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Come si vota per il Comune e i Municipi

vote.jpgNumeri da capogiro alle prossime elezioni: sono 19 i candidati sindaco e oltre 1600 i candidati consiglieri capitolini distribuiti in 40 liste. Pare che la scheda sarà lunga oltre un metro. Ancora più eclatanti i numeri per il rinnovo dei 15 municipi: ben 135 aspiranti presidente e 368 liste per oltre 7mila candidati.

Un vero e proprio esercito all’assalto dei 48 seggi da consigliere capitolino e dei 360 da consigliere municipale: un rapporto di 1 a 33 nel primo caso e 1 a 19 nel secondo. La politica ha ancora tutto il suo appealing.

Non sarà dunque facile per i 2 milioni e 400mila romani fare la propria scelta nelle 2600 sezioni elettorali.

Dopo i numeri diamo quindi uno sguardo a come si dovranno compilare le due schede: quella rosa per i Municipi e quella azzurra per il Comune.

La novità: due preferenze

Ricordiamo innanzitutto la novità di quest’anno: la cosiddetta “doppia preferenza di genere” in base alla quale si potranno esprimere due preferenze anziché una (ovviamente della stessa lista) e la seconda, facoltativa, dovrà essere per un candidato di sesso diverso da quello che si è indicato per primo. L’elettore, pertanto, potrà scegliere, o meno, di inserire il secondo nominativo, in ogni caso, comunque, il voto sarà considerato valido.

Nel caso di errore nessun problema, solo la seconda preferenza sarà annullata e il voto sarà comunque valido.

Non è una novità ma è bene ricordarlo: il voto disgiunto

Sia per il Comune che per il Municipio la legge elettorale consente l’utilizzo del cosiddetto voto disgiunto.
Di cosa si tratta: nel caso in cui, ad esempio nel XV Municipio, si voglia votare la lista P dando la preferenza ai candidati Luigi Bianchi e Paola Verdi ma non si vuole dare il proprio voto al candidato presidente sostenuto dalla stessa lista P, si è liberi di manifestare la preferenza per un diverso candidato presidente apponendo una X sul suo nome, come qui di seguito raffigurato. Mario Rossi, sul quale in questo fac-simile è stata apposta una X, è infatti un candidato presidente sostenuto da altre liste.
L’esempio è valido anche per i candidati sindaco sulla scheda azzurra.

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 Come si vota per il Comune

Per eleggere il sindaco e i componenti dell’assemblea capitolina (scheda azzurra) si potrà votare in uno dei seguenti modi mettendo una X

1. sul nome di un candidato sindaco, oppure
2. sul simbolo di una lista, oppure
3. sul nome di un candidato sindaco e tracciando anche una X sul simbolo di una lista, oppure
4. sul nome di un candidato sindaco tracciando anche una X sul simbolo di una lista e scrivendo il cognome o i due cognomi del candidato o dei due candidati consiglieri scelti nell’ambito della stessa lista
5. solo sul simbolo di una lista e scrivendo nell’apposito spazio il cognome o i due cognomi del candidato o dei due candidati consiglieri scelti nell’ambito della stessa lista

Come si vota per il Municipio

Per eleggere il presidente e i componenti del consiglio municipale (scheda rosa) si potrà votare in uno dei seguenti modi mettendo una X

1. sul nome di un candidato presidente, oppure
2. sul simbolo di una lista, oppure
3. sul nome di un candidato presidente e tracciando anche una X sul simbolo di una lista, oppure
4. sul nome di un candidato presidente tracciando anche una X sul simbolo di una lista e scrivendo il cognome o i due cognomi del candidato o dei due candidati consiglieri scelti nell’ambito della stessa lista
5. solo sul simbolo di una lista e scrivendo nell’apposito spazio il cognome o i due cognomi del candidato o dei due candidati consiglieri scelti nell’ambito della stessa lista

Il ballottaggio

Sia per il Comune che per i Municipi è previsto un secondo turno elettorale, detto di ballottaggio, che si terrà il 9 e 10 giugno qualora nessun candidato sindaco al Comune abbia ottenuto al primo turno il 50% +1 dei voti. Altrettanto vale in ogni Municipio. A essere ammessi al ballottaggio sono i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti e a essere eletto sarà colui che ne prenderà di più.

Gli effetti del voto

Se la lista o l’insieme di liste collegate al candidato sindaco eletto nel primo o nel secondo turno non hanno conseguito almeno il 60% dei seggi, ma hanno ottenuto al primo turno almeno il 40% dei voti, otterranno automaticamente il 60% dei seggi.

I rimanenti seggi verranno invece ripartiti sulle altre liste con un complicato metodo matematico detto metodo D’Hondt (inventato e descritto per la prima volta dallo studioso belga Victor D’Hondt nel 1878 e ancora oggi utilizzato in numerosissimi paesi) fermo restando che i candidati sindaco e i candidati presidente non eletti se sono collegati a liste che hanno ottenuto almeno un seggio entrano automaticamente come consiglieri comunali, ovvero come consiglieri municipali.

Claudio Cafasso

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