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Parco di Veio, contestata la nomina di Giacomo Sandri a commissario

Il consigliere regionale de La Destra, Francesco Storace, ha presentato una interrogazione al presidente della Regione, Nicola Zingaretti, per chiedere chiarimenti sulle nomine dei Commissari Straordinari degli Enti Regionali di diritto pubblico gestori delle aree naturali Protette. ”La giunta regionale – si legge nell’interrogazione – con delibera n. 164 del 3 luglio 2013 ha commissariato gli Enti Regionali di diritto pubblico gestori delle aree naturali Protette. Successivamente, il 31 luglio 2013, con decreto del Presidente della giunta regionale, sono stati nominati 11 commissari per altrettanti parchi regionali. In particolare con il decreto del Presidente n. T00213 del 31/07/2013 Michele Moschetta e’ stato nominato Commissario del Parco Naturale dei Monti Aurunci e con decreto n. T00215 del 31/07/2013 e’ stato nominato Commissario Straordinario dell’Ente Regionale Parco di Veio il sig. Giacomo Sandri.”

“Considerato che – continua Storace – il neo Commissario del Parco Naturale dei Monti Aurunci, Michele Moschetta, risulta essere amministratore di un’azienda agroalimentare e sindaco di Ausonia (FR) dal 2004 (comune che rientra nel territorio amministrato dal Parco Naturale dei Monti Aurunci) e il neo Commissario del Parco Naturale Regionale di Veio e’ assessore alle Politiche Territoriali del comune di Formello (comune che rientra nel territorio amministrato dal Parco di Veio), siamo in presenza di nomine inopportune”. Il consigliere regionale de La Destra, infatti, evidenzia che ”la Legge Regionale n. 29 del 1997 dispone che non si possa far parte del consiglio direttivo del parco se si e’ membri di una giunta comunale”.

”Pertanto – conclude Storace – chiediamo al presidente Zingaretti la revoca dei decreti di nomina dei citati Commissari Michele Moschetta e Giacomo Sandri, chiaramente incompatibili ed in contrasto con la normativa vigente, oltre ad esigere chiarimenti sui requisiti di qualificazione ed esperienza di tutte le nomine riguardante i Commissari Straordinari dei Parchi, cosi’ come espressamente previsto dalla delibera di giunta n. 164 del 3 luglio 2013”.

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3 COMMENTI

  1. ma dell’inviolatella non si sa piu nulla? lo trovo assurdo basta parole vogliamo i fatti. ps scrivete un articolo sulla pulizia delle strade? qui non passa mai nessuno nonostante io stessa faccia la segnalazioni all’ama

