato la qualità strutturale della sua vita quotidiana e poi la Germania ha poco da imparare sotto il profilo economico da noi, non vi pare?
    Informatissimo Stryx su molte questioni ed architettura (ma Calatrava, il ponte, dove starebbe? a Roma non ve ne sono…per caso a Cosenza? a Venezia? o sulla Autostrada del Sole?) salvo alla fine confondere il tutto e fare confusione su un ponte dello sport concepito molti anni addietro o sull’auditorium, il cui sito originale fu ampiamente criticato, ossia la pendice Strohl-Fern, e non l’attuale, cha assolutamente non deturpa nulla: probabilmente il signor Stryx non è mai stato sul posto e parla per sentito dire o pezzi di giornale confusi sulla scrivania (ma tant’è, tipico male italiano, buttar tutto in confusione e chiacchere) ; mentre il sottoscritto vive nel quartiere e credo abbia il diritto di apprezzare un’opera che sorgerebbe proprio sotto le proprie finestre e anzichè dirsi proccupato da “possibili crolli” se ne dice entusiasta, senza peli sulla lingua, perchè che male ci sarebbe a dire di usarlo?? Ovvio molti non lo useranno ma l’ambito dell’opera è meramente locale e uno degli investitori del parking che il nostro portiere conosce e che anch’egli vive nel quartiere sarebbe ben felice di contribuire a tale opera senza alcun costo per la comunità, ma solo godimento.
    Infine la seconda conferma: essere contrari a tutti i costi alle opere, contemporanee, infrastrutturali, architettoniche o ambientali! Infatti provate a chiedere al signor Strox se fosse d’accordo se sotto casa sua realizzassero una fermata della metropolitana, un parking interrato, un parchetto dedicato ai bimbi, un ristopub di design, un cinema, una moderna tramvia, una ciclabile che però tolga qualche posto auto, un asilo nido, una bella palazzina che però gli tolga la vista nonostante venga costruita su terreno edificabile……
    Riflettete gente, riflettete gente (se non ci sono solo contrari), questa E’ l’Italia….

  36. Caro Signor Lurenzu non deve mica prendersela cosi tanto solo perchè non la pensiamo come Lei; abbiamo capito che ha fatto qualche viaggio all’estero, che ha letto una o due riviste di design e conosce Wikipedia, ma non è che puo imporci ad ogni costo il suo ponte. Di un’opera del genere, Signor Lerenze, non sappiamo che farcene perchè crediamo che sia inutile (e non perchè siamo contrari ad ogni costo ad un parchetto per bimbi o un ristopub di design; ma che roba è?).
    A noi Signor Larenzi non frega un tubo di sembrare gente istruita e che ha viaggiato; se una cosa è inutile, è inutile e non va fatta, soprattutto quando si usano i nostri soldi. Il ponte della musica, il teatro della musica, il muro del pianto, la teca dell’ara pacis, l’auditorium, il maxxi non hanno portato un briciolo di miglioramento o benessera ai residenti anzi hanno stravolto, e per sempre, la serenità di chi viveva in quartieri belli e tranquilli. In compenso queste opere sono costate cifre assurde con le quali si sarebbe potuto risolvere il problema degli allogi popolari o lo sfacelo idrogeologico di questo paese. Certo, grazie a gente che ha le sue stesse belle idee, nel 2015 o nel 2020 avremo il nuovo centro Congressi di Fuksas costato appena 420 (per il momento) milioni di Euro: hai voglia signor Lirenzi a sognare su quella “nuvola” di quattrini!

  37. Eccola un’altra opera per “giovani di cultura, che hanno viaggiato e che sanno amare”: i cancelli in cemento armato al posto dei pini in Piazza Verdi a LaSpezia.
    Via gli alberi che hanno 70 anni e tra i palazzi umbertini una bella serie di cancelli tricolori alti 3 metri, come gli autolavaggi.
    Questa si che è giovinezza! Questo si che è osare!
    Da quei cancelli patriottardi LaSpezia potrà finalmente spiccare il volo.

