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Inversione da parcheggio, fenomeno tipicamente romano

apertura-strada.jpgC’è l’inversione termica, un fenomeno meteorologico per cui l’aria a contatto del terreno risulta più fredda di quella sovrastante, c’è poi l’inversione magnetica, un fenomeno che si verifica ogni qualche migliaio di anni, l’inversione contabile, quella di rotta (turn-about) e quella ad “u”, manovra irregolare per cambiare repentinamente il senso di marcia. C’è poi una “inversione” che neppure Wikipedia riporta ed è quella relativa al parcheggio; un fenomeno per cui le auto sostano sul marciapiede riservato ai pedoni (di conseguenza, dovendo i pedoni camminare sulla strada, si potrebbe parlare anche di inversione stradale).

Questo fenomeno è molto diffuso in tutta la Capitale; qualcuno lo attribuisce alla mancanza di parcheggi, altri invece alla mancanza di civiltà ed educazione; altri ancora lo ritengono un fenomeno genetico.

Se gli antichi romani erano un popolo particolarmente dinamico che trascorreva il proprio tempo in giro per il mondo a conquistare territori, quello moderno è assai più “statico”; sarà colpa del benessere e delle comodità fatto sta che oggi il romano è diventato “stanziale” e ama parcheggiare la propria auto sulla soglia di casa o quanto meno a qualche metro e in qualche caso a pochi decimetri.

Si è cercato in tutti i modi di contrastare questo fenomeno con sanzioni amministrative e con barriere metalliche senza però riuscirci; anzi sembra che chi ci abbia provato, richiedendo l’intervento della forza pubblica o proteggendo l’uscio della propria abitazione con tubi e ringhiere, sia stato messo alla gogna.

Stesso risultato per le decine di migliaia di cartelli che indicano il divieto di sosta davanti all’ingresso condominiale.

A sostenere questo fenomeno (oramai come l’inversione termica un fenomeno del tutto naturale) anche i gommisti felici di procedere al cambio dei pneumatici precocemente invecchiati nello scalare il ruvido travertino.

Capita a volte che questa “inversione” si verifichi anche in prossimità delle strisce pedonali o dei passaggi per i diversamente abili; questo evento, neppure troppo raro, non deve meravigliare perchè questi varchi, che la norma vorrebbe liberi, sono più facili da scovare.

Il fenomeno oramai fa parte del comportamento dell’automobilista e ci si meraviglia pertanto che il codice della strada non sia stato ancora aggiornato (almeno per quanto riguarda la “speciale edizione” per Roma Capitale).
Si ipotizza infine la possibilità di obbligare i pedoni, quando camminano sulla carreggiata, ad indossare obbligatoriamente un giubbetto (o fratino) catarifrangente; ma qualsiasi altra idea o proposta è comunque ben accetta.

Francesco Gargaglia

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1 commento

  1. Più multe tutti i giorni: alla fine smetteranno di parcheggiare sui marciapiedi! Altrimenti che si fa: giustizia sommaria riganfdo le macchine o rompendo gli specchietti?

    Ma i famosi poliziotti di quartiere dove sono, a fare le scorte ai nostri tanti politici?

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