  2. Contro il commissariamento di tutti gli Enti Parco regionali voluto dalla Presidente Polverini le associazioni VAS, WWF, ENPA e LIPU hanno presentato il ricorso 9950/10 al TAR del Lazio, la cui Sezione 1T ha dovuto respingere la richiesta di sospensiva sulla base del presupposto (condivisibile) che togliendo i commissari si sarebbe venuto a determinare un vuoto amministrativo, dal momento che ad es. le associazioni ambientaliste non avrebbero avuto automaticamente il membro nominato: il TAR ha infatti rammentato che “la nomina di un commissario straordinario per la gestione di un ente pubblico costituisce espressione ampiamente discrezionale del potere di vigilanza della amministrazione competente, al fine di assicurare la continuità di gestione ed il regolare funzionamento dell’ente stesso”.
    Il Tar ha però ritenuto apprezzabili i motivi di diritto del ricorso che non è stato quindi respinto, con la seguente testuale considerazione: “quale logico corollario, la gestione commissariale dell’Ente, in sostituzione degli Organi ordinariamente preposti, non può che avere carattere eccezionale e, dunque, PER UN ARCO, OVVIAMENTE, LIMITATO DI TEMPO CHE NON PUÒ ESSERE VANIFICATO:
    – né dalla tardiva adozione delle iniziative necessarie per la individuazione dei componenti (degli Organi) da designare;
    – né a mezzo di successive effusioni provvedimentali con le quali, di volta in volta rinnovandosi la durata del commissariamento, di fatto, venga a procrastinarsi “sine die” il momento di rinnovazione degli organi statutari;
    altrimenti opinandosi, verrebbe a giustapporsi alla “voluntas legis” un regime di “prorogatio” (temporalmente indefinito) della gestione commissariale fondato su scelte discrezionalmente operate dall’amministrazione regionale; e, di fatto, LA GESTIONE COMMISSARIALE VERREBBE A COSTITUIRE LA MODALITÀ ORDINARIA (E NON CONTINGENTE E STRAORDINARIA) DI GESTIONE DEGLI ENTI”
    Anziché per un arco limitato di tempo, il commissariamento voluto dalla Presidente di Giunta Polverini è durato la bellezza di 3 anni ed ora il Presidente di Giunta Zingaretti ne consente un regime di “prorogatio” che di fatto viene a costituire una modalità ordinaria di gestione delle aree naturali protette che non è più contingente nè straordinaria.
    Ma il PDL della Regione Lazio ha denunciato le nomine senza ravvisare nessun vizio di legittimità in questo regime di “prorogatio”, perché avrebbe implicitamente comportato l’ammissione dello stesso vizio anche al lunghissimo commissariamento voluto dalla Polverini: il capogruppo del PDL Luca Gramazio ha dichiarato che “Zingaretti smentisce se stesso continuando a calpestare il merito e a premiare la fedeltà politica, con i soldi dei cittadini” ed ha annunciato l’intenzione di presentare “l’identikit dei nuovi commissari, in larga parte politici riciclati che hanno l’esclusivo merito di provenire dal centrosinistra”.
    A tal ultimo riguardo c’è da dire che sia Gubbiotti (messo a Roma Natura) che Sandri (messo a Veio) si erano candidati alle ultime elezioni regionali, senza essere stati eletti, mentre Dario Esposito (messo a Tevere Farfa) è stato a suo tempo Assessore all’Ambiente del Comune di Roma e Presidente della Comunità del Parco di Veio.
    In un altro comunicato del Gruppo PDL si paventa che le nomine “potrebbero produrre un danno erariale ed essere disastrose per le casse della Regione Lazio” perché “il rischio infatti è che la Regione debba pagare i commissari entranti ed anche i commissari uscenti, se dovessero vincere il ricorso contro le nomine che hanno presentato al TAR: nel comunicato si dichiara inoltre che “non si può pensare di passare dalla gestione straordinaria di questi Enti alla GESTIONE ORDINARIA TRAMITE LA NOMINA DI NUOVI COMMISSARI”.
    Questa impressione è confermata non solo dallo stesso Maurizio Gubbiotti nelle dichiarazioni rilasciate e pubblicate su questo blog, ma anche e soprattutto da Cristina Avenali (anche lei come Gubbiotti di Legambiente, eletta consigliere regionale perché inserita nel listino di Zingaretti) secondo cui le nomine mostrano “una netta cesura con il passato, premiando personalità che nel corso degli anni hanno dimostrato ottime capacità e competenze nei loro mondi di appartenenza: accademico, scientifico ed associativo”.
    Con queste nomine secondo la Avenali “la Giunta Zingaretti mette la parola fine ad anni di malapolitica, NOMINANDO AL POSTO GIUSTO LE PERSONE GIUSTE”, ignorando in modo inammissibile che la vera nomina di persone giuste al posto giusto dovrebbe essere soltanto quella che riguarda i Consigli Direttivi degli Enti Parco composti dal presidente e da altri sei membri, che il 1° comma dell’art. 14 della legge regionale n. 29/1997 prescrive che debbano essere “scelti tra persone che si siano distinte per gli studi e per le attività nel campo della protezione dell’ambiente” e non essere quindi sostituiti dai Commissari Straordinari.
    Per quanto riguarda la nomina di Giacomo Sandri, di cui più correttamente Francesco Storace ha denunciato la violazione del 5° comma dell’art. 14 della legge regionale n. 29/1997, che considera incompatibile la carica di membro del Consiglio Direttivo con quella di membro di Giunta Comunale, riporto le seguenti notizie tratte dal mio archivio, che danno la misura del grado di tutela che può assicurare al parco di Veio.
    Quando era vicesindaco il 28 febbraio 1995 Sandri ha avuto assieme al sottoscritto un incontro istituzionale in cui per ben due volte ha concordato con la Regione Lazio l’attuale perimetrazione provvisoria del Parco di Veio: ma quando poi è stato Sindaco per la 1° volta del Comune di Formello, il 17 dicembre 2001 il suo Consiglio ha approvato la delibera n. 46 con cui è stata fatta una “proposta di nuova perimetrazione del Parco di Veio”, che chiedeva di tenere fuori dai confini dell’area naturale protetta ben 378 ettari, articolati in 14 “aree escluse”.
    Con deliberazione n. 1197 del 9.8.2002 la Giunta Regionale del Lazio ha approvato la proposta di legge (poi formalizzata come n. 471 del 10.9.2002), con cui avrebbe voluto operare la “riperimetrazione” e la “riclassificazione” di 6 aree naturali protette, tra cui il Parco di Veio scucendovi la bellezza di 4.300 ettari circa: alla “Conferenza” indetta per il 26.9.2002 dall’allora Assessore Verzaschi per discutere sulla proposta di “riperimetrazione” voluta falla Giunta Storace ha partecipato anche il Sindaco del Comune di Formello Sandri che si è dichiarato insoddisfatto, perché avrebbe voluto che la “riperimetrazione” fosse quella proposta dal Consiglio Comunale con delibera n. 46 del 17.12.2001.
    Il 6 ed il 16 ottobre 2009 presso gli Uffici dell’Ente Parco è avvenuto l’incontro sul Piano di Assetto con il Comune di Formello rappresentato dal Sindaco Giacomo Sandri e dagli allora suoi assessori alla Cultura Maria Rita Bonafede e all’Urbanistica Sergio Celestino, a cui è stato illustrato il perimetro definitivo proposto dall’Ente Parco comprendente modifiche (poi per lo più adottate) sia di riduzione che di ampliamento del perimetro rispetto alla perimetrazione provvisoria.
    Il 29 gennaio 2010 ha partecipato a Campagnano alla riunione della Comunità del Parco per votare il parere da dare sul Piano di Assetto adottato. Assieme agli altri 2 Comuni all’epoca con maggioranza di governo di centro-sinistra (Campagnano e Mazzano Romano) Giacomo Sandri si è astenuto dal votare il parere negativo espresso dalla Comunità del Parco di Veio sul Piano di Assetto, con cui è stato chiesto formalmente al Consiglio Direttivo l’annullamento in potere di autotutela della delibera di adozione n. 32 del adottato il 9.12.2009.
    Nel 2013 la Comunità del Parco di Veio ha ribadito il suo parere negativo anche alla “proposta” del Piano di Assetto adottata dal Commissario Straordinario Massimo Pezzella con deliberazione n. 5 del 13.2.2012: ora che Giacomo Sandri è stato messo al posto di comando di “controllore” rispetto a quando da Sindaco era nella posizione di “controllato”, per giunta con una nomina viziata di legittimità, sarà curioso vedere come si comporterà.
    Faccio presente per inciso che sia il Piano di Assetto adottato nel 2009 che la sua “proposta” adottata nel 2012 prevedono a Formello l’edificabilità in 4 sottozone D/3 e 10 sottozone D/5 che sono tutte in violazione tanto del P.T.P. n. 4 quanto del PTPR e che riguardano anche buona parte dei 378 ettari che il Comune di Formello avrebbe voluto scucire dal Parco di Veio proprio per poterci costruire.

