Home ATTUALITÀ Primarie PD nel XX, appello da cinque circoli: “vota Torquati”

Primarie PD nel XX, appello da cinque circoli: “vota Torquati”

megafono.jpgManca una manciata di ore alle primarie PD nel XX Municipio e fra le fila dei due candidati, Simone Ombuen e Daniele Torquati, sale la tensione. Dopo i faccia a faccia improntati al fair play scendono in campo i loro sostenitori rivolgendo appelli agli iscritti. Per Daniele Torquati lo hanno fatto tre ex consiglieri del XX Municipio e cinque coordinatori di circolo diffondendo alla stampa un documento che qui di seguito riportiamo.

“Daniele Torquati partecipa alle primarie per la scelta del prossimo candidato presidente del centrosinistra nel futuro Municipio XV (ex Municipio XX) con l’obiettivo di rendere questa istituzione una casa di vetro, aprendo le porte a tutti i cittadini per favorire la trasparenza e la condivisione sulle scelte che riguarderanno la qualità della vita delle persone.
Daniele è stato eletto consigliere municipale per la prima volta nel 2006 ed è stato poi riconfermato nel 2008. In questi anni si è dedicato con costanza, attenzione e competenza alle varie attività istituzionali, promuovendo sempre l’ascolto e il confronto per rispondere alle esigenze dei cittadini. Farlo dai banchi dell’opposizione non è stato facile ed ora Daniele si candida alla presidenza per tornare a vincere in questo municipio con un programma di governo rivolto a tutti i cittadini del municipio, nessuno escluso.
Le idee e i progetti sono molto chiari: si ripartirà, infatti, da quelle proposte che il Partito Democratico ha avanzato negli ultimi anni – incontrando un muro incomprensibile da parte dell’Amministrazione di centrodestra – per favorire la trasparenza e la partecipazione con l’obiettivo di riavvicinare l’istituzione ai cittadini e promuovere un’amministrazione condivisa capace di soddisfare i reali bisogni delle persone.

DIECI MOTIVI PER CAMBIARE

• Bloccare il consumo di suolo e puntare sullo sviluppo sostenibile attraverso il recupero e il riuso delle strutture dismesse;
• Manutenzione e cura del verde urbano attraverso un processo partecipativo, che veda protagonisti consapevoli e responsabili i comitati di quartiere, le associazioni locali e gli studenti;
• Combattere l’abusivismo e rendere i quartiere più vivibili, favorendo una specifica regolamentazione delle occupazioni di suolo pubblico e realizzando una mappatura degli impianti pubblicitari presenti sul territorio per contrastare il fenomeno della cartellonistica abusiva;
• Istituzione della Consulta della Scuola e accessibilità del servizio di trasporto per gli alunni;
• Avviare la ristrutturazione dei plessi scolastici, promuovendo l’efficienza energetica e la diminuzione dei consumi;
• Maggiori investimenti e nuove procedure per superare la carenza di posti negli asili nido municipali (il 55% dei bambini rimane escluso);
• Istituzione della Consulta delle Disabilità, attivazione dei Tavoli dei Bisogni e riforma del Piano Regolatore Sociale per garantire sostegno e assistenza;
• Migliorare il sistema della mobilità per rilanciare il trasporto pubblico locale e ridurre la congestione veicolare sulle principali arterie stradali.
• Promuovere nei vari quartieri le associazioni dei piccoli commercianti e della piccola-media distribuzione;
• Creare una rete sociale e di partecipazione attraverso l’istituzione di albi e consulte di associazioni culturali, sociali e sportive.”

A sottoscrivere il documento sono stati Alessandro Cozza, Elisa Paris e Francesco Scoppola, ex consiglieri PD del XX Municipio, e Claudio Marinali – coord. Circolo San Godenzo, Gino Benedetti – coord. Circolo Cassia/Grottarossa, Francesco Grande – coord. Circolo La Storta, Stefano Cavini – coord. Circolo Cesano e Gabriele Gianni – coord. Circolo Osteria Nuova.

