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Abituiamoci a chiamarlo Quindicesimo

fifteen.jpgResta sempre l’ultimo, i confini rimangono immutati ma da metà aprile il nostro municipio si chiamerà XV e non più XX. E’ questo uno degli effetti del nuovo Statuto di Roma Capitale approvato dall’Assemblea Capitolina il 7 marzo che prevede la riduzione dei municipi da 19 a 15, le quote rosa con un terzo di donne in giunta e nei CdA delle società municipalizzate e di quelle partecipate, la riduzione dei consiglieri da 60 a 48, la ridefinizione dei rimborsi e tanta trasparenza.

Per quanto riguarda i nuovi municipi, oltre alla rinumerazione è previsto che entro un anno si diano autonomamente un nome. E se tramite un concorso di idee fossero proprio i cittadini a sceglierlo? Per quanto riguarda il XX, prossimo XV, l’attuale nome “Municipio Cassia-Flaminia” calza ancora a pennello ma non poniamo limiti alla fantasia.

A stabilire i confini dei nuovi  municipi ci penserà comunque il Consiglio Comunale a partire dalla prossima settimana. Termine ultimo l’11 aprile oltre il quale, in assenza di decisioni, la questione passerà nelle mani del Prefetto.
Ma non dovrebbero esserci problemi, sugli accorpamenti l’accordo di massima già esiste: XVII e I, assieme a una parte del IX, saranno un tutt’uno; il IX si sposerà con il X; il II con il III e il VI con il VII.

Nulla cambia dunque per il XX, prossimo XV, che continuerà a mantenere il primato per estensione: con i suoi 186,70 kmq si conferma il Municipio più grande della Capitale.

Una cosa è invece già certa: la rinumerazione avverrà prima delle elezioni amministrative del 26 e 27 maggio tant’è che è stato deciso che sulla scheda elettorale, onde evitare equivoci, accanto al nuovo numero ci sarà anche “ex….”

Oltre all’accorpamento dei municipi, ecco le altre novità introdotte dal nuovo statuto di Roma Capitale.

Sindaco e Giunta: il primo cittadino può far approvare in via d’urgenza deliberazioni necessarie “a garantire il tempestivo adempimento degli obblighi di legge o ad evitare l’omissione di atti fondamentali”, omissione “che possa recare grave pregiudizio alla regolarità e al buon andamento dell’azione amministrativa”.

Pari opportunità: almeno un terzo dei componenti la Giunta capitolina dev’essere costituito da donne. La regola vale anche per le Giunte municipali e per i consigli d’amministrazione delle società controllate e partecipate.

Consiglieri capitolini: riduzione da 60 a 48. Detrazione dall’indennità in caso di non giustificata assenza dalle sedute. Gli oneri a carico di Roma Capitale per i permessi retribuiti dei consiglieri che lavorano presso privati o enti pubblici economici “non possono mensilmente superare l’importo pari alla metà dell’indennità del consigliere stesso”. Decadenza dalla carica: oltre ai precedenti casi stabiliti dalla legge, scatta anche per mancata partecipazione a 10 sedute di seguito.

Trasparenza, informazione, partecipazione: Trasparenza e informazione si coniugano nel nuovo Statuto all’avvento delle tecnologie. Fondamentale il sito Internet di Roma Capitale: al suo interno il cittadino deve poter trovare il Bollettino dell’ente, gli indirizzi, i provvedimenti e le proposte di carattere generale e di iniziativa popolare. Obiettivo, il “rispetto del diritto del cittadino ad essere informato e a partecipare attivamente alla vita politica della città”.
Favorisce la partecipazione anche un’importante previsione statutaria: la riduzione del numero delle sottoscrizioni utili a presentare un referendum consultivo o abrogativo.

Fabrizio Azzali

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