Home ATTUALITÀ Arte ed emozioni sulla Cassia: al via il Festival del Cinema Patologico

Arte ed emozioni sulla Cassia: al via il Festival del Cinema Patologico

Nella serata di mercoledì 10 aprile, in via Cassia 472, sede del Teatro Patologico di Roma, si è tenuta la prima serata del Festival Internazionale del Cinema Patologico che dal 2009 avvicina il mondo dello spettacolo alla realtà sociale dei giovani e dei disturbi psichici. Questa quarta edizione, con la partecipazione del Goethe Institut e il patrocinio dell’Accademia di Spagna a Roma, si terrà fino al 14 aprile, quasi in coincidenza con il 35°anno dall’emissione della legge 180 sulla chiusura degli ospedali psichiatrici.

E Dario D’Ambrosi, fondatore del teatro e promotore dell’iniziativa, introduce al festival lamentando appunto un abbandono delle istituzioni nei confronti della delicata tematica sociale: “Con la chiusura degli ospedali psichiatrici – sostiene – nessuna istituzione si è interrogata sul futuro dei ricoverati. Nell’aiutarli, il teatro rappresenta un’alternativa fondamentale alla terapia neurologica, perché sul palcoscenico non ci sono classi sociali e siamo tutti sullo stesso piano”.

A dimostrazione di quanto detto, elemento innovativo dal punto di vista artistico e sociale di questo Festival è la giuria, composta da ragazzi disabili psichici, tutti appassionati di recitazione ed entusiasti per le rappresentazioni a cui stanno lavorando.
Oltre ad essere giuria, infatti, durante la serata hanno partecipato alla rappresentazione teatrale tratta da “L’istituzione negata” di Franco Basaglia, riguardo il senso di prigionia e ribellione del malato nel difficile rapporto con la terapia medica e gli ospedali psichiatrici.

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“Quando ho iniziato 30 anni fa a lavorare in questo campo – racconta D’Ambrosi – ho avuto modo di confrontarmi con grandi nomi dello spettacolo come Pina Bausch. Beh, lasciatemi dire che è niente rispetto alla forza di questi ragazzi, non c’è nessun’altra scuola che può dare tanto”.

Fra gli attori, Claudio rompe la finzione teatrale con la sua estroversione e non manca di ricordare, non solo a noi ma perfino a D’Ambrosi, gli appuntamenti del teatro.
“I primi giorni di maggio porteremo in scena “Pinocchio”, mentre Dario D’Ambrosi ha scritto la sceneggiatura della tragedia “Medea” per fine maggio, che poi rappresenteremo anche a Londra. Noi facciamo il coro in greco antico, commentando appunto la tragedia”.

Nelle parole di Emanuela, fra un abbraccio al suo ragazzo e una confidenza spontanea, rintracciamo il successo dell’iniziativa. “Io vengo qui non tanto per fare teatro, anche se Francesco (n.d.r il coordinatore teatrale) mi piace molto. Vengo qui per stare con i miei amici, perché il teatro ci fa stare bene e mi permette di conoscere nuovi amici”.

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Fra chi ormai è un veterano del festival, come appunto Daniele o Claudio o chi, come Cristina, è emozionata per la sua prima performance sul palcoscenico, alla vista degli ospiti Claudia Gerini e Maurizio Battista l’emozione si scioglie teneramente.

“Sono un po’ emozionato, il mio cuore va a mille”, risponde Andrea alla presentazione della Gerini, premiata dai ragazzi insieme a Battista per la partecipazione.
“Questo è il loro riscatto – commenta l’attrice – hanno modo di dimostrare alla società che possono tutto. Sono davvero colpita da questa iniziativa e mi farebbe piacere poter partecipare al teatro sostenendo dei corsi.”

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È strano invece strappare un commento serio a Maurizio Battista, ma fra una battuta di spirito e l’altra confessa: “Non dimentichiamo che il cinema lo possono fare davvero tutti, mentre il teatro, devi andare in scena qualsiasi cosa succeda, per questo motivo i ragazzi di questo teatro sono dei professionisti. Non ha senso parlare di normalità al giorno d’oggi, siamo tutti un po’ pazzi, io stesso stando con mia moglie si può dire che qui dentro sia l’unico insano”.

Per finire, molto profonde la rappresentazione di danza coreografica e la visione del documentario di Dario D’Ambrosi “Marat-sade”, pellicola che ha analizzato l’immedesimazione emotiva dei medici in sala operatoria e la necessità di una riabilitazione terapeutica attraverso il teatro.

Il Festival continua fino a domenica 14 con un ricco programma (clicca qui).

Barbara Polidori

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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