  38. resto basita leggendo questo blog (ma anche altri) di tanto in tanto, specie quando si affaccia una proposta! Nelle ultime battute lego un acceso botta e risposta tra due blogger e o che uno su due linee completamente diverse e ben rappresentano l’Italia di oggi. uno ha entusiasmo per un’opera che forse non verrà mai realizzata nel nostro quartiere e che fa un discorso ,si, appassionato, ma pienamente condivisibile, puntuale, argomentato, forse un po’ lungo e ampolloso, ma in effetti un ritratto del nostro pase che in parte condivido; l’altro invece gli dà contro con arroganza opponendo fatti assolutamente non congrui (i cancelli di La Spezia? cosa c’entrano con le bellissime architetture che ha egli stesso elencato??) e on grande puntualità di numeri e fatti(anche se in effetti non sa che alcuni delle opere da lui citate sono state realizzatein financing project, quindi non con i suoi soldi); è appunto il ritratto dell’italia, quella che va marcia indietro e masochisticamente contro se stessa, di quelli sempre contrari a tutto, che vedono il brutto in ogni cosa (ma cosa gli piacerà al signore??) e la minaccia nel nuovo (quasi che tolga sempre spazio e denari a qualcos’altro, buttato lì tanto per dire). Con questa gente non ci rimane che spararsi!! Certo anche il signor Lirenzi sbaglia, vedendo utile questo ponte pedonale che farebbe certo felice la mia gatta, mentre nella zonalo sarebbe un vero ponte carrabile su vigna stelluti che credo alla fine si potrebbe proprio fare visto che finalmente sono stati sdoganati nella nostra città! resto però veramente colpita, anche se si tratta di minoranze , che aLCUNI, OGGI, POSSANO ANCORA RITENERE INUTILI L’AUDitorium e il maxxi: forse gente che non va ad ascoltare la musica, neanche quando è gratis e sogna invece una bella casetta pagata dal comune (piacerebbe anche a me, ma non rientro nei parametri di merito avendo di più) . Micaela

  39. Il vero problema è che il progetto in questione andrebbe a vantaggio esclusivo dei residenti di via Ronciglione e stradine limitrofe, che effettiivamente soffrono un disagio dovuto alla loro posizione isolata ma comunque non possono pretendere che si realizzi un progetto così costoso (non ne discuto l’estetica) solo per le esigenze di spostamento di un numero così esiguo di residenti ; sarebbe più utile realizzare un’infrastruttura per favorire il collegamento tra via di vigna stelluti e via nitti, andrebbe a servire un bacino d’utenti sicuramente più ampio tra due zone a che hanno una vocazione commerciale. Per il resto mi sembra ozioso buttarla in polemica facendone una questione di tipo ideologico o generazionale.

  40. Ecco un’altra persona che, basita o colpita che sia, accusa gli altri di “arroganza” solo perchè non la pensano come Lei. Forse Signora Micaela, avendo rispetto agli altri “di più” probabilmente avrà anche un dizionario su cui leggere il significato della parola “arroganza”. Nei miei commenti non ho manifestato alcuna “superiorità” nè tantomeno “alterigia” nei confronti delle idee altrui limitandomi a dire che si tratta di una OPERA INUTILE e che in quanto tale non va fatta (cosa che mi dispiace per voi, così sarà). Lei signora Micaela non mi conosce e come fa allora a dire che sono contrario a tutto e che vedo il brutto in ogni cosa?
    Perchè scrivo che il ponte di Calatrava costato ad oggi 11 milioni di euro si è rilvelato una mezza bufala? Perchè critico il muro del pianto e la teca di Meier? Perchè dico che l’Auditorium, di cui nessuno mette in discussione la qualità architettonica, non andava fatto in quel posto? Perche scrivo che il MAXXI (che in Via Guid Reni, zona di caserme e capannoni con la piacevole Chiesa di S.Croce) ci azzecca come i cavoli a merenda? Perchè penso al grattacielo della Regione Piemonte il cui solo progetto è costato 30 milioni (la Corte dei Conti ne vuole almeno 4 indietro). Perchè parlo dei 420 milioni della “nuvola” o dei 7 milioni di Euro di un ponte sempre deserto e di un teatro luogo di ritrovo di skaters? Li vada a vedere si divertono un mondo su quell’opera costata appena 1,5 milioni di Euro. E altro che “financing projet” perchè stiamo parlando dei soldi degli italiani che hanno tutto il diritto di esprimersi sull’utilità di un’opera costosa che solo raramente porta concreti bemefici soprattutto alla gente che magari ha un po’ meno di Lei. Proprio come nel caso di LaSpezia dove sono i cittadini (tutti contro le cose nuove e belle?)ad essere contrari; che poi i finanziamenti arrivino dalla CE non vuol dire un bel nulla perche sempre soldi dei cittadini sono!
    Concludo nel ricordarle che quando iniziò la costruzionde dell’Auditorium il Sindaco di Roma parlò di una grande opportunità che avrebbe avvicinato le persone e i giovani, soprattutto quelli della periferia, alla musica: una balla! Gli unici “borgatari” che vanno all’Auditorium ci vanno per pattinare sul ghiaccio!.
    Mi stia bene. Strix.

