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La Costa Concordia di via Cassia

cippo cassia

Ci sono voluti cinquecento milioni di Euro e cinquecento operai per riportare in assetto lo scafo della Costa Concordia; una operazione mai tentata che ha permesso di raddrizzare lo scafo adagiato sulla fiancata destra. Di questa vicenda se ne sono occupate le televisioni di tutto il mondo e vedere in TV quel mastodonte girarsi lentamente ci ha fatto venire in mente quel parallelepipedo di travertino che da tempo immemorabile giace sulla Cassia.

Come la Concordia è adagiato su di un fianco proprio all’incrocio tra la Cassia e Via dei Due Ponti; mentre il piroscafo della Costa veniva su lentamente ci siamo chiesti se anche il travertino non poteva essere raddrizzato.
Magari invece di cinquecento operai ne basterebbero cinque e neppure servirebbero catene e pali in acciaio. Anche sul costo si può azzardare una ipotesi: con una ruspa del Comune l’operazione può essere portata a buon fine a costo zero.

Quel cippo di marmo che indicava la Via Cassia, lo stesso che veniva messo lungo le strade dell’Impero, giace accasciato su di un fianco da tanto di quel tempo che se ne è persa la memoria.

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L’anziano signore che ci sta seduto sopra ci dice di avere 85 anni e che almeno da trenta ricorda il cippo in quella posizione; anche una passante, una signora di mezza età, ci dice che quando frequentava le scuole medie il grande marmo era già coricato.
Trenta o quarant’anni: chi lo sa?

Peraltro, a pochi passi dalla Tomba di Vibo Mariano, quel cippo antico ci fa proprio una pessima figura; prima serviva ai lavavetri per riposare tra una spazzolata e l’altra. Oggi accoglie anziani e bambini che sostano qualche minuto in attesa che scatti il semaforo.

cippo-cassia-3.JPG cippo-cassia-4.JPGSe per raddrizzare 114.000 tonnellate di Concordia ci sono voluti 20 mesi quanti anni ancora bisognerà aspettare per rimettere in piedi quelle 4-5 tonnellate di travertino?

Edward Luttwak, il noto politologo statunitense, tempo fa ha detto che il nostro paese per colpa della politica non è più “un impero”. Va be’, non siamo un impero, ma un blocco di travertino riusciamo a raddrizzarlo?

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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2 COMMENTI

  1. Concordo pienamente, rammento che anche prima di sposrami, or sono 37 anni da quella felicissima data, il prezioso cippo marmoreo giaceva in quella posizione. Per anni ho ritenuto che il suo raddrizzamento fosse impossibile per mancanza di una base; mi sbagliavo!!
    Spero che l’operazione si concluda in tempi brevi così come la pulizia del verde nella zona di confine tra Via due ponti e l’Ospedale Villa San Pietro della cui manutenzione se ne sarebbero dovute far carico alcune società, così come indicato in alcuni cartelli dalle stesse platealmente posizionati all’epoca della piantumazione di alcuni arbusti.
    La stessa cosa vale anche per i bandoni di metallo siti a recinzione di alcune proprietà; bandoni ormai consunti dal tempo che male contribuiscono al decoro della strada.
    Buon anno.

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