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9 COMMENTI

  1. Perché voto Simone Ombuen per la presidenza del Municipio XV (ex XX)
    (Vincenzo Pira)
    Le primarie in una coalizione come quella di “Roma Bene Comune” si dovrebbero fare per scegliere il meglio e non per focalizzare il peggio degli altri candidati. Il clima di sereno confronto che esiste nel XX Municipio mi permette di credere veramente che, nel rispetto completo delle regole democratiche che ci siamo dati, chi vincerà sarà il miglior candidato della coalizione.
    È evidente che ogni candidatura porta punti di forza e punti di debolezza e gli elettori del nostro municipio sono chiamati a scegliere tra due persone di ottimo livello. Chiunque vinca sarà portatore di istanze elaborate da una squadra, da un partito che, nonostante tante carenze, ha nella sua identità valori condivisi: l’onestà, la trasparenza, il favorire la partecipazione dei cittadini, la capacità di difendere gli interessi collettivi su quelli corporativi o di una minoranza di privilegiati.
    Qualcuno mi ha detto che forse, come coordinatore municipale del PD, era meglio non esprimere nessuna preferenza tra i due candidati. Non sono iscritto al partito di Ponzio Pilato e mi sono sempre schierato in accordo a ciò che ritenevo più adeguato nella difesa dei valori in cui credo e che mi hanno portato a militare in questo partito e tale linea seguirò anche stavolta.
    Per anni abbiamo discusso e riflettuto quali dovevano essere i criteri e gli indicatori di scelta per la presidenza del XX municipio (in futuro XV) e ci siamo detti più volte che era fondamentale la capacità di ampliare il consenso oltre gli iscritti e i tradizionali elettori del PD. Rivolgersi soprattutto a quel 40 % di cittadini che non ritengono che il voto sia uno strumento di decisione democratica e non vanno a votare (o danno un voto di protesta che non diviene mai proposta costruttiva e risolutiva dei problemi).
    Ci siamo detti che era necessario scegliere una persona che favorisca la capacità di lavorare in squadra, di delegare compiti e monitorare l’efficacia delle realizzazioni con verifiche periodiche e indicatori oggettivi. E quindi che abbia esperienza nella gestione di risorse umane e di attività di programmazione e realizzazione di progetti.
    Che abbia una esperienza adeguata al ruolo (autorevolezza, formazione professionale, capacità di relazioni istituzionali) e un curriculum vitae che favorisca il rapporto con enti pubblici e privati. E ciò non si valuta sulla simpatia, buona volontà e disponibilità personale ma con indicatori oggettivi : consenso degli elettori (per questo si fanno le primarie), formazione adeguata; numero di anni di esperienze amministrative pregresse; ruoli di responsabilità coperti nella gestione di attività complesse; anni di esperienza nel settore; pubblicazioni. Questi sono i criteri che si utilizzano nel verificare un curriculum in ogni settore e anche la politica e l’amministrazione pubblica non ne possono essere esenti. E tanto meno possono essere sostituiti da click di “mi piace” su facebook o sui blog come propongono ora i grillini.
    Entrambi i candidati (Torquati e Ombuen) rispondono in buona parte a questi criteri ma dal confronto tra i due candidati devono emergere anche le differenze (pregi e difetti) per poter scegliere consapevolmente quel che è più adeguato al ruolo di Presidente. Personalmente ritengo che la candidatura di Simone Ombuen, per preparazione professionale, esperienza, capacità elaborativa dimostrata nel lavoro concreto fatto in segreteria municipale e soprattutto nella mole di pubblicazioni sui diversi temi legati all’urbanistica, all’ambiente, alla mobilità sia più adeguata alla complessità del ruolo che si vuole ricoprire. La sua preparazione professionale, il suo lavoro formativo all’Università e nei centri di ricerca gli permettono di avere maggior esperienza e autorevolezza sia nella gestione di rapporti istituzionali sia nelle relazioni personali che sono state una carenza nella gestione del gruppo municipale negli ultimi anni. E tale valutazione critica, più volte espressa dagli stessi consiglieri, deve servire come esperienza per correggere ciò che non ha funzionato. Tempo fa avevo invitato i circoli e il gruppo a riflettere su ciò ma a parte qualche commento via telefono nessuno ha messo niente per iscritto.
    Tale responsabilità, ovviamente non vanno caricate unicamente sul capo gruppo, ma occorre che le prossime persone elette (sia che si vada al governo sia che si continui all’opposizione) assumano l’impegno e non abbandonino a metà cammino; abbiano competenze settoriali per lavorare efficacemente nelle commissioni e siano riferimenti permanenti per i cittadini del municipio. Siano rappresentative non solo del lavoro fatto dai circoli ma anche dei corpi intermedi organizzati (associazioni, sindacati, imprese, ong, ecc.) che condividono le nostre proposte politiche e i nostri valori di riferimento contenuti nella Carta d’Intenti “Roma Bene Comune”.