  41. Su “Striscia la Notizia” del 15 febbraio è stato madato in onda un servizio sul MAXXI, generalmente poco visitato (quel giorno non c’era nessuno!). E’ stato intervistato poi Sgarbi che ha definito il MAXXI un’opera brutta (un sarcofago) e inutile: inutile perchè una città come Roma non necessita di un museo di arte contemporanea dove “schifezze e scureggette” (parole di Sgarbi) vengono spacciate per arte.
    Che anche Sgarbi (con la sua biblioteca di 100.000 volumi) sia un vecchio ignorante nemico del nuovo e del bello?

  42. Io lo vedrei meglio e più funzionale se si facesse tra via di Vigna Stelluti e via Nitti (per certo, in un vecchio piano regolatore era previsto, addirittura transitabile per le auto). Lí unirebbe il quasi niente di via Ronciglione ed il Gesú e Maria. Una sorta di viabilità privata per i bambini che andrebbero a scuola dalle suore. Un altro ponte della musica ?

  43. ma il ponte della musica collega l’asse proveniente da auditorum e maxxi con il foro italico che verrà mano mano monumentalizzato e con il parco di monte mario.
    comunque mi son andato a vedere i progetti di questi officinaleonardo e debbo dire che sono proprio interessanti, per cui la realizzazione di un ponte promette bene.
    un amico al municipio mi ha detto che comunque il progetto verrà spostato sull’asse vigna clara

  44. si, ho capito chi sono!!!! :-))) lo scorso week end c’è stata questa bellissima iniziativa di Open House, che ti porta a scoprire le case fatte dagli architettti, e non mi son lasciata sfuggire la cosa. Mi intrigavano molto un paio di case di cui non ricordo il nome…aspé, ho qui l’opuscolo Lab4house e 39/7 House (nomi da fantascienza…o fantapizza!), nella stessa palazzina della Romabene, che erano descritte come case robotiche e domotiche, con muri che si spostano, corridoi vetrati sospesi sul vuoto, laghetti d’acqua (bhè, specchi) e tanto legno vetro pietra e cemento…..che dire?? LE CASE PIU’ BELLE DI ROMA!!! giuro! e anche l’architetto di OFFICINAleonardo – persona squisita che ce le ha presentate senza risparmiarsi su dettagli o parole e con discorsi aperti a tutti che spaziavano dalla psicologia, alla poesia, dal cinema alla sociologia fino alla portata culturale dell’evento – era un gran figo! anche se non della mia età 🙁
    Magari con la scusa di ristrutturare la mia tristanzuola stanzetta al Fleming da studentessa universitaria, me li vado a trovare questi Officinaleonardo (immagino il fondatore si chiamasse Leonardo) e me li godo un altro pò. Sognare non guasta

  45. Spostare il progetto sull’asse di Vigna Clara mi sembra una cosa di buon senso.
    Il collegamento attraverso l’asse via nitti via di vigna stelluti sarebbe utile a molti residenti dei due quartieri. Non mi faccio illusioni però, il Comune di Roma praticamene lo hanno portato ai limiti della bancarotta e ormai è un lusso persino l’illuminazione pubblica delle strade. Alcuni progetti come la Nuvola di Fuksas probabilmenet rimarranno incompiuti (pare che sia diventato un pozzo senza fondo e si litiga sulle resposabilità) e altri molto importanti per Roma Nord come la chiusura dell’anello ferroviario sono diventate ormai una leggenda e vedrebbero la luce forse solo se organizzassero i giochi olimpici a Roma. Il paese si sta ormai ridimensionando e con esso anche la sua capitale.

  46. eppure la nuvola avevo letto che la pagava ente eur e nello specifico l’albergo triplicato alle sue spalle, mentre l’anello le fs e regione lazio una parte….invece so da una mia amica che i piani parcheggi (vive sopra uno di questi) servono ad acquisire fondi per realizzare anche altre cose

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