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Scempio ambientale all’Inviolatella Borghese

inviolatella.jpgCi sono voluti due anni per bonificare quella parte di parco a sinistra di Via dell’Inviolatella Borghese sulla Cassia; due anni e migliaia di euro, soldi ovviamente del contribuente. Un lavoro pressoché inutile perché l’Inviolatella sta tornando ad essere una discarica. Vecchi elettrodomestici, materassi, infissi, materiale da risulta, sacchi di rifiuti abbandonati: uno scempio ambientale che grida vendetta.

L’intera area, abbandonata per anni, era diventata territorio di senza tetto e sbandati che l’avevano lentamente ma inesorabilmente trasformata in una pattumiera fino a quando l’Ente Parco di Veio, all’interno del quale ricade la tenuta dell’Inviolatella, aveva detto basta dando l’avvio ad una imponente opera di bonifica e pulizia; sfrattati gli occupanti, ripulito il bosco, bonificate le pendici della Via Cassia, versate in discarica tonnellate di materiale.

Un lavoro durato mesi che ha riportato il Parco a nuova vita e che ha spinto il Comune di Roma, con una opera di recupero e forestazione costata 164.000 euro, a piantare centinaia di alberelli nella piana confinante con il Centro Ricerche Agricole. Finalmente il Parco Urbano dell’Inviolatella?

Neanche per sogno. Terminata l’opera di pulizia, nonostante le pressanti richieste dei Comitati Cittadini, l’area è stata abbandonata a se stessa e, priva di controlli, si avvia ad essere nuovamente una discarica. E così oggi le pendici della Cassia, faticosamente ripulite e prive di una rete di recinzione (quella esistente riguarda solo il primo tratto) sono tornate ad essere una discarica.

Niente di più facile che scaricare dall’alto: nessuna rete, niente cartelli, nessun controllo diurno e notturno; giusto il tempo di fermarsi a bordo strada e svuotare il contenuto di autocarri e furgoni dentro l’area protetta.

E non stiamo mica parlando di qualche sacchetto di calcinacci perché quello che abbiamo fotografato è l’intero campionario di una discarica-tipo: frigoriferi, divani, mobili, materassi, infissi, finestre, plastica, piastrelle e gli immancabili sacchetti di rifiuti.

Arrivati a questo punto è logico interrogarsi su come vengono spesi i soldi del contribuente; nessun privato, ad esempio, si sognerebbe di ripulire e rimboscare un’area per abbandonarla subito dopo. Purtroppo questo è il triste e ineluttabile destino del verde pubblico (parco o riserva che sia) che interdetto alla fruizione del cittadino si trasforma in “terra di nessuno” con baraccopoli e discariche.

Noi di Vignaclarablog.it lo abbiamo documentato dozzine di volte denunciando lo stato di abbandono e degrado in cui versano i parchi di Roma Nord dove per ragioni diverse (e a volte incomprensibili) non è permesso ai cittadini entrare.

Quello dell’Inviolatella Borghese è forse l’esempio più eloquente di questa strana gestione del verde. Una grande area di proprietà del Comune inserita in un Parco con stringenti vincoli ambientali; un territorio di incomparabile bellezza in gran parte ancora incontaminato; sentieri pronti e già praticabili ma battenti chiusi!
Parco chiuso ma discarica sempre aperta.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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4 COMMENTI

  1. La Regione Lazio dell’ex Presidente Polverini ed il Comnmissario Straordinario dell’Ente Parco di Veio si sono vantati di avere installato un sistema di videosorveglianza in una serie di punti “strategici” del Parco di Veio, fra i quali c’é una videocamera posizionata in cima alla collina dell’Inviolatella che domina la vallata sottostante dove il buon Gargaglia ha documentato che sono stati scaricati materiali di tutti i titpi.
    Se la suddetta videocamera é rimasta in funzione come dovrebbe e le cassette registrate non sono state distrutte, si dovrebbe scoprire grazie ad esse e punire a norma di legge chi si é reso responsabile dei vari scarichi abusivi.

  2. dateci questo parco come parco pubblico con recinti fontanelle il ponte l’ingresso da via fabbroni ed il collegamento con l ‘altro parco. Io vi abito avanti e sono tornato gli zingari ed i rumeni a starci ed a sporcare. L’UNICO VERO MODO E VIVERE IL PARCO E RENDERLO USUFRUIBILE A TUTTI! COME VILLA ADA VILLA BORGHESE ETC. altrimento sarà sempre cosi!

  3. Difficile dire quale sia l’utilità di una telecamera piazzata in cime ad una collina in un terreno compartimentato e privo di illuminazione (ma è in funzione?). Forse va bene per rilevare di giorno un principio di incendio.
    Con i soldi spesi per questa telecamera probabilmente ci si sarebbe aperto il Parco perchè quello che serve è un tratto di rete, un nuovo cancello con passaggio pedonale e qualche cartello: niente di più.
    Perchè non si sia aperta l’Inviolatella (lato sx) è un mistero, tra l’altro sarebbe stato un “colpaccio” da parte di questa Amministrazione in evidente difficoltà. Io una teoria ce l’avrei: dove non ci sono costosi progetti, architetti, ingegneri, studi di fattibilità, imprese, lavori, vivai……….la cosa non interessa! Nel frattempo sono terminati i lavori all’Inviolatella (lato dx) ma la sbarra continua a rimanere abbassata e il cartello con i divieti al suo posto.

  4. Avete provato a denunciare la situazione al NUCLEO TUTELA AMBIENTALE dei Carabinieri?
    Hanno anche l’email potreste inviare delle foto comunicando loro della presenza di questa telecamera. Di solito sono molto solerti nell’intervenire. Potrebbero anche sequestrare le cassette registrate (se esistono) per visionarle.

    Comado Carabinieri Tutela per l’Ambiente:
    Largo Lorenzo Mossa, 8/a – 00100 Roma, tel. 06/660351, tacdo@carabinieri.it;

    Reparto Carabinieri Tutela per l’Ambiente:
    REPARTO OPERATIVO, Roma, Largo Lorenzo Mossa, 8/a – 00100 Roma, tel. 06/660351, tasocdo@carabinieri.it;

    Gruppo Carabinieri Tutela per l’Ambiente:
    GRUPPO T.A. ROMA, Largo Lorenzo Mossa, 8/A – Roma, tel. 06/660351, tarmcdo@carabinieri.it;

    Nucleo Operativo Ecologico:
    ROMA, Largo Lorenzo Mossa, 8/a – 00165 Roma, tel. 06/660351, noermcdo@carabinieri.it;

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