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Cassia, al Liceo De Sanctis il tempo passa il ricordo no

liceo120.jpgDovrebbe essere una normale giornata di lezione quella nelle scuole romane dopo la festa del I maggio, ma al Liceo De Sanctis, in via Cassia 931, c’è ancora qualcosa di importante da celebrare oltre alla festa dei lavoratori. Si tratta della cerimonia commemorativa dedicata a cinque studenti, Manuele, Roberto, Saverio, Stefano e Federica, che mentre si aprivano alla vita tra i banchi di questa scuola, la loro, di vita, l’hanno persa. E’ in loro onore e in loro ricordo che la scuola tutta, gli studenti, i genitori dei ragazzi si impegnano già per la terza volta in questa ormai riconfermata “giornata della memoria”.

La mattinata comincia in un aula magna stracolma di ragazzi seduti per terra, sulle sedie, in piedi; il clima che si respira è magico, sono tutti lì, insieme, commossi davanti al video proiettato in aula con le foto dei ragazzi.

Le note di sottofondo sono quelle tenere e calde di canzoni come Wish you were here e i cuori dei presenti ci mettono poco a far tornare alla mente i ricordi.

Dopo la recitazione di poesie dedicate ai ragazzi, composte dagli studenti del II scientifico, prendono la parola gli amici di Manuele Murgia che il 2 luglio 2009, a bordo della sua moto Cagiva 125, perse la vita in un tragico incidente in via dell’Acqua Traversa.
Leggono parole scritte da Manuele stesso nel suo blog, parole di un ragazzo deciso, pronto a combattere le battaglie della vita.

Mentre nell’aula inizia il concerto degli studenti, siamo andati a conoscere gli amici di Manuele, Danilo, Davide e Mauro, e ci facciamo raccontare della loro amicizia con Manuele.

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Erano compagni di scuola e di pallanuoto, si conoscevano bene, si vedevano praticamente tutti i giorni; gli chiediamo allora quanto significhi per loro una giornata della memoria come quella che stiamo passando.

Ci dicono che sì, è importante ricordarlo e la mamma di Manuele, Edda di Michele, alla quale sono legatissimi, si dà un gran da fare per organizzare eventi e tornei ai quali son sempre presenti, ma è anche vero che Manuele è sempre presente nei loro pensieri, ” loro non hanno bisogno di qualcosa o qualcuno che glielo ricordi”.

Ci raccontano di un Manuele determinato e impegnato in tutto quello che faceva, di un Manuele che in un anno di pallanuoto era arrivato a miglioramenti raggiungibili di norma in molto più tempo, di un Manuele che seguiva una dieta tutta particolare, di un Manuele che aveva il mito della guerra e dei combattenti e che incitava i compagni di squadra con discorsi da film, di un Manuele che sapeva di avere “il suo fianco sinistro e il suo fianco destro sempre protetti dal compagno”.

Insomma, ci dicono, qualsiasi cosa Manuele avesse voluto fare, era talmente determinato, che ci sarebbe riuscito”.

Racconta Davide, che suona in una band, di quando Manuele li sentì suonare per la prima volta 21 guns dei Green Day e disse “è decisamente migliore la vostra di quella originale”, “da lì è diventata la sua canzone” dice Davide.

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Nel frattempo il concerto raggiunge livelli di musica e voci inaspettate e tra l’attento pubblico, in prima fila, notiamo un abito troppo lungo e troppo nero per essere uno degli studenti; è l’ormai famoso sacerdote di Grottarossa, Don Antonio Coluccia, al cui progetto andranno i proventi della vendita dei dolci e dei biglietti della lotteria che l’anno scorso vennero devoluti all’associazione Peter Pan.

Don Antonio, che si ribattezza “allenatore della speranza”, l’ottobre scorso è riuscito ad ottenere dal Comune di Roma un bene confiscato alla mafia su via della Giustiniana, con l’intenzione di realizzarvi una casa d’accoglienza per gente di strada e per uomini separati con difficoltà economiche. L’intento è quello di rendere un edificio in principio fatiscente, un luogo vivibile con venti letti dove ospitare i senza tetto, con l’obiettivo ultimo di una reintegrazione sociale ottenuta attraverso la rieducazione al lavoro.
Lo stabile è ancora in via di ristrutturazione e per questo servono fondi; a far fronte alla raccolta, non c’è solo la vendita di dolci e la pesca di beneficenza organizzata dai ragazzi, ma anche molti negozi di via Cassia hanno donato molti oggetti di valore per contribuire a questa giusta causa.

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Finito il concerto, concluso con un fervente invito di Don Antonio ai ragazzi a “pensare sempre con la propria testa” , è il momento dei tornei di calcio e pallavolo dove le squadre si scontrano ognuna con indosso una maglia con su scritto il nome dei cinque ragazzi.

L’atmosfera è festosa, i ragazzi sono entusiasti, il ricordo di Manuele, Roberto, Saverio, Stefano e Federica non li spaventa, giocano per loro.

Anna Garbarino

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