  3. L’8 novembre del 2010 è scaduto il mandato del direttore Salvatore Codispoti: la Direzione Regionale Ambiente e Sviluppo Sostenibile ha dichiarato la decadenza dei Direttori ed ha invitato i Commissari Straordinari a nominare dei “facenti funzioni” tra i Dirigenti del Ruolo Unico della Aree Naturali Protette della Regione Lazio.
    Il Commissario Straordinario Massimo Pezzella ha nominato come “Direttore facente funzioni” la dott.ssa Alessandra Somaschini, la cui carica dovrebbe essere scaduta il 31 luglio 2013 con la decadenza stessa del Commissario Straordinario Massimo Pezzella e la sua sostituzione con la nomina di Giacomo Sandri decretata dal Presidente Zingaretti.
    A meno che disponga diversamente il decreto n. T00215 del 31/07/2013 con cui è stato nominato, a Giacomo Sandri spetta comunque di confermare nella sua carica la dott.ssa Alessandra Somaschini o nominare un nuovo “Direttore facente funzioni”.
    Per completare il quadro dei vuoti normativi in cui versa attualmente l’Ente Parco di Veio c’è da dire che l’allora Presidente della Comunità del Parco di Veio Marco Visconti è automaticamente decaduto da quando si è dimesso da Assessore all’Ambiente del Comune di Roma per candidarsi alle elezioni regionali e la Comunità del Parco non si è fino ad ora preoccupata di convocarsi per eleggere il nuovo Presidente, che dovrebbe essere sempre l’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma Estella Marino.

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