  2. @ PIRA:
    Forse avrebbe fatto meglio a seguire il consiglio di chi La invitava a non schierarsi.
    A Ponzio Pilato, almeno, una decisione fu richiesta, mentre Lei ha dato tutta l’impressione di morire dalla voglia di esprimere pubblicamente – di suo – la sua preferenza.
    Perchè…qui non si tratta di non avere idea di quale nome barrare domenica, ma di apparire imparziale, proprio per il Suo ruolo di segretario, nella scelta tra due candidati che – come ammette Lei stesso – sono entrambi, comunque, “persone di ottimo livello”. Quindi, a maggior ragione, avrebbe potuto evitare la Sua (non richiesta ufficialmente, mi pare) dichiarazione di voto.

    Personalmente ritengo che la candidatura “più adeguata alla complessità del ruolo che si vuole ricoprire” sia quella di Daniele Torquati: lo abbiamo visto tutti – anche Lei! – all’opera in questi anni: questo ragazzo non avrà l’ “autorevolezza” di chi, nel presentarsi, dice “Piacere, sono un professore universitario”, ma ha quella di chi ha trascorso lunghe giornate a spendere le proprie energie per i cittadini (e mai per se stesso) del XX, in modo onesto, intelligente e proficuo (per quanto è stato possibile, essendo stato all’opposizione).
    Ombuen sarà pure l’autore di una “mole di pubblicazioni sui diversi temi legati all’urbanistica, all’ambiente, alla mobilità” (mole di pubblicazioni che deve averLa parecchio impressionata, caro Pira: lo si evince dal suo “soprattutto”…); a me però dà più fiducia Torquati, che – invece di scrivere libri e saggi e articoli su riviste specializzate – di urbanistica, ambiente e mobilità si è concretamente e quotidianamente occupato.
    Pira, lei guarda al curriculum? io invece guardo a chi conosce, ama e lavora per il territorio e la collettività e che, proprio perchè lo fa, magari trascura gli studi e gli interessi suoi personali!
    Pira, dica, ha assistito a qualcuno dei dibattiti di confronto e presentazione dei due candidati alle primarie? ha notato le differenze tra Ombuen e Torquati nel rispondere alle domande di noi cittadini? Forse no, data la sua preferenza per Ombuen. Per carità, il “Suo” professore era bravissimo a parlare in via generale (del resto, tiene lezioni universitarie, no?), ma credo si sia rivelato molto più affidabile ed esperto Torquati, dal momento che è stato il solo a dimostrare di CONOSCERE davvero il Municipio! E se Torquati avesse non 28, ma 59 anni come Ombuen, ho la certezza che avrebbe un curriculum con esperienze da far impallidire chiunque!

    Pira, Lei – e chi come lei -, nel preferire “l’autorevolezza del curriculum” di Ombuen testimonia, per l’ennesima volta, la MIOPIA di tanti del PD, che parlano di rinnovamento e poi invece fanno sempre le stesse scelte, scelte banali e scontate!
    Si vede proprio che le vicende nazionali non hanno insegnato NULLA ad un partito che dovrebbe solo mangiarsi le mani mille volte, che si è indurito in logiche vecchie (perchè…non basta fare le primarie per essere “diversi”, se poi alle primarie si va a votare tutti con in mano il “Libretto rosso” di Mao!), un partito che poteva decidere di puntare su uno capace di “ampliare il consenso oltre gli iscritti e i tradizionali elettori del PD” (Renzi), e che si è invece prevedibilmente poi ritrovato con un Bersani incapace di formare un Governo!
    Lei, Pira, preferendo chi “ha un curriculum” di titoli altisonanti e di prestigio, mi fa capire come mai c’è gente che, in politica, si inventa lauree mai conseguite (e, a questo punto, si poteva chiedere pure a Zichichi di partecipare alle nostre primarie: ora lui è libero da impegni politici, no?).

