Home CRONACA Corsetto (La Destra): Elogio del manifesto libero

Corsetto (La Destra): Elogio del manifesto libero

affissioni.jpgIl tema “affissioni abusive = affissioni libere” secondo alcuni e “affissioni abusive = degrado della politica” (o politica del degrado?) secondo altri sta tenendo banco sulle nostre pagine da giorni, in concomitanza  con l’acuirsi della campagna elettorale. Alla nostra direzione è giunta una lettera aperta da parte di Riccardo Corsetto, candidato de La Destra al Consiglio del XV Municipio, che difende la libertà d’affissione sostenendo che “solo i popoli muti hanno i muri puliti”.  Una sorta di “elogio del manifesto libero”  che pubblichiamo quale contributo per alcuni, o provocazione per altri, al dibattito in corso.

“Caro Direttore, permettimi di dire la mia sul vostro apprezzato giornale circa l’iniziativa del candidato alla presidenza del Municipio XV per il centrosinistra quell’iniziativa contro le affissioni abusive in campagna elettorale a cui hanno aderito il candidato alla presidenza dei comunisti e il candidato alla presidenza della lista che promuove a sindaco il rampollo di quella famiglia che ha sommerso Roma non di carta ma cemento.
Lungi da me la difesa delle affissioni selvagge, mi sia consentito di fare l’elogio del manifesto libertario. Che rivendico.”

“Occorre una premessa. A Roma, così come nel nostro municipio, non esistono cartelli che non siano abusivi. Anche quelli dei grandi brand che vediamo nei mega impianti di 6 metri per 3. Alcuni sono tollerati e sanati – è vero – a volte ‘autorizzati’, ma mai e dico mai questi sono ‘legali’ nel senso stretto della giurisprudenza. Di fatto il sistema della pubblicità stradale è abbandonato all’anarchia più totale.
Pochi sanno che nel ‘92, anno in cui entrò in vigore il nuovo Codice della Strada, gli enti locali avevano il dovere di avviare il Riordino della segnaletica stradale. Compresa l’impiantistica pubblicitaria. A Roma e Provincia tale riordino prescritto per legge è rimasto lettera morta. Gli amministratori che si sono avvicendati dormono da oltre vent’anni sulla questione.”

“Nell’anarchia totale gli operatori di settore si sono barcamenati tra indicazioni del Tar e ordinanze amministrative a macchia. Quelle recenti di Bordoni e Zingaretti ne sono un esempio. Quel benedetto riordino della segnaletica e delle istallazioni, che il Cds prescrive dal ’92 non è mai avvenuto. Un grosso operatore del settore, tra i più grandi in Italia, ha depositato una querela ad un ex presidente della Provincia di Roma per non avere ottemperato al dovere d’ufficio di riordinare gli impianti, pochi mesi fa. Ho in mano l’atto, interessante vedere se i magistrati daranno seguito alla cosa. Il vuoto normativo dunque è imbarazzante.”

“Vedo qualche suo lettore stracciarsi le vesti per i manifesti dei candidati, che certamente mettendoci la faccia e le idee, nel gioco della democrazia, devono trovare uno spazio per strada. E devono farlo anche quando non hanno migliaia di euro per garantirsi un cartellone di 20 metri quadrati che abusivo non è soltanto in apparenza. Nei fatti – sotto sotto, per i motivi di cui sopra – lo è anche quello.”

“Il 6 X 3 col grande cuore di Marchini a Corso Francia è ‘abusivo’ né più né meno del 70 X 100 sul muretto di CasaPound. Non basta un’ordinanza amministrativa per dire che le istallazioni dentro il GRA non siano abusive. Al più sono ‘autorizzate’. Ma è un cavillo, un escamotage con cui gli amministratori hanno giustificato il fatto non aver svolto i compiti che il Legislatore nazionale aveva assegnato loro. Manca quel riordino che si attende dal ’92. E il risultato lo vediamo sui marciapiedi affollati di ferri ad ogni angolo.”

“Quanto ai manifesti elettorali mi piacerebbe che nessuno confonda la libertà con la sporcizia, soprattutto se si fa per scopi bassi di ‘parrocchia’. Quelli che ci hanno sommersi di cemento e centri commerciali, poi mandano i loro candidati in ‘cariola’ a firmare insieme a ‘sansone’ e gli altri ‘seminatori’ di morale, l’editto anti-carta.”

“Io dico invece viva la carta. Ogni democrazia è nata da un manifesto in libertà.”

“Poi possiamo e dobbiamo certamente parlare di Cartellopoli, affrontando il problema del mancato riordino che ho sollevato. Ma è un’altra storia. Quello si che è degrado. Ma facciamo distinzione fra la manifestazione abusiva delle idee commerciali da quella delle idee politiche e civili. Le prime deturpano per quantità tutto l’anno e tutti i giorni, le seconde avvengono di rado, e sono un segno vivo della libertà, della civiltà e della democrazia.”

“So che una parte dei suoi lettori faranno finta di non capire quello che voglio dire. Ma è disonesto confondere libertà e sporcizia. Perché di carta (specie di carta che veicola idee) non si muore. Anzi si cresce. Si muore invece di fame, di crisi, di mutuo, e di ipocrisia.”

“Sciocco mettere in agenda come hanno fatto tre candidati la repressione della libertà di manifestazione, quando nel nostro territorio chiudono i negozi, si respira un’aria oltre i limiti sanitari, si viaggia a 10 Km/h su mezzo pubblico e privato, si convive con bivacchi di gente che razzia e ruba, non si hanno spazi dove assicurare i figli delle giovani coppie durante il lavoro.”

“E poi solo i popoli muti hanno i muri puliti. Viva il libero manifesto. Colora di fermento e civiltà il nostro grigio cemento”
Riccardo Corsetto

Visita la nostra pagina di Facebook

11 COMMENTI

  1. Ogni democrazia è nata da un manifesto in libertà.” Parole Sante contro la democrazia elettronica tanto di moda in questi tempi.

  2. Scriveva don Lorenzo Milani : ” Non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo d’amare la legge è d’obbedirla. Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole). Quando invece vedranno che non sono giuste ( cioè quando avallano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate”.

    E l’obiezione ha un prezzo : disobbedisco sapendo che ciò comporta una sanzione; valutando quanto vale pagare per tale disobbedienza . Per la libertà in molti hanno pagato con la vita. Per i manifesti fuori luogo c’è l’articolo 653 del Codice Penale e si rischia da un mese di galera a una semplice multa …

  3. , , , , , , ; ( ) : : ; ; ; . . . . . . .
    Ricordo a Corsetto che la punteggiatura è gratuita! Comunque te ne mando un po’!

  4. E quindi siccome “chiudono i negozi, si respira un’aria oltre i limiti sanitari, si viaggia a 10 Km/h su mezzo pubblico e privato, si convive con bivacchi di gente che razzia e ruba”, contribuite ad aumentare il degrado della città brutalizzandola con le affissioni selvagge.
    Complimenti

  5. Al sig. Riccardo Corsetto, che si vanta di essere fra i pochi che sanno della vicenda della procedura del “riordino” degli impianti pubblicitari che è stata prevista solo nel 1995 dopo l’entrata in vigore dal 1992 delle prescrizioni del Codice della Strada e del suo Regolamento di attuazione, ma che non si è tuttora conclusa, faccio anzitutto presente che proprio stamattina a nome dell’associazione “Verdi Ambiente e Società” (VAS) ed alla associazione “Basta Cartelloni-Francesco Fiori” abbiamo tenuto una conferenza stampa di presentazione della proposta unitaria di modifiche ed integrazioni al Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP) così come adottato il 2 febbraio del 2011 dalla Giunta di Alemanno, che se approvata metterebbe fine alla procedura del riordino e stabilirebbe quanti debbano essere gli impianti pubblicitari in tutta Roma e dove debbono essere installati in eterno.
    Intervenendo a parlare hanno dato un consenso di massima alla nostra proposta i seguenti candidati a Sindaco:
    – MARCELLO DE VITO intervenuto di persona alla Conferenza Stampa, che ha detto di aver inserito la nostra proposta nel suo programma elettorale;
    – ALESSANDRO BIANCHI, ex ministro dei trasporti, intervenuto anche lui di persona alla Conferenza Stampa, che ha particolarmente apprezzato la nostra proposta di dare una soluzione al traffico di Roma anche conm il potenziamento del servixzio di Bike Sharing, per aggiungere quotidianamente i posti di lavoro;
    – ATHOS DE LUCA e LISTA CIVICA PER MARINO che a nome di IGNAZIO MARINO hanno preso l’impegno di approfondire la proposta per inserirla nel proprio programma elettorale;
    – GIOVANNA MARCHESE BELLAROTO che a nome di ALFIO MARCHINI ha preso l’impegno di inserire la proposta nel programma elettorale;
    – GIORGIO BRASCHI che a nome di SANDRO MEDICI ha preso l’impegno di inserire la proposta nel programma elettorale;
    – GIOVANNI PALLADINO intervenuto di persona alla Conferenza Stampa, che ha detto di essere d’accordo con la nostra proposta.
    Per conto delle ditte pubblicitarie sono intervenuti per dichiararsi anch’essi d’accordo in linea di massima con la nostra proposta:
    – il Presidente della associazione AA.PI., Fraanco Meroni venuto appositamente da Milano;
    – il Direttore Patrimonio e Sviluppo della IGP Décaux, Andrea Rustioni, venuto anche lui appositamente da Milano.
    Per quanto riguarda la sua dichiarazione secondo cui “il 6 X 3 col grande cuore di Marchini a Corso Francia è ‘abusivo’””, debbo fra presente al sig. Riccardo Corsetto che gli impianti pubblicitaria del formato di mt. 6 x 3 sono stati aboliti dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 175 del 25.11.2002 e che comunque in via di Corso di Francia, dove sono passato oggi di ritorno dalla conferenza stampa non esistono cartelloni di mt. 6 x 3 né mi risultano al momento pubblicità su megaimpianti di Alfio Marchini: esistono invece installati sui tetti megaimpianti anche di dimensioni superiori a mt. 6 x 3, che non sono comunque abusivi perché consentiti dal vigente Regolamento comunale.
    Mi permetto infine di obiettare all’elogio del manifesto libero che ha voluto fare, chiedendogli se dovrei sentirmi libero di affiggere manifesti elettorali anche sul portone di casa sua.
    In uno stato di diritto vige comunque anche la libertà di fare quello che si vuole, con la differenza che se non è consentito dalla normativa vigente in materia ognuno deve pagare la sanzione prevista per tali casi: se il sig. Ricardo Corsetto vuole avere il diritto di fare come meglio crede in nome di una presunta libertà di farsi conoscere comunque, deve allora prendersi anche il lusso delle dovute multe, che dovrebbero essergli comminate nella misura massima di 1032 euro in considerazione proprio della sua dichiarata quanto provocatoria recidiva

  6. Dottor bosi marchini può tranquillamente inserire in programma una moratoria della carta e del cartellone e del manifesto. Tanto lui e la sua famiglia vendono cemento. Falce e cemento. Mi meraviglia che un verde come lei… duro e puro… magari sul parco di veio ammorbidera’ il suo fanatismo. Il suo 6 x 3 cmq l ho visto. Ci ho attaccato sopra il mio faccione per burla l altra sera. Magari erano quattro metri o cinque , ma stia sicuro che era molto grande. Di ferro e ben piantato sul marciapiede. Abusivissimo . Esattamente come tutti gli altri. Non menta a se stesso.

  7. Egregio Dott. Corsetto, di fronte all’immancabile quanto scorretto spostamento sul piano personale di un dibattito che doveva riguardare un argomento di pubblico interesse quali sono le affissioni elettorali abusive, mi costringe a ricordarle anzitutto che rappresento una associazione ambientalista che la legge n. 241/1990 riconosce come portatrice di interessi diffusi, in difesa dei quali ho sempre segnalato tutti i casi di accertati vizi di legittimità, al di fuori ed al di sopra di qualunque parte politica, senza fare sconti a nessun partito di turno, verdi compresi, con cui lei non mi può né mi deve confondere da perfetto ignorante, nel senso non offensivo che non sa che un partito è una cosa ed una associazione ambientalista è un’altra cosa, anche se nel suo nome ha la parola “Verdi”: le metto in risalto in secondo luogo che a questa mia attività di puntuale segnalazione di irregolarità riscontrate (sulla sola materia dei cartelloni abusivi sono arrivato a dover fare 500 segnalazioni in circa in 2 anni) gli avversari “politici” da me richiamati alle loro precise responsabilità hanno reagito evitando da un lato di entrare nel merito delle questioni sollevate e mettendo dall’altro lato in bocca a chi non mi conosce questa frase che ancora circola in giro: “Bosi? Sta attento a come parli con lui perché denuncia pure a te!”
    Se anche per lei segnalare nel rispetto che è dovuto allo statuto istituivo della mia associazione tutto ciò che è lesivo degli interessi diffusi di tutti, richiamando nel caso del Parco di Veio la oggettiva violazione di una Direttiva comunitaria ed addirittura di una sentenza della Corte Costituzionale deve essere da lei etichettato come “fanatismo”, allora posso garantirle che non ci può essere né mai ci sarà nessuna valida ragione che possa “ammorbidirmi” e chiudere anche un solo occhio di fronte all’illegalità.
    Quanto al sig. Alfio Marchini tengo a farle presente da un lato che non può essere di certo criminalizzato perché di professione fa il costruttore e che dall’altro lato negli ormai 25 anni della mia attività di ambientalista non mi è mai capitato di doverne denunciare per vizi di legittimità qualche sua costruzione, né dentro il parco di Veio né nel resto della città di Roma.
    Riguardo al presunto megaimpianto secondo lei tuttora esistente su Corso di Francia, di cui adesso è lei stesso ad abbassare le dimensioni a 4 metri o 5, ignorando forse che la misura massima consentita è quella di mt. 4 x 3 presente difatti su Corso di Francia, le faccio notare che ribadisce che è “abusivissimo” ma senza dimostrare quali sarebbero i suoi vizi di legittimità da esperto della materia quale vuol far credere di essere: le faccio notare soprattutto che se veramente fosse tale e lei volesse dimostrare di saper fare fin da ora quel “pubblico ufficiale” che diventerebbe nel caso che fosse eletto consigliere, allora dovrebbe “denunciare” lei per primo quell’impianto non perché ci si sarebbe fatto la pubblicità Alfio Marchini, ma perché “abusivissimo”.
    Lei invece dichiara di averci addirittura attaccato sopra il suo faccione per burla, così come evidentemente sempre per burla ha attaccato un suo manifesto che ho visto proprio oggi in via Cassia all’altezza dell’incrocio con via dei SS. Cosma e Damiano su una palina di mt. 1,00×0,70 di certo non “abusivissima” e con una regolare “pubblicità” pagata dall’inserzionista che lei ha oscurato fregandosene altamente del danno che gli ha provocato, in nome del tanto sbandierato “libero manifesto”.
    Su ogni suo manifesto elettorale c’è scritto che lei non ha slogan, ma idee, progetti e valori: mi permetto di contraddirla facendole presente che è slogan anche il suo sbandierato elogio del “manifesto libertario” come lo è quello più volte da lei ribadito che ogni democrazia, compresa quella scaturita dalla rivoluzione francese, “è nata da un manifesto di libertà”: a tal ultimo riguardo non posso non metterle in evidenza che questo slogan è del tutto improprio ed addirittura contraddittorio, perché all’epoca si trattava di “manifesti libertari” che per rivendicare proprio quella libertà che non c’era e doveva essere conquistata si era costretti ad attaccare clandestinamente perché le leggi vigenti in materia non lo consentivano, a differenza di oggi invece che la normativa vigente sulle affissioni elettorali dà anche alla sua lista i dovuti spazi che le spettano sulle plance elettorali, che lei invece preferisce non utilizzare, perché le piace molto di più fare il “burlone” ed imbrattare volutamente dove meglio crede e soprattutto dove non si può.
    Siccome nel nostro stato di diritto la mia libertà finisce dove comincia la sua, che si traduce invece nella pretesa di invadere la libertà di tutti, le ribadisco ancora che questo “lusso”di cui lei vuole avere la prerogativa – oltre a non essere a mio giudizio un buon esempio per chi lo dovrebbe votare – si paga ed anche in modo salato, saldando prima o poi le multe che dovrebbero esserle comminate nella misura massima di 1032 euro in considerazione proprio della sua dichiarata quanto provocatoria recidiva.

  8. Dottor Bosi lei è una persona preparata. Ma parla troppo per codici e commi. La gente vuole pane e sintesi. La mia idea di marchini, senz altro un bravo ragazzo, è un quel però quella del socio di Francesco Gaetano mandato a completare il sacco di Roma ora che pierferdy è pallido. O davvero crediamo alla storiella del cuoricino. Se abbiamo una città senza logica urbanistica lo dobbiamo anche aalla famiglia di arfio … detto calce e martello. Io voglio chiudere i centri commerciali. Chieda ad Alfio s è d accordo.

  9. Ma non stavamo parlando di affissioni elettorali abusive?
    Senza parlare troppo per codici e commi, a chi continua a volermi considerare “pappa e ciccia” der sor Arfio faccio presente che é inutile che la butti in caciara spostando l’argomento perché non sa più a quale specchio attaccarsi: considero quindi chiusa qui la discussione sul tema affrontato dal momento che ritengo che non ci sia più altro da aggiungere o da approfondire e non intendo dare risposta su argomemti di propaganda politica che lascio agli altri candidati suoi concorrenti.

  10. Chiudere i centri commerciali mi sembra una buona idea. Moderna e vicina al senso comune der cittadino, che brama il ritorno al rapporto col bottegaio di famiglia, che ti lo manda fallito al dieci der mese, ma vuoi mettere la gioia del rapporto umano. E poi chi e’ che non ha un parente cor negozio. Arfio vuole i voti dei costruttori, questi vogliono i voti dei pizzicagnoli..

  11. i pizzicagnoli ti tenevano il conto aperto… altro che fallito il dieci del mese… con loro tutta la vita. Per non dire della qualità.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome