Home ATTUALITÀ Labaro-Prima Porta, l’alluvione di 48 anni fa

Labaro-Prima Porta, l’alluvione di 48 anni fa

alluvione1965.jpgQuarantotto anni fa, nei primi giorni di settembre 1965, Roma fu colpita dalla furia della natura. Un incredibile nubifragio si abbattè sulla Capitale, oltre 170 millimetri di pioggia si riversarono in particolare su Roma Nord. Due grosse borgate, oggi gli enormi quartieri di Prima Porta e Labaro, vennero allagate dalla piena della marrana di Prima Porta e del torrente del Cremera. L’acqua raggiunse i primi piani delle abitazioni e il tragico bilancio fu di tredici morti, quattromila senzatetto, tantissime case pericolanti e instabili, numerose furono necessariamente abbattute. Centinaia di famiglie persero tutto ciò che avevano.

Colpa delle marrane

Come ricorda il giornale on-line Meteoweb a provocare le inondazioni furono alcuni piccoli corsi d’acqua, che a Roma vengono appunto chiamati “marrane”. Questi fossi drenano poca acqua durante l’anno, ma in occasione di precipitazioni molto forti possono crescere fino ad inondare le zone ribassate. Uno dei problemi di Roma, ancora molto attuale, è che molte marrane sono state interrate artificialmente e coperte dal cemento delle strade.

La cementificazione ha peggiorato ulteriormente la situazione, e nei luoghi dove un tempo scorrevano questi piccoli corsi d’acqua si continuano a creare allagamenti ogni volta che scoppia un nubifragio. Con l’aggravante che oggi l’acqua non è più drenata da corsi superficiali ma da tubature sotterranee troppo piccole.

I primi tre giorni del settembre 1965

I primi tre giorni del settembre 1965 – ricorda ancora MeteoWeb – furono drammatici in tutta l’Italia centrale, specialmente nel Lazio e in Toscana. Tutta la parte centrale del paese fu colpita da intense precipitazioni, e per le inondazioni provocate dal Tevere l’Autostrada del Sole (la A1), aperta al traffico soltanto un anno prima, venne chiusa in vari tratti. Ad Orvieto fra il primo e il 3 settembre caddero oltre 300 mm di pioggia (dati dell’Ufficio Idrografico della Regione Lazio), e valori molto simili si registrarono un po’ in tutto il bacino del Tevere, con punte che raggiunsero i 400 mm.

La disperazione in un video d’epoca

Dall’alluvione del ’65 si sono registrati diversi allagamenti nell’area di Prima Porta: nel 1984, nel 1987, il 10 e il 28 agosto e il 1 novembre del 2002, il 23 maggio del 2004, il 20 ottobre 2005 ma quella del primo settembre 1965, a detta degli esperti, è il maggiore evento alluvionale accaduto in epoca moderna. Enormi furono i danni. Oltre trecento le famiglie disastrate, quelle a cui dopo l’alluvione non rimase nulla.

Un documentario dell’epoca, pubblicato dalla Cineteca di Bologna, mostra i danni e la disperazione della gente di Prima Porta e Labaro, gente molto povera, che nell’arco di un giorno e poco più perse i frutti del lavoro di una vita: clicca qui.

Fabrizio Azzali

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5 COMMENTI

  1. La realizzazione della diga di Labaro ha portato l’innalzamento del livello del tevere. Di consequenza si è alzato il livello di scorrimento della marrana per sfociare correttamente nel tevere. I corsi d’acqua che sfociavano nella marrana si sono alzati inevitabilmente di molti metri scorrendo in questo momento ad uno – due metri sotto le case che a suo tempo vedevano il corso della marrana almeno quindici metri sotto dovegli abitanti di zona raccontano che ci pascolavano le mucche.
    Nonostante questi danni permanenti causati dalla realizzazione della diga in alcune vie non sono state ancora realizzati i servizi di raccolta di acqua piovana e le relative idrovore ( nella vicina Valle Muricana in continuo sviluppo e più giovane di Prima Porta hanno già realizzato questi servizi)
    In tutto questo chi ha realizzato a suo tempo la diga aveva come imposizione la realizzazione di un sistema che portasse la marrana a sfociare dopo la diga in modo che quando si alzava il livello del tevere la marrana continuasse il suo corso senza causare danni. Ma come al solito realizzata l’opera il resto non contae tutti se ne fregano.
    La storia è e sarà sempre quella: soldi stanziati appalti assegnati e nel nulla spariti

  2. Perchè non vengono a pulire la marrana di Prima Porta è una cosa vergonosa c’è di tutto alberi rami ormai non si vede più neanche lo scorrere dell’acqua, solo chiacchere invece di agire prima che venga un’altro allagamento forse sarebbe giusto in quanto è tanti anni che non si pulisce provvedere al più presto, speriamo che le mie parole non siano vane……. ma si continua suolo a promettere ……

  3. io abito a prima porta e oggi la marana non sembra un corso d’acqua ma una foresta, infatti non si vede acqua ma alberi.
    che aspettiamo a pulire un’altra alluvione come nel 65? io ho vissuto quel disastro, all’epoca abitavo in via pietro gentile. Bisogna pulire questa marana ! grazie

  4. io non abito a Prima Porta ma purtroppo nel 1965 io ancora non ero nata ho perso mio zio di 24 anni Renzetti Aldo , che dopo 10 gg dalla tragedia doveva sposarsi.
    oltre a lui sono morti il suo futuro cognato e i cugini di quest’ultimo.
    erano su una fiat 500 e l’alluvione li ha trascinati non esisteva più la strada a S.Cornelia .
    Mio zio fu ritrovato dopo 8 giorni .
    Queste Tragedie penso che alle volte si possano evitare se ci fosse un controllo
    delle strade e dei percorsi dei torrenti .

  5. Nel Documento del Comune di Roma “PIANO SPEDITIVO FINALIZZATO A RIDURRE LE CONDIZIONI DI RISCHIO DEI SOGGETTI ESPOSTI A RISCHIO DI ALLAGAMENTO NEL QUARTIERE DI PRIMA PORTA” del maggio 2006 vengono spiegate dettagliatamente quale sono le cause che provocano l’allagamento di alcune zone di Labaro. Dopo l’alluvione del 1965, la Marrana (elemento del tutto naturale con un bacino di 78,2 km2) fu protetta da argini la cui realizzazione non consentì più alle acque meteoriche di raggiungere il fosso, Per questa ragione furono impiantate 3 idovore con paratie a chiusura per evitare il rigurgito delle acque. Le ragioni dell’allagamento sono state individuate sia nell’insufficienza del sistema fognario che nel mal funzionamento di paratie e idrovore.
    La Diga di Castel Giubile, nel documento, non viene affatto citata quale causa degli allagamenti; compito della diga è quello di livellare il livello e le paratie vengono aperte quando le prcipitazioni superano i 28 mm/ora.
    Il solo inconveniente della diga può essere un mal funzionamento delle paratie dovuto però ai detriti (alberi, tronchi, lavatrici, frigoriferi ecc.) che potrebbero bloccarle.
    Ma questo è un altro discorso.

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