    Ovviamente, Pira, Lei è liberissimo di preferire chi vuole. Lei preferisce Ombuen, io Torquati.
    La sveliamo entrambi la nostra preferenza, con la differenza che io non sono il coordinatore municipale del PD.
    Se proprio qualcuno avesse voluto conoscere il Suo parere, glielo avrebbe chiesto in separata sede. Perchè…quello che contesto e che trovo ingiusto è proprio che si sia “scoperta” una persona – Lei – che avrebbe dovuto invece rimanere, ufficialmente, super partes. Un gesto che si commenta da solo.

  3. Non è scritto da nessuna parte che il coordinatore del partito sia super partes. E’ eletto con la proposta di una linea politica che interpreta con scelte e indicazioni concrete. E’ il bello della democrazia che nel PD si pratica. Chiunque vinca le primarie sia al ruolo di sindaco sia a quello di presidente del XV Municipio sarà il mio candidato. Aver fin da prima che ci fossero candidati espresso un parere per un certo profilo e con trasparenza e rispetto detto la mia senza doppi giochi o calcoli di intreressi particolari fa parte delmio modo di essere e fare politica. Diamante (non so chi lei sia) rispetto la sua posizione e la ringrazio per l’attenzione.

  4. Per le cariche politiche e amministrative locali, spesso, l’attitudine e la predisposizione al ruolo hanno maggior successo di profili professionali elevati o di esperienze territoriali prolungate.
    Le caratteristiche potenziali di un candidato che a posteriori ci faranno dire: “è stato un buon amministratore…” difficilmente le possiamo scorgere per poter fare la scelta più avveduta. Ci aiutano, talvolta, e ci affidiamo alle negatività evidenziate dai precedenti amministratori, e quanto più ci si distanzia da quelle, più probabilità abbiamo di operare la scelta giusta.
    A me pare che su quattro aspetti, su cui la giunta Giacomini ha fallito:
    1) comprensione del ruolo,
    2) capacità di leggere le esigenze del territorio al fine di programmare, in modo sistemico, le pluriennali attività di una giunta, (e piuttosto credere che il compito di un Presidente di Municipio significhi tentare di soddisfare singole richieste, meglio se suppliche, di cittadini)
    3) capacità di fare squadra (la compattezza di una giunta),
    4) capacità d’interlocuzione e mediazione con soggetti forti
    Il candidato Simone Ombuen offra migliori caratteristiche e garanzie di Torquati (a cui va ovviamente la mia stima), perché nella sua vita ha avuto esperienze e occasioni professionali per esprimersi con successo sui predetti aspetti della vita pubblica. E in questo senso condivido con Diamante che non va sbandierata una generica docenza, non sappiamo che farcene dei “professori”, ma, al contempo, sappiamo che dobbiamo mettere al servizio della società il meglio del bagaglio di conoscenze/esperienze di cui ciascuno di noi è portatore. E queste conoscenze/esperienze debbono essere, per il Presidente del XV Municipio, necessariamente elevate se vogliamo sperare di risollevarne con impegno e virtù, le sorti.

  5. @ VINCENZO PIRA:
    E’ vero, “non è scritto da nessuna parte che il coordinatore del partito sia super partes”, ma certe REGOLE DI OPPORTUNITA’ esistono, pur non essendo codificate da nessuna parte. Altrimenti, quel “qualcuno”, cui fa riferimento nel Suo post, non Le avrebbe detto niente (un “qualcuno” che non ho idea di chi sia, ma a mio giudizio Le aveva indicato un saggio atteggiamento di “leale prudenza”).

