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Due Ponti, ancora un mistero la morte di Alberto Boi

scientifica120.jpgA distanza di settantadue ore da quando il corpo di Alberto Boi è stato trovato impiccato ad un albero nella sua villa di via Bomarzo, una traversa di via Flaminia Nuova in zona Due Ponti, il mistero ancor avvolge la vicenda. Pur non escludendo nessuna pista il suicidio appare l’ipotesi più plausibile ma restano ancora ignoti i motivi che potrebbero aver indotto il famoso ristoratore a togliersi la vita.

52 anni, una giovane moglie, due bambini, terzo di una famiglia di ristoratori di origine sarda affermatisi nella Capitale, Alberto Boi, stando a quanto dichiarato dai familiari e dai dipendenti dei suoi diversi ristoranti, non avrebbe mai manifestato segni di depressione.

Era una persona buona, molto legata alla famiglia, ai fratelli, molto stimato da chi lavorava accanto a lui da anni nei locali di sua proprietà, tutti ispirati alla cucina sarda e frequentati anche da personaggi della politica e dello spettacolo.
Era soprattutto generoso. “Alberto era la persona più umana che potesse esistere – ha dichiarato a La Repubblica Daniele Atzeni, il maître del ristorante Gallura ai Parioli – voleva far stare bene tutti. Apriva locali che dava in gestione ai suoi dipendenti, tanto era generoso”.

Continuano quindi a ritmo serrato le indagini della Polizia per scoprire i motivi del gesto. Cosa può indurre un uomo benvoluto, dalla vita apparentemente serena, imprenditore di successo, a togliersi la vita impiccandosi? Di problemi economici pare non ne avesse, segni di depressione mai manifestati. L’unica cosa che è emersa attiene alla sua vita strettamente privata, pare fosse imminente la separazione dalla moglie. Ma gli inquirenti continuano ad indagare. (red.)

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