    @ BRUNO ROSI
    La sua preferenza andrà a Simone Ombuen “perché nella sua vita ha avuto esperienze e occasioni professionali per esprimersi con successo…”?
    Consideri, allora, che Torquati ha la metà degli anni di Ombuen, ed ha già un bagaglio di conoscenze/esperienze tanto elevate da far invidia a tanti parlamentari.
    Ombuen OGGI ha un elevato bagaglio culturale e di esperienze (che non discuto minimamente), ma…a 28 anni (quanti mi pare ne abbia Torquati) aveva lo stesso curriculum di oggi??

    Qui non si tratta di dire, come fanno i grillini: “Via tutti i vecchi e largo ai giovani, e comunque largo ai nuovi”!
    Mentre, infatti, il grillino “giovane” o il “nuovo” non sa da che parte cominciare, Torquati riassume in sè gioventù, novità ed esperienza, sia di partito che di amministrazione e che, pur senza un pomposo “pezzo di carta” (che spesso non conta niente) incorniciato alla parete, è un ragazzo che studia e si prepara.
    Io davvero mi guardo attorno e non capisco come, nel PD, ci siano persone nuove, GIOVANI E, NEL CONTEMPO, VALIDE, e non vengano premiate, e non si dia loro una concreta possibilità ( e non mi dite che la reale possibilità a Torquati viene data, dal momento che partecipa alle primarie, se poi c’è il Coordinatore municipale che annuncia urbi et orbi la sua preferenza!).
    Di questo passo e con questa mentalità…nel XX (anzi, XV) ci ritroveremo Giacomini per altri 5 anni. Complimenti.

  6. @ Diamante vedo invece che lei è molto prudente (si cela in nu nome di fantasia) ed è prodigo di consigli di cui di nuovo la ringrazio. Il non esporsi (come Nicodemo, sempre per fare citazioni evangeliche) e la prudenza leale implicherebbe aver fatto torto a qualcun altro. Cosa che non ritengo veritiera. Difendo le mie opiniooni e ribadisco una linea che ritengo sia meglio espressa dalla candidatura di Ombuen. L’alternativa altra è quella che alle primarie vinca Torquati che un iscritto al mio partito e che sarà comunque molto meglio di tutte le candidature che esprimerà la destra e dintroni. E in democrazia contano i consensi e i voti. E quindi agli elettori l’ardua sentenza.

  7. Esprimo il mio accordo sulle lucide considerazioni di Diamante. Veda, egregio Pira, lei può appellarsi a tutte le regole scritte del suo partito ma esistono anche quelle non scritte che vorrebbero che un segretario, oppure un coordinatore come vi chiamate adesso, di più sezioni di partito restasse estraneo alle competizioni interne per garantire coerenza e linea politica unica. Egregio Pira mi dica che fiducia può avere in lei ora il signor Torquati che da lei è stato messo da parte e insieme a lui le sezioni, anzi si chiamano circoli giusto, che lo spalleggiano. Lei doveva tenere per se la sua preferenza prendendo come esempio il vostro segretario Bersani che non si è per niente pronunciato sui candidati delle primarie per il Comune. Buona sera.

  8. Ho la massima considerazione di tutti i pareri e li rispetto. Credo sia utile interloquire in rete e in questo importante spazio di comunicazione per il nostro territorio. Mi sembra di aver motivato esaurientemente il perchè della mia scelta e non mi ripeto. Ora anche il signor Urbano mi richiama alla corretezza. Forse non è chiara la differenza tra ruoli politici e ruoli di garanzia in un partito. Io non ho nel PD un ruolo super partes ma sono stato eletto da una aprte del partito locla (oltre il 70 %) su proposte precise che ho tentato di realizzare dando il mio meglio. Nel prossimoo congresso (in autunno) gli iscritti diranno la loro su quanto è avvenuto in questi anni. Un’ultima cosa non so chi vi sia dietro questi nomi d’arte ma dico loro se i coordinatori di circoli (5) e il presidente del partito municipale hanno espresso legittimamente la loro preferenza (e nessuno ha avuto niente da ridire) per Daniele non mi sembra vi sia differenza che io abbia potuto esprimere la mia. Poi ridico saranno gli elettori a decidere. E’ la democrazia e non ci si può